Visualizzazione post con etichetta Maria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Maria. Mostra tutti i post

venerdì 7 aprile 2023

Dolore di Madre

Immaginate il dolore di Maria ai piedi della Croce?

Immaginate il vedere quel sangue misto alle sue lacrime?

Io no. Credo che per una madre sia qualcosa di indescrivibile il vedere il proprio figlio morente. Nulla può portare sollievo. Nemmeno lasciarsi consolare dalle cure amorevoli di chi le sta intorno. 

Questo dolore, tuttavia, è trasformato perché Dio muta la sofferenza in gioia.  Maria quel giorno non lo sapeva. Lo avrebbe scoperto tre giorni dopo. Avrebbe capito che chi tanto ama non muore mai se lava il lutto nell’Amore.

martedì 12 maggio 2020

Gioiosa obbedienza

L’episodio è famoso. Maria e Gesù vengono invitati a delle nozze a Cana di Galilea ma durante i festeggiamenti il vino finisce e Maria va da Gesù per riferirglielo. Gesù, all’inizio, sembra infastidito dalla comunicazione della madre ma lei, che conosce il proprio figlio (la mamma è sempre la mamma), si rivolge ai servitori e dice loro: “qualsiasi cosa vi dica, fatela”. Sappiamo che quei servitori fecero come disse Maria, Gesù trasformò l’acqua in vino e alla festa tornò la gioia dei festeggiamenti anzi, il vino “nuovo” era più buono di quello precedentemente servito.
Questo è un bell’insegnamento: se noi facciamo qualsiasi cosa Gesù ci dica la nostra vita può assumere nuove sfaccettature che possono essere sicuramente belle e gioiose. È vero che compiere il Suo volere può sembrare difficile e sicuramente lo è. Può esserci chiesto, per esempio, di fare una telefonata ad una persona con la quale abbiamo interrotto i rapporti o di chiudere un occhio davanti a un torto subito quando si ha ragione. Spesso, la cosa che ci viene chiesto di compiere è portare una croce e non è affatto facile (a volte sembra anche non sensato farlo). Tuttavia, la certezza che, come a Cana, la nostra vita possa essere mutata in qualcosa di nuovo e di più buono potrebbe essere un aiuto a lasciarci andare e ad obbedire a Gesù. Qualsiasi cosa ci dica, facciamola, e trasformeremo la nostra vita in un inno di gioia a Dio per poter essere veri e felici testimoni della Sua Parola.

lunedì 11 maggio 2020

Lo slancio dello Spirito

L’episodio del Battesimo di Gesù e uno dei più affascinanti. Viene fuori tutto l’amore che Dio ha per l’uomo e di come questo si manifesta nel voler condividere in tutto l’esperienza dell’umanità. Gesù, infatti, si fa battezzare da Giovanni come tutti gli altri, come tutti quelli che andavano al Giordano per espiare i propri peccati. Pur non avendo peccato, il Cristo vuole solidarizzare con loro. Quante volte ci mettiamo sui nostri pulpiti morali e giudichiamo i nostri fratelli? Quante volte perdiamo di vista l’esempio di Cristo? Io troppe.
Alla fine Gesù riesce ad avere la meglio sulla reticenza di Giovanni e si fa battezzare. Alla fine del rito accade una cosa fenomenale: il cielo si squarcia, lo Spirito scende su Gesù e la voce del Padre dice “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento.” 
Da quel momento Gesù inizia la sua vita pubblica, va in giro a predicare il Vangelo. È il sigillo dello Spirito che lo spinge ed è lo stesso che dovrebbe spingere noi cristiani nell’annuncio della Buona Novella. 
Lasciamoci riempire dallo Spirito affinché le nostre opere seguano il solco lasciato da Gesù. Solo in questo modo il Padre potrà dire anche di noi “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”.

