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lunedì 8 febbraio 2021

Abbiamo bisogno di politici con cuore di madre

Qualche giorno fa ho scritto che abbiamo bisogno di politici con cuore di padre.

Tuttavia, mi rendo conto che questo non basta: abbiamo bisogno che questi abbiano anche un cuore di madre.

Un cuore di madre che non ha bisogno che i suoi figli le dicano di cosa hanno bisogno perché lei, in fondo, già lo sa.

Un cuore di madre che sappia custodire nell’amore ogni singolo figlio perchè ognuno di loro è prezioso ai suoi occhi.

Un cuore di madre che, con la sua presenza discreta, sappia sostenere la sua famiglia affinché non vacilli e riesca a trovare un sano equilibrio.

Un cuore di madre che sappia far uscire il meglio ma che sappia anche redarguire quando ce ne sia bisogno.

Un cuore di madre delicato che sopporti con forza il districarsi tra tante cose.

Un cuore di madre che sappia ribellarsi alle violenze che i più forti vogliono esercitare su di lei o sulle persone che ama.

Un cuore di madre che lotti contro i soprusi e che non sia autrice di questi.

Anche questa, probabilmente, è un’utopia ma continuo ad essere uno uomo fiducioso e speranzoso.

giovedì 4 febbraio 2021

Abbiamo bisogno di politici con cuore di padre

L’attuale crisi di governo sta confermando in me una corsa che sento forte: che un politico e chiunque abbia un ruolo di potere e di governo debba avere un cuore di padre.
Un cuore di padre che tenga a mente i bisogni reali dei propri figli e che sappia soddisfarli.
Un cuore di padre che sappia essere giusto con tutti e che non discrimini il popolo che è chiamato a servire.
Un cuore di padre che sappia dare dei confini affinché i figli non si perdano nel mondo.
Un cuore di padre che non accontenti i capricci dei figli più discoli ma che sappia dire anche “no” se questi capricci non costruiscono il bene comune.
Un cuore di padre che sappia tenere i figli per mano ma che sappia lasciargliela per permettergli di crescere da soli.
Un cuore di padre che sappia morire per i propri figli e che non faccia morire i figli per se stesso.
Utopia la mia ma sono un uomo speranzoso.


lunedì 17 febbraio 2020

Politici e politicanti

L'altro giorno sono stato con Angelica a visitare la Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura che è attigua al Cimitero Monumentale del Verano e lì ho fatto la scoperta (qualcuno potrebbe definirla "dell'acqua calda" ma per me non lo è) che le spoglie di Alcide De Gasperi riposano all'ingresso della basilica.
Mi si è aperto il cuore a vedere la sua tomba perché ho avuto la possibilità di affidargli l'Italia e l'Europa (De Gasperi è Servo di Dio ed è in corso la sua causa di beatificazione). Ho affidato a lui, che non ha mai sventolato rosari ai suoi comizi e che non usava la fede per racimolare voti, i tanti politici che si dicono cristiani ma che poi non lo sono nella sostanza. Ho affidato a lui, che è tra i padri fondatori dell'Unione Europea, coloro che non hanno a cuore il vero bene comune e che snaturano l'essenza di un'Europa unita, che la violentano con le loro politiche economiche o che ne sminuiscono il ruolo con le loro idee sovraniste. Ho chiesto di perdonare coloro che, definendo i politici moderni come i migliori degli ultimi settant'anni, dimenticano il ruolo che ha avuto lui e la sua generazione. Alla fine ho pregato Dio che ci mandi più politici come lui affinché non caschiamo nel baratro sociale in cui stiamo rischiando di cadere.

lunedì 20 maggio 2019

Fede e propaganda

Sto rischiando di diventare monotematico ma il nostro ministro dell'Interno, Matteo Salvini, mi spinge a condividere alcuni pensieri nati dopo la sua manifestazione a Milano di sabato scorso.
Sento il dovere morale di doverlo fare pubblicamