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venerdì 14 ottobre 2022

Una lettera dal “passato”

Carissimi,

Voi continuate a tirarmi in ballo. Sono morto da tanti secoli ma ancora usate il mio nome per descrivere il vostro degrado culturale e civile. Se solo aveste studiato sapreste che state sbagliando e anche di brutto.

Durante la mia vita ho visto nascere i fondamenti scientifici che avrebbero portato grandi scienziati a formulare le proprie teorie, tra questi anche Galileo Galilei. Ho visto grandi filosofi riscoprire Aristotele e divulgarlo al mondo. Le mie scoperte nel campo della tecnologia hanno cambiato le vite di tutti: dal mulino a vento verticale ai primi altiforni; dall’invenzione degli occhiali all’orologio meccanico. Ho cambiato la vita di tanti marinai con l’invenzione del timone girevole e la bussola. Ancora mi ringraziano quei marinai che riuscirono ad orientarsi anche quando il cielo era oscurato dalle nuvole. Per non parlare, poi, delle innovazioni nel campo dell’agricoltura (come l’aratro pesante) che hanno permesso sempre a più persone di mangiare.

domenica 16 gennaio 2022

L’acqua in vino nel quotidiano

Ricordi di Cana in questa Seconda Domenica del Tempo Ordinario in cui il Vangelo racconta del famoso miracolo della trasgormazione dell’acqua in vino.

Era il 2014, era passato qualche giorno dal nostro matrimonio. Eravamo alla basilica del Primo Miracolo in Israele ed eravamo stati chiamati a rinnovare le nostre promesse matrimoniali. Mi chiedevo: “già dobbiamo rinnovare le nostre promesse? Non siamo sposati nemmeno da 14 giorni”. La lezione è stata semplice: ogni giorno siamo chiamati a rinnovarle, ogni giorno siamo chiamati a trasformare la nostra acqua in vino e di farne scorta per quando, nelle difficoltà, nelle afflizioni e nello scoraggiamento viene a mancare anche l’acqua. Un bel ricordo nel giorno giusto del periodo giusto.

sabato 16 ottobre 2021

Squid Game. I bambini e noi adulti

Sto guardando, Squid Game, la nuova serie del momento di Netflix. L’ho iniziata per poter capire i meme che girano sui social. Di questa serie se ne sta parlando molto in particolare per ciò che riguarda l’effetto che ha sui bambini. Leggendo vari articoli e commenti sulla serie mi vengono in mente due cose. La prima è che Squid Game non è meno violenta di tante altre serie televisive delle quali, ovviamente, la visione non è consentita ad un pubblico bambino.

Il secondo pensiero nasce dal fatto che in molti diano la colpa a Netflix. Tuttavia, se i bambini sono turbati è perché gli è stato permesso di guardare la serie oppure perché non si è vigilati sull’utilizzo che fanno, in particolare i preadolescenti, dei dispositivi digitali. Non ho figli ma lavoro in una casa famiglia ed è una lotta dire ai più piccoli cosa non devono guardare. Mi rendo conto che, a volte, è anche difficile fargli capire perché i loro compagni di classe guardano determinate cose e loro no (un bimbo di 9 anni, una sera mi chiese di guardare IT ma la richiesta è stata rispedita al mittente).

giovedì 19 agosto 2021

Sono un essere umano

Oggi con la casa famiglia siamo andati in gita ai Prati di Cottanello, nel reatino. Un posto bucolico e ameno dove poter trascorrere in tranquillità qualche ora. Tra carne alla brace, mucche, cavalli e maiali che pascolavano in mezzo a noi abbiamo passato una giornata spensierata e lontana dalla città.

La cosa interessante, e che mi ha lasciato riflettere, è che il telefono non prendeva. I più si sono messi a rincorrere la palla (ne hanno bucate due), i più grandi a cuocere la carne sulla brace ma qualcun altro era impanicato dal fatto che non prendesse la linea telefonica e, in preda alla disperazione, si è messo a guardare vecchie foto e ad ascoltare le registrazioni delle interrogazioni scolastiche.

Devo essere onesto: anche io mi sono preoccupato un po’ da questa mancanza. Ho pensato che se qualcuno avesse voluto cercarmi per dirmi una cosa importante e urgente non avrebbe potuto raggiungermi. Per 6 ore sono stato letteralmente irreperibile telefonicamente. Avrei potuto godere di questo, trovare sollievo di non essere schiavo della tecnologia ma, onestamente, mi cresceva ansia. Cosa sono diventato? Uno schiavo della modernità? Cosa nasconde questo mio senso di smarrimento se non dovessi essere reperibile?

Le domande aumentavano sempre più ma ad un certo punto c’è stata una domanda che mi ha svoltato la giornata: cosa succede al mondo se non sono reperibile per qualche ora? La risposta è stata esaltante. Nulla. Al mondo non succede nulla, continua a girare anche senza di me. Gli eventi, belli o brutti, accadono lo stesso e non fa alcuna differenza se vengo a saperlo subito o dopo. Ho iniziato a godermi la giornata, i ragazzi che erano con noi e il fantastico panorama.

Grazie a Dio mi rendo conto che sono un essere umano.

sabato 14 agosto 2021

È vero o non è vero? Questo è il problema

L’altro giorno ho deciso di fare un esperimento: ho condiviso sul mio profilo Facebook una foto modificata dei genitori di Marty McFly, celebre protagonista (interpretato da Micheal J. Fox) della saga di Ritorno al Futuro. Gli attori nella foto sono Lea Thompson e Crispin Glover.

Questa foto gira da anni in rete con varie didascalie. Puntualmente, chi la condivide scrive di averla trovata e che vorrebbe consegnarla al proprietario che l’ha persa. In allegato trovate lo screenshot del post.

Mi son detto di mettere alla prova chi segue il mio profilo privato e il risultato è stato spiazzante, basti guardare i numeri dei commenti e delle condivisione del post.

Questo gioco ha sortito in me due riflessioni. La prima è sul numero delle condivisioni. Molte di queste sono state fatte da buontemponi come me che volevano solo giocare un po’ trovando il post divertente. Tuttavia, più di 2000 condivisioni mi sembrano un po’ tante e preoccupanti perché credo che la maggior parte di queste sono state fatte senza preoccuparsi tanto di verificare se il fatto fosse vero oppure no; senza verificare se la mia richiesta di aiuto fosse vera. Non lo era e, come non era vero il mio post, ce ne sono a centinaia che non raccontano il vero e che, puntualmente, trovano spazio nella rete e soprattutto sui social. Sono sicuro che questo errore è spesso fatto in buona fede, spesso ci fidiamo, come nel mio caso, di chi condivide un contenuto. Non solo, il post è stato condiviso tante volte nonostante nei commenti c’era chi aveva svelato chi fossero i personaggi della foto. Errore grossolano! Bisogna verificare sempre. Questo era un gioco ma spesso condividiamo, con queste modalità, tante notizie false.

sabato 9 gennaio 2021

Pensiero (pippone) post natalizio

Il 6 gennaio abbiamo guardato il film Nativity in casa famiglia. 

“Dopo pranzo guardiamo un film natalizio...”

“Sì!!!”

L’entusiasmo dei bambini è sempre spiazzante. Alcuni si entusiasmano anche davanti ad una tazzina giocattolo facendo finta che fosse piena del caffè più buono del mondo. Questa è una delle cose più belle del mio lavoro.