venerdì 8 maggio 2020

Ciò che è essenziale

Ogni anno, Gesù e i suoi genitori andavano a Gerusalemme per la festa della Pasqua. Quando aveva dodici anni, però, successe una cosa che fece preoccupare Giuseppe e Maria. Sulla strada del ritorno a Nazareth si resero conto che il figlio non era con loro e iniziarono a cercarlo tra parenti e amici. Tornarono a Gerusalemme. Dopo tre giorni di ricerca, trovarono Gesù che ascoltava e interrogava i maestri del tempio e ai genitori preoccupati disse: “non sapevate che devo occuparmi delle cose del Padre mio?”.
Quante volte anche noi perdiamo l’essenziale, ci smarriamo tra le cose del mondo (anche futili) e perdiamo la nostra bussola. La cerchiamo da per tutto e in tutto. Dimentichiamo che ciò che serve sono le cose del Padre. Ci affanniamo per tutto ma per quello che riguarda Dio non troviamo mai tempo. Vogliamo essere annunciatori del Vangelo ma releghiamo la missione solo alle opere di bene, come se fossimo una ONG. Sono cose importanti ma non bastano: opere e parole devono andare di pari passo, separarle snaturerebbe il nostro essere cristiani.
Preghiamo che Dio possa darci gli strumenti giusti per riconoscerlo nelle cose che danno la vita vera, in ciò che è essenziale per la nostra vita.

mercoledì 6 maggio 2020

Il Verbo incarnato

La nascita di Gesù porta uno sconvolgimento nel mondo. La Storia, da quel momento, non sarà più la stessa. Dio, che fino ad allora tutti hanno considerato lontano, viene a stare tra noi e lo fa in un modo umile: si fa uomo. Dio decide di incarnarsi per essere uno con noi e tra di noi. Non potrebbe essere altrimenti perché il Suo amore è talmente forte che viene ad amarci di persona.
Cosa può dirmi questa incarnazione? A distanza di più di duemila anni questo evento è sempre attuale. Dio si incarna, ancora oggi, nella Storia per ricordarci che vuole incarnarsi nella nostra storia e nella nostra vita. Un mistero d’amore che, forse, facciamo fatica a capire quando il senso di abbandono è grande. Tuttavia, per dirla con Benedetto XVI, “la salvezza portata dal Dio fattosi carne in Gesù di Nazaret tocca l’uomo nella sua realtà concreta e in qualunque situazione si trovi.”
Lasciamoci trasportare da questa certezza e troviamo in essa la forza di testimoniare la bellezza di un Dio che ci ama e resta con noi. Sempre.

martedì 5 maggio 2020

Maria la missionaria

Dopo l’annuncio della divina gravidanza, Maria non si lascia prendere dallo sconforto. Dopo aver detto il suo “sì” incondizionato alla volontà di Dio, sente che questa bellezza non può tenerla con sè ma deve condividerla. 
Maria ci indica la strada che porta alla realizzazione: la missione. Maria è la prima missionaria, è colei che, dopo aver fatto l’esperienza di Dio, vuole portare e testimoniare a tutti la salvezza che si compie nella sua vita. E invita noi a fare lo stesso indicandoci due pilastri di questo annuncio d’amore: l’umiltà e il servizio. 
L’umiltà. Solo dopo che Elisabetta e il bambino che porta in grembo riconoscono la Maria come Madre di Dio, la giovane donna canta il Magnificat. Maria non va dalla sua parente sbandierando quello che di bello le stava accadendo ma attende umilmente che ciò sia riconosciuto.
Il servizio. Maria non resta a glorificarsi delle onorificenze che Elisabetta le fa ma si mette al suo servizio (per tre mesi dice il Vangelo). Un vero missionario, infatti, si mette al servizio degli altri, dei più poveri e degli abbandonati.
Maria ci ha segnato il sentiero e a noi non resta che seguire le sue orme.

lunedì 4 maggio 2020

Un annuncio di speranza

L’Annunciazione di Gabriele a Maria è la madre di tutte le annunciazioni. Se noi, oggi, possiamo andare in giro a testimoniare la bellezza della vita in Cristo lo dobbiamo a questo strepitoso fatto e al “sì” di Maria che ne è conseguito. 
Un annuncio di speranza e di gioia è quello di Gabriele che Maria ha custodito per tutta la vita, anche nel dolore, come custodì per nove mesi la bellezza di un Dio incarnato che adotta Maria come madre e che dona la sua maternità a tutti noi.
Un annuncio di speranza perché da quel “sì” nasce la nostra salvezza. Quello che Eva ci tolse, Maria ce lo dona moltiplicato all’infinito. Un annuncio di gioia perché porta nascosto in sè il seme della Resurrezione e del nostro riscatto.

giovedì 15 dicembre 2016

Mamma e Regina

Mamma celeste e mamma nostra,
purissima concepisti divina grazia.
Mamma immacolata, vergine in eterno
resa degna d'amore da dolce Verità.
Mamma dai buoni consigli
ammirata da noi che pace cerchiamo.
Mamma di Colui che ci salva;
di Colui che ci ha creati.
Dal tuo ventre Misericordia nasce.
Ti lodiamo e ti onoriamo
perché la tua prudenza ti rende perfetta.
La tua fede, esempio per noi,
ti rende potente e clemente.
I tuoi occhi rispecchiano divina santità,
per questo Sapienza ti scelse:
dimora fortificata ed eterne.
Dalle tue torri ci difendi dal Nemico.
Oro adorna le tue vesti
e Grazia si riflette su di esse.
In te l'alleanza trova nuovo essere
se passiamo dalla tua celeste porta
che con amore ci porta al Figlio.
Tu regina di un regno

mercoledì 14 dicembre 2016

Maria, porta del cielo

Qualche giorno fa ero a Napoli nel mio quartiere di origine. Approfittando dell'invito ad un matrimonio, io e mia moglie siamo rimasto a casa di mio padre anche per la festa dell'Immacolata. Naturalmente, siamo andati a messa nella parrocchia del rione. La messa era presieduta da un nostro amico e alla fine di questa siamo andati in sagrestia per salutarlo. Qui abbiamo incontrato il parroco che, essendo nuovo, non mi conosce. Lui mi guarda e non mi chiede chi sei, non si presenta ma con nonchalance mi chiede: "Vuoi bene a Maria? Quanto vuoi bene a Maria?"

giovedì 15 settembre 2016

Stabat Mater Dolorosa

Non sono una madre (e per ovvi motivi fisici non lo sarò mai) quindi non potrò mai comprendere a fondo il dolore che come una spada trafisse il cuore di Maria ai piedi della croce su cui era inchiodato Gesù. Non potrò mai capire le sue lacrime nel vedere le sofferenze di suo figlio causate dai nostri peccati e non per una Sua colpa. Innocente immolato per noi, questa è la causa maggiore del dolore di Maria. Una madre, inoltre, spera di non sopravvivere ai suoi figli. Ricordo con dolore le lacrime di mia nonna alla morte di mia madre. Tutti soffrivamo, certo: noi figli avevamo perso la madre e mio padre la moglie, la sua sposa. Tuttavia, mia nonna aveva perso la figlia e, ancora oggi, non credo che riusciremo mai a comprendere il suo dolore di madre.

venerdì 1 gennaio 2016

Madre di Pace

Regni il tuo amore
egregia regina.
Giorni lieti vuoi donarci,
insieme vuoi vederci in pace .
Nuovo regno e nuove terre,
amore e pace vuoi donarci.
Dono gratuito, di madre:
essere guida verso il Re.
La tua mano ci guida,
la tua mano ci sostiene.
Attendi nostra conversione,
paghi con le lacrime
ascesa del male.
Costa amara la pace
e tu non disperi nella sua attesa.

martedì 26 maggio 2015

Core 'e mamma


"Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà»." (Gv 2,1-5). Queste poche righe del vangelo di Giovanni hanno avuto, per me, sempre un fascino particolare per tre motivi fondamentali.
Per prima cosa Gesù e i suoi discepoli sono stati invitati ad una festa. È giusto e bello festeggiare. La vocazione di ogni cristiano non è essere un musone, non siamo chiamati ad essere tristi o ad affrontare stoicamente la nostra vita. Noi apparteniamo alla religione della gioia; il nostro Dio ha vinto la morte per non farci vivere in essa.