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martedì 19 marzo 2024

Uomini e padri

Ci sono uomini che sanno prenderti per mano, che sanno accompagnarti con un silenzio che lascia senza fiato e, a volte, mette in imbarazzo. Questi stanno accanto a te ma sanno quando è il momento di lasciarti andare da solo.

Ci sono uomini che sanno custodirti, che ti proteggono dalle insidie che il mondo offre e che ti insegnano a proteggerti. Sanno prenderti cura di te e t’insegnano a farlo.

Ci sono uomini che danno la vita per coloro che amano, per coloro che Dio gli affida. Sono coloro che senza riserve si immolano per amore.

Ci sono uomini che sanno mettersi all’ascolto della volontà di Dio e sanno incarnarla, non senza difficoltà, nel qui ed ora.

Questi uomini sono padri ma sono anche mariti, fratelli, sacerdoti. Abbiamo sempre bisogno di uomini che sanno donare la vita, che siano educati all’amore autorevole e che non siano autoritari; che siano dolci ma fermi; che siano in grado di prendere le proprie croci e che siano in grado di alleggerire quella degli altri.

Che San Giuseppe ci aiuti.

Abbiamo bisogno di uomini.

Abbiamo bisogno di cristiani.

Abbiamo bisogno di santi.

venerdì 31 marzo 2023

Ode a San Giuseppe

Umile, metti in disparte l’essere

per esaltare sempre Madre e Figlio

senza nulla del cuor di padre perdere.


Santo, bello ancor più del bianco giglio

che forte stringi in laboriose mani

e a che veder, gli occhi meraviglio.


Chiamato a una vita che cambia i piani

di chi non può essere mai avaro

e vuol cambiare con amor il suo domani.


Giusto, dall’animo lucente e chiaro

afferrasti forte il tuo bel destino

e per tua santa famiglia fosti faro.


Contemplativo, a te piano m’inchino

pensando alla mia frenetica vita

che spegne amore come un lumino.

mercoledì 3 novembre 2021

Il più grande tra i santi

LETTERA APOSTOLICA DI S.S. PAPA PIO IX
- INCLYTUM PATRIARCHAM-

La Chiesa Cattolica giustamente onora con un culto sempre più diffuso e venera con un sentimento di profondo affetto, l'illustre benedetto patriarca Giuseppe, ora coronato di gloria e di onore in Cielo.
Sulla terra, l'Onnipotente Dio, preferendolo a tutti i Suoi Santi, lo destinò ad essere il casto e vero sposo dell'Immacolata Vergine Maria  così come il padre putativo del Suo Unigenito Figlio
Egli certamente lo arricchì e lo colmò di grazie uniche e sovrabbondanti, rendendolo capace di eseguire più fedelmente i doveri di un così sublime stato.
Perciò, i Romani Pontefici, Nostri Predecessori, al fine di incrementare e stimolare ardentemente sempre più nel cuore dei fedeli Cristiani l'affetto e la devozione verso il santo patriarca, e di esortarli ad implorare la sua intercessione presso Dio con la massima confidenza, non hanno mancato di decretare nuove e sempre maggiori espresioni di venerazione pubblica verso di lui in tutte le occasioni propizie.

mercoledì 27 ottobre 2021

Nella stessa Maniera di Dio

DECRETO DI S. S. IL PAPA PIO IX proclamante S. Giuseppe PATRONO DELLA CHIESA CATTOLICA 

All'Urbe e all'Orbe. 

Nella stessa maniera che Dio aveva costituito quel Giuseppe, procreato dal patriarca Giacobbe, soprintendente a tutta la terra d'Egitto, per serbare i frumenti al popolo, così, imminendo la pienezza dei tempi, essendo per mandare sulla terra il suo Figlio Unigenito Salvatore del mondo, scelse un altro Giuseppe, di cui quello era figura, e lo fece Signore e Principe della casa e possessione sua e lo elesse Custode dei precipui suoi tesori. Di fatto, egli ebbe in sua sposa l'Immacolata Vergine Maria, dalla quale nacque di Spirito Santo il Signor Nostro Gesù Cristo che presso gli uomini degnossi di essere riputato figlio di Giuseppe, e gli fu soggetto. E Quegli, che tanti re e profeti bramarono vedere, Giuseppe non solo Lo vide, ma con Lui ha dimorato e con paterno affetto l'ha abbracciato e baciato; e per di più ha nutrito accuratissimamente Colui che il popolo fedele avrebbe mangiato come pane disceso dal cielo, per conseguire la vita eterna. Per questa sublime dignità, che Dio conferì a questo fedelissimo suo Servo, la Chiesa ebbe sempre in sommo onore e lodi il Beatissimo Giuseppe, dopo la Vergine Madre di Dio, sua sposa, e il suo intervento implorò nei momenti difficili.

mercoledì 14 luglio 2021

Omelia di san Giovanni Paolo II ai livornesi

Cari fratelli e sorelle!