Il film inizia e, dal titolo, si intuisce che parla degli eventi che portano alla nascita di Gesù: l’annunciazione, la visita di Maria ad Elisabetta, i dubbi di Giuseppe, il viaggio verso Betlemme, la nascita di Gesù, l’arrivo dei Magi e la fuga in Egitto.

venerdì 8 maggio 2020

Ciò che è essenziale

Ogni anno, Gesù e i suoi genitori andavano a Gerusalemme per la festa della Pasqua. Quando aveva dodici anni, però, successe una cosa che fece preoccupare Giuseppe e Maria. Sulla strada del ritorno a Nazareth si resero conto che il figlio non era con loro e iniziarono a cercarlo tra parenti e amici. Tornarono a Gerusalemme. Dopo tre giorni di ricerca, trovarono Gesù che ascoltava e interrogava i maestri del tempio e ai genitori preoccupati disse: “non sapevate che devo occuparmi delle cose del Padre mio?”.
Quante volte anche noi perdiamo l’essenziale, ci smarriamo tra le cose del mondo (anche futili) e perdiamo la nostra bussola. La cerchiamo da per tutto e in tutto. Dimentichiamo che ciò che serve sono le cose del Padre. Ci affanniamo per tutto ma per quello che riguarda Dio non troviamo mai tempo. Vogliamo essere annunciatori del Vangelo ma releghiamo la missione solo alle opere di bene, come se fossimo una ONG. Sono cose importanti ma non bastano: opere e parole devono andare di pari passo, separarle snaturerebbe il nostro essere cristiani.
Preghiamo che Dio possa darci gli strumenti giusti per riconoscerlo nelle cose che danno la vita vera, in ciò che è essenziale per la nostra vita.

giovedì 7 maggio 2020

Gesù nel Mondo

Giuseppe e Maria, quaranta giorni dopo la nascita di Gesù, portarono il piccolo a Gerusalemme perché la Legge ebraica prevedeva che ogni primogenito venisse presentato al Tempio del Signore. Tuttavia, per Gesù questa presentazione assume un risvolto incredibile: mentre tutti i primogeniti venivano presentati a Dio, Lui, che è Dio incarnato, viene presentato al Mondo.
Il primo a riconoscere il Divino Bambino è Simeone, uomo giusto e timorato di Dio. Appena lo vede il suo cuore si apre e recita il suo famoso cantico: “Ora puoi lasciare o Signore che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele.”
Queste parole ci ricordano che solo dopo aver incontrato la salvezza che viene da Dio il nostro cuore si apre al mistero della bellezza divina e trova il coraggio di spingerci fuori dalle nostre nicchie per portare e testimoniare al mondo la gioia che viene da Cristo.
Permettiamo, quindi, a Dio di entrare nelle nostre vite per poter avere, così, un cuore coraggioso che ci renda degni testimoni del Vangelo.

mercoledì 6 maggio 2020

Il Verbo incarnato

La nascita di Gesù porta uno sconvolgimento nel mondo. La Storia, da quel momento, non sarà più la stessa. Dio, che fino ad allora tutti hanno considerato lontano, viene a stare tra noi e lo fa in un modo umile: si fa uomo. Dio decide di incarnarsi per essere uno con noi e tra di noi. Non potrebbe essere altrimenti perché il Suo amore è talmente forte che viene ad amarci di persona.
Cosa può dirmi questa incarnazione? A distanza di più di duemila anni questo evento è sempre attuale. Dio si incarna, ancora oggi, nella Storia per ricordarci che vuole incarnarsi nella nostra storia e nella nostra vita. Un mistero d’amore che, forse, facciamo fatica a capire quando il senso di abbandono è grande. Tuttavia, per dirla con Benedetto XVI, “la salvezza portata dal Dio fattosi carne in Gesù di Nazaret tocca l’uomo nella sua realtà concreta e in qualunque situazione si trovi.”
Lasciamoci trasportare da questa certezza e troviamo in essa la forza di testimoniare la bellezza di un Dio che ci ama e resta con noi. Sempre.

martedì 5 maggio 2020

Maria la missionaria

Dopo l’annuncio della divina gravidanza, Maria non si lascia prendere dallo sconforto. Dopo aver detto il suo “sì” incondizionato alla volontà di Dio, sente che questa bellezza non può tenerla con sè ma deve condividerla. 
Maria ci indica la strada che porta alla realizzazione: la missione. Maria è la prima missionaria, è colei che, dopo aver fatto l’esperienza di Dio, vuole portare e testimoniare a tutti la salvezza che si compie nella sua vita. E invita noi a fare lo stesso indicandoci due pilastri di questo annuncio d’amore: l’umiltà e il servizio. 
L’umiltà. Solo dopo che Elisabetta e il bambino che porta in grembo riconoscono la Maria come Madre di Dio, la giovane donna canta il Magnificat. Maria non va dalla sua parente sbandierando quello che di bello le stava accadendo ma attende umilmente che ciò sia riconosciuto.
Il servizio. Maria non resta a glorificarsi delle onorificenze che Elisabetta le fa ma si mette al suo servizio (per tre mesi dice il Vangelo). Un vero missionario, infatti, si mette al servizio degli altri, dei più poveri e degli abbandonati.
Maria ci ha segnato il sentiero e a noi non resta che seguire le sue orme.

lunedì 4 maggio 2020

Un annuncio di speranza

L’Annunciazione di Gabriele a Maria è la madre di tutte le annunciazioni. Se noi, oggi, possiamo andare in giro a testimoniare la bellezza della vita in Cristo lo dobbiamo a questo strepitoso fatto e al “sì” di Maria che ne è conseguito. 
Un annuncio di speranza e di gioia è quello di Gabriele che Maria ha custodito per tutta la vita, anche nel dolore, come custodì per nove mesi la bellezza di un Dio incarnato che adotta Maria come madre e che dona la sua maternità a tutti noi.
Un annuncio di speranza perché da quel “sì” nasce la nostra salvezza. Quello che Eva ci tolse, Maria ce lo dona moltiplicato all’infinito. Un annuncio di gioia perché porta nascosto in sè il seme della Resurrezione e del nostro riscatto.

giovedì 9 aprile 2020

La mia passione

Sono Giuda ogni volta che tradisco;
ogni volta che il mio comportamento provoca lacrime in chi pone in me fiducia.
Sono Pilato ogni volta che distolgo lo sguardo da chi ha bisogno;
ogni volta che lavo via il mio dovere, il mio onore e la mia umanità;
ogni volta che evito di prendermi le responsabilità che Dio pone sul mio cammino.
Sono Pietro quando l’orgoglio è mio amico;
quando la paura annebbia il mio cuore e mi fa dimenticare promesse d’amore. 
Dovrei essere Pietro nella cura dei miei fratelli.
Sono Gesta, il ladrone, ogni volta che non Ti riconosco;
ogni volta che tento la Tua Volontà;
Ogni volta che rubo ogni speranza a chi mi ama.
Sono il Centurione ogni volta che, ciecamente, obbedisco alle regole del mondo;
ogni volta che solo Tu riesci ad aprire il mio cuore e rendermi lo stupore della Tua presenza.

domenica 29 marzo 2020

Il mio pensiero in una scatola

Vedete questa scatola nella foto? Contiene una Ferrari della Lego che tempo fa mi avevano regalato. L’ho conservata fino ad ora perché avevo scoperto che, essendo un set del 2008 ormai fuori commercio, poteva valere un po’ di soldini. Quindi avevo deciso di conservarlo per far crescere ancora di più il suo valore e poterlo rivendere. Tuttavia, mi sono reso conto che avevo un pezzo raro tra le mani che avrei potuto aggiungerlo alle altre Ferrari Lego che ho. Che faccio? Lo monto o lo conservo?
Poi in questi giorni ho visto i camion dell’esercito che portavano via da Bergamo le salme dei morti da Covid-19, ho visto persone che stanno soffrendo per la malattia, per le restrizioni, per non poter abbracciare le persone care (per la verità stiamo tutti sulla stessa barca). Ho capito che la vita è troppo breve per queste elucubrazioni economiche e che in questo momento, se montare questa Ferrari mi distrae donandomi po’ di gioia, è giusto che lo faccia.
Ora scusatemi. Vado a giocare, ho una Ferrari da montare.

sabato 28 marzo 2020

Non sono un eroe

Da piccolo non ero famoso per il mio coraggio. Quando, per esempio, per scherzo si citofonava alle porte e si scappava, io ero già una ventina di metri avanti ai miei amici pronto a fuggire via. Ancora oggi non credo che io sia un tipo coraggioso e avventuriero.
Scrivo questo perché l'altro giorno, il mio amico Marco (che ringrazio per la stima) mi scrive un messaggio nel quale mi chiama "eroe". Per lui lo sono perché ogni giorno esco per andare a Casa Betania, la casa famiglia in cui lavoro. Marco mi vuole bene e, forse, vede in me cose che non esistono (o che non vedo).
Io non sono un eroe, questo ruolo lo lascio a chi, in questo periodo, sta salvando vite e sta gestendo l'ordine pubblico: personale sanitario (medici, infermieri, farmacisti) e forze dell'ordine. Non sono un eroe perché per me il rischio di contagio, rispetto a coloro che sono in prima linea, è pari a zero.

martedì 10 marzo 2020

Una potatura necessaria

Mia moglie l'altro giorno mi ha fatto notare che pratico, sulle piante del nostro terrazzino, la potatura estrema. Ha ragione. Le piante, spesso, per poter tornare a vivere rigogliose hanno bisogno che io, con le mie cesoie, dia loro una bella tagliata. All'inizio è triste, in effetti, guardare quelle piante potate. Tuttavia, in cuor mio, so che torneranno presto a gettare nuove gemme; so che torneranno a nascere rami, foglie e poi fiori (spero sempre che il mio limone mi dia frutti ma l'aria della Tiburtina non credo sia salutare a questa pianta). Quando poi ciò avviene, non nascondo che provo gioia e ogni volta sento il bisogno di comunicare ad Angelica che stanno nascendo nuovi germogli.
Perché racconto questo? Perché in questo periodo il cui motto è #staiacasa, mi sento un po' come queste piante. Sento che vengo potato di cose per me essenziali: i rapporti umani, lo svago all'aperto, l'Eucarestia. Sento l'importanza che queste cose hanno nella mia vita e sento la violenza con la quale queste cose mi vengono portate via.
Tuttavia, so che, come i germogli per le piante potate, tutto tornerà con più vigore, torneranno tutte le cose importanti con una forza inimmaginabile e saprò rivalutarle ancora di più.

venerdì 6 marzo 2020

Ad un metro di distanza

Stai lontano da chi vuoi bene: è questo, di fatto, ciò in cui si traduce la maggiore raccomandazione di questi giorni. Stai a un metro di distanza.
Perché diciamolo, nella vita normalmente stiamo tutti ad un metro di distanza dagli altri, sono poche le persone a cui permettiamo di superare quel confine invisibile oltre il quale l’altro invade la nostra sfera più personale, più intima (tranne nei mezzi pubblici di Roma, posti surreali in cui viene annullato ogni concetto di essere umano).
Nella vita ordinaria magari neppure ci pensi, ma quando sei “costretto” a non abbracciare qualcuno diventa strano, difficile, in certi casi doloroso.
Stare a un metro di distanza può essere il modo di custodire il bene dell’altro. Ma può anche diventare la scusa per tenere l’altro ad un metro da te. Perché la distanza fisica può anche diventare un’espressione della distanza del cuore. Ed è questo il rischio più grande a cui siamo esposti oggi. Perché quando hai paura, quando vuoi proteggerti, quando pensi di doverti custodire, in qualche modo smetti di guardare all’altro, ai suoi bisogni, alle sue necessità, e ti concentri solo su te stesso e ai modi in cui puoi sopravvivere.

venerdì 28 febbraio 2020

Umiltà e grandezza

Non entro nel merito della questione sul Coronavirus perché non ne ho le competenze (negli anni ho imparato, per la gioia di tanti amici, che non posso parlamentare su tutto lo scibile umano). Tuttavia, un pensiero da condividere ce l’ho.
In questi giorni di preoccupazione (che spesso sfocia nella psicosi) è curioso notare di come un affare minuscolo come un virus possa mettere in discussione tutte le certezze della nostra società. Noi umani siamo bravi a combattere contro i “grandi mostri” ma un affare visibile solo al microscopio può arrivare a metterci in ginocchio e alla fine di questa storia spero che trarremo la lezione più importante: ricordarci di restare umili perché un virus minuscolo ci sta ricordando che non siamo i padroni del mondo.

giovedì 27 febbraio 2020

Imperfetto e bello

Uno dei miei problemi più grande è l’accettazione delle mie imperfezioni. So di averle e le conosco tutte. Potrei fare benissimo un elenco dei miei difetti ma mi piace metterli, come fastidiosa polvere, sotto ad un tappeto.
Non mi piace che qualcuno possa pensarmi per le mie imperfezioni e non per i miei pregi (ho anche questi, non soffro di falsa modestia). Con gli anni, però, ho imparato a conviverci, a fare pace con le cose che non reputo adatte alla mia reputazione. Il passo è stato semplice: ricordarmi che c’è Qualcuno che mi ama per quello che sono. Non sono perfetto e la via della perfezione è lontana ma c’è un Dio che mi ama e mi abbraccia nonostante, spesso, mi sento “sgarrupato”. Questa consapevolezza mi ha aiutato a riconoscere in chi mi sta intorno lo stesso amore, mi sono reso conto che chi mi ama mi accetta così, senza filtri e, allo stesso tempo, mi ha aiutato ad accettare gli altri incondizionatamente.
Che il Signore aiuti me e chi si sente come me, ad accettare le imperfezioni per rendermi consapevole che queste non sono delle mancanze ma caratteristiche che mi rendono ancora più bello.

venerdì 21 febbraio 2020

L'umiltà della gratitudine

Credo che la gratitudine sia fortemente legata all'umiltà. Infatti, non posso negare che per ringraziare qualcuno io debba fare un passo di umiltà. Non posso riconoscere che qualcuno faccia qualcosa per me se non riconosco la sua dignità di persona e per fare ciò devo scendere dal mio piedistallo. Solo allora potrò dire un grazie di vero cuore.
Nello stesso tempo non posso attendere che gli altri facciano lo stesso con me: non posso pretendere che qualcuno si accorga di un favore fatto e che mi ringrazi. Anche questo è un atto di umiltà che mi riporta alla gratuità di un atto di amore. Tuttavia, se un grazie arriva, devo avere l'umiltà di accettarlo perché quello, spesso, è l'unico modo che abbiamo per ricambiare l'amore ricevuto.

lunedì 17 febbraio 2020

Politici e politicanti

L'altro giorno sono stato con Angelica a visitare la Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura che è attigua al Cimitero Monumentale del Verano e lì ho fatto la scoperta (qualcuno potrebbe definirla "dell'acqua calda" ma per me non lo è) che le spoglie di Alcide De Gasperi riposano all'ingresso della basilica.
Mi si è aperto il cuore a vedere la sua tomba perché ho avuto la possibilità di affidargli l'Italia e l'Europa (De Gasperi è Servo di Dio ed è in corso la sua causa di beatificazione). Ho affidato a lui, che non ha mai sventolato rosari ai suoi comizi e che non usava la fede per racimolare voti, i tanti politici che si dicono cristiani ma che poi non lo sono nella sostanza. Ho affidato a lui, che è tra i padri fondatori dell'Unione Europea, coloro che non hanno a cuore il vero bene comune e che snaturano l'essenza di un'Europa unita, che la violentano con le loro politiche economiche o che ne sminuiscono il ruolo con le loro idee sovraniste. Ho chiesto di perdonare coloro che, definendo i politici moderni come i migliori degli ultimi settant'anni, dimenticano il ruolo che ha avuto lui e la sua generazione. Alla fine ho pregato Dio che ci mandi più politici come lui affinché non caschiamo nel baratro sociale in cui stiamo rischiando di cadere.