1. Sono qui oggi, insieme con voi per venerare san Giuseppe nel giorno in cui lo venera la Chiesa intera. Essa lo venera come merita quell’ammirevole “uomo giusto”, sposo – dinanzi alla legge – di Maria, Vergine di Nazaret, Madre del Figlio di Dio. 

Contemporaneamente la Chiesa venera Giuseppe di Nazaret come “artigiano”, come uomo del lavoro, forse falegname di professione. Egli è stato il solo e l’unico – tra tutti gli uomini del lavoro sulla terra – presso il cui banco di lavoro si presentava ogni giorno Gesù Cristo, Figlio di Dio e Figlio dell’uomo. Proprio lui, Giuseppe, gli ha fatto imparare il lavoro della sua professione, lo ha incamminato in essa, gli ha insegnato a superare le difficoltà e la resistenza dell’elemento “materiale” e a trarre dalla materia informe le opere dell’artigianato umano. È lui, Giuseppe di Nazaret, che ha legato una volta per sempre il Figlio di Dio al lavoro umano. Grazie a lui, lo stesso Cristo appartiene anche al mondo del lavoro e rende testimonianza della sua altissima dignità dinanzi agli occhi di Dio.

mercoledì 23 giugno 2021

Mercoledì, il giorno dedicato a san Giuseppe

Ho voluto (e creato) uno spazio, una specie di rubrica dal nome Il Mercoledì del Giusto. Ogni mercoledì sto pubblicando sulla mia pagina Facebook delle curiosità, preghiere o immagini sul San Giuseppe.
Perché ho scelto proprio il mercoledì? Perché questo è il giorno che, tradizionalmente, viene dedicato al Custode della Santa Famiglia.
Da dove nasce questa pratica? Padre Tarcisio Stramare, nel suo libro San Giuseppe - fatto religioso e teologia, lo descrive in modo accurato. L’oblato di San Giuseppe, deceduto lo scorso anno il 20 marzo (il giorno dopo la solennità di San Giuseppe), parte da un opuscolo di padre Roland Gauthier dal titolo Il mercoledì, il giorno di san Giuseppe. P. Gauthier riconosce che “«nessuno ne ha mai dato una spiegazione chiara e precisa». Egli ne documenta, tuttavia, la presenza, concludendo che «questa tendenza verso il mercoledì è continuata dopo il 1650, e si può perfino sostenere che è diventata la più corrente.»” (Stramare, pag. 169).

mercoledì 16 giugno 2021

San Giuseppe, patrono degli esuli

Domenica prossima, 20 giugno, è la Giornata Mondiale del Rifugiato, di coloro che, sono costrette a lasciare le proprie case per garantire un futuro migliore lontano dalla povertà o dalle barbarie che vivono.
Il mio pensiero va a San Giuseppe. Anche lui è stato un rifugiato: dovette scappare in Egitto con Maria e il piccolo Gesù per poter salvare la vita del Figlio di Dio dalla brutalità di Erode.
È per questo motivo che, all’interno delle Litanie viene citato anche come Patrono degli esuli, degli afflitti e dei poveri.
È dallo scorso Primo Maggio, infatti, che il Papa ha approvato sette nuove invocazione al Santo Giusto. La Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha attinto le nuove invocazioni dagli interventi dei Papi che hanno riflettuto su aspetti della figura del Patrono della Chiesa universale: san Paolo VI, san Giovanni Paolo II e Francesco.
Le nuove invocazioni sono: Custode del Redentore (Custos Redemptoris), tratta dall’esortazione apostolica Redemptoris custos di san Giovanni Paolo II; Servo di Cristo (Serve Christi), pronunciata da san Paolo VI nell’omelia della festa di san Giuseppe del 1966, e citata sia da san Giovanni Paolo II che da Papa Francesco nella Patris corde; Ministro della Salvezza (Minister salutis) di san Giovanni Crisostomo, citato sempre da Papa Wojtyla nella Redemptoris custos; Sostegno nelle difficoltà (Fulcimen in difficultatibus), usata da Papa Francesco nel prologo della Patris corde); infine Patrono degli esuli, degli afflitti, dei poveri (Patrone exsulum, afflictorum, pauperum), sempre nella Patris corde. (Fonte: vaticannews.va)

mercoledì 9 giugno 2021

Lettera a San Giuseppe di don Tonino Bello

Caro San Giuseppe,

scusami se approfitto della tua ospitalità e mi fermo per una mezz’oretta nella tua bottega di falegname per scambiare quattro chiacchiere con te.

Non voglio farti perdere tempo. Vedo che ne hai così poco, e la mole di lavoro ti sovrasta. Perciò, tu continua pure a piallare il tuo legno, mentre io, seduto su una panca, in mezzo ai trucioli che profumano di resine, ti affido le mie confidenze.

Non preoccuparti neppure di rispondermi. So, del resto che sei l’uomo del silenzio, e consegni i tuoi pensieri, profondi come le notti d’Oriente, all’eloquenza dei gesti più che a quella delle parole. Vedi, un tempo anche da noi le botteghe degli artigiani erano il ritrovo feriale degli umili, vi si parlava di tutto, di affari, di donne, di amori, delle stagioni, della vita, della morte. Le cronache di paese trovavano lì la loro versione ufficiale, e i redattori dell’innocuo pettegolezzo quotidiano affidavano alle rapidissime rotative degli avventori la diffusione delle ultime notizie.

mercoledì 19 maggio 2021

San Giuseppe Frittellaro

Il popolo romano è sempre stato molto devoto di San Giuseppe. Basti pensare che la festa del santo giusto (19 marzo) prende il posto dei riti vigiliari della festa pagana dell’equinozio di primavera.
Il poeta romano Giggi Zanazzo parla del 19 marzo con l’appellativo di “ffesta granne” in cui, come racconta Zanazzo, tutti i romani battezzati facevano festa preparando quantità di frittelle da mangiare a pranzo e a cena. Per questo motivo il custode di Gesù fu soprannominato dai romani con l’appellativo di “San Giuseppe frittellaro”.

È questo simpatico nomignolo che ispira, nel 1950, l’attore Checco Durante a scrivere una poesia dal titolo “San Giuseppe frittellaro”, con la quale prega il santo per tutti i bisogni della gente. Uno sfogo, un’opera di speranza per tutti e chi meglio di San Giuseppe può accogliere la nostra speranza?

mercoledì 12 maggio 2021

San Giuseppe prutettore

San Giuseppe prutettore 

‘e sta vita e de stu core,

je te chiammo d’’a matina

e te sento assaje vicino.


Quanno scengo sulitario,

jesco fore e guardo ll’aria.

Penso a Te faticatore

pecché stive sempre fore.


‘A Maronna t’aspettave

ca da fatica tu turnave,

cu Gesù ca piccerillo

chiagneve natu pucherillo.

mercoledì 21 aprile 2021

Il bastone fiorito di san Giuseppe

Oggi voglio condividere una curiosità su san Giuseppe.
Nell’iconografia cristiana, san Giuseppe viene rappresentato, spesso, con un bastone fiorito. Il motivo di questa rappresentazione (come molte dell’immaginario cristiano riguardanti la Sacra Famiglia) va cercata nei vangeli apocrifi.
Nel Protovangelo di Giacomo, infatti, viene raccontato che Maria, affidata alle cure del tempio, raggiunta la pubertà fu affidata alle cure di altri. I sacerdoti radunarono tutti gli scapoli di Giuda e chiesero a Dio un segno per riconoscere l’uomo che avrebbe potuto prenderla con se. Scelsero Giuseppe perché, entrando nel tempio, sul suo bastone comparvero miracolosamente dei fiori di nardo e una colomba bianca si posò sul suo capo.


mercoledì 17 marzo 2021

Con San Giuseppe per essere uomo, cristiano e santo

Sant’Eugenio de Mazenod, fondatore dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, scriveva, nella prefazione delle Costituzioni e Regole dello stesso istituto religioso, una cosa interessante per i suoi missionari: “Bisogna fare di tutto per estendere il regno del Salvatore, distruggere quello di Satana, impedire migliaia di delitti, mettere in onore e far praticare ogni specie di virtù, rendere gli uomini prima ragionevoli, poi cristiani e infine aiutarli a diventare santi.” (Regole del 1826, Aut. Post.)

In poche parole il santo provenzale invita i missionari della sua congregazione religiosa a guidare le persone che incontravano a seguire un percorso verso la santità che parte dal diventare prima uomini che sappiano riconoscere i propri limiti. Come padre Frank Santucci omi scrisse il 4 luglio 2012 (http://www.eugenedemazenod.net/ita/?p=1232): “Nel corso di 200 anni Eugenio e gli Oblati hanno interpretato questa chiamata in senso ampio, come riferita a tutti gli aspetti riguardanti il benessere umano della persona. La storia delle opere della Famiglia Mazenodiana continua a testimoniare tale attenzione nei cinque continenti.”

venerdì 29 gennaio 2021

Il riposo di San Giuseppe nella mia vita

Questa immagine è adagiata sul mio comodino. Ormai, chi mi conosce (o chi legge quello che scrivo di tanto in tanto) sa che sono devoto a San Giuseppe ma ancora non sa che a questa icona ci sono particolarmente legato per quello che rappresenta per me.

Si vede, in questa figura piena di colori, San Giuseppe che dorme. È proprio durante il suo sonno che il santo custode di Gesù ha capito la Volontà di Dio (almeno così ci suggeriscono i Vangeli). È nel sonno che l’angelo gli suggerisce di prendere Maria come sposa nonostante fosse incinta dello Spirito Santo; che viene allertato di fuggire in Egitto. 

sabato 19 dicembre 2020

San Giuseppe: tenerezza di padre

Ho desiderato tanto questa statuetta. Trovo questa immagine di una tenerezza disarmante. Suscita in me sentimenti di amore. Giuseppe, protettore della Santa Famiglia, un’autorità di cuore più che di Legge.

Maria riposa per la stanchezza e marito accudisce il piccolo Gesù sulle sue gambe, tra le sue braccia.

Mi piace pensare che è grazie ad episodi come questi che il Dio fatto carne sia entrato a pieno nella condizione umana.

giovedì 19 marzo 2020

Andate a Giuseppe

Indichi la via
a chi devotamente ti cerca.
Tendi la mano
a chi calorosamente ti invoca.
Esaudisci le preghiere
a chi genuinamente ti parla.
Apri il tuo cuore di padre
a chi umilmente chiede aiuto.
Doni esempio di giustizia
a chi valorosamente ama.
Insegni giusto lavorare
a chi onestamente opera.
Operi nella vita
di chi a divino volere si pone.
Scaldi il cuore
a chi gioiosamente lotta.
Estirpi l’orgoglio
a chi mestamente vive.
Parli al cuore
Di chi amorevolmente ascolta.
Hai sempre una speranza
per chi lietamente pazienta.

martedì 19 marzo 2019

San Giuseppe

Guidasti per mari la tua Barca
con il tuo bastone che da timone faceva.
Insegnasti lavoro e umiltà 
a Divin Figlio a te affidato.
Unisti la tua giusta vita
con chi, vergine, concepì il Figlio.
Seguisti angelici consigli
che giustizia ti indicarono.
Ergesti la tua vita
proteggendo l’Altrui vita.
Ponesti il tuo nome
a Figlio del Misericordioso.
Pagasti con l’amore
quel che poco chiaro parea.
Entri nella Storia
preservando la nostra salvezza.

martedì 1 maggio 2018

Giuseppe lavoratore

Ramo dell'albero reale,
luce che splende sui patriarchi.
Sposo della Madre del tuo Creatore
la custodisti in casta volontà.
Nutristi il Figlio di Dio,
lo difendesti da morte certa.
Giustizia ti distingue,
Castità ti rappresenta,
Prudenza ti accompagna,
Obbedienza ti rende fedele.
Nel tuo volto si rispecchia la pazienza,
nell'umile lavoro amasti povertà
e onestà trova in te un porto sicuro.
Per le famiglie in difficoltà sei esempio.
Custode di chi offre anima e corpo
alla causa del Messia.
Non lasci soli i sofferenti e i miseri,
malati e moribondi trovano in te conforto.

martedì 20 marzo 2018

Padre non essendo padre

No, non voglio sminuire il ruolo di un padre. Chi mi conosce, infatti, sa l'importanza che do alla figura paterna e materna nella loro distinzione sessuale e nella loro completezza nei compiti. Chi dice il contrario, eventualmente, non mi conosce. Scrivo questo perché qualcuno ha messo in dubbio questo mio pensiero dopo che ho pubblicato, su Facebook, uno stato in cui ho scritto:

"Hai figli?" "no, non ho figli" "Gli auguri non posso farteli?" "Magari... un giorno..." Poi ho pensato che San Giuseppe, al quale sono devoto, oltre ad essere padre è anche uomo e mi sono detto: "gli auguri li accetto se me li fanno". Buona festa di San Giuseppe a tutti i papà e anche a tutti gli uomini: che lo sposo di Maria possa essere d'esempio per noi maschi.

giovedì 19 marzo 2015

Il Giusto

Tu sei lavoratore
che non disprezza la fatica
ma la onora con azioni,
con la tua devota vita.

Tu sei padre vero:
non nel sangue confermato
ma dallo Spirito spinto
per la paterna via.

Tu sei retto, giusto
ma di giustizia dall'Alto
che nulla giustifica 
ma tutto ama.

Tu sei santo,
esempio per chi vuole seguire,
tenacemente, la strada percorsa
con il tuo amore di padre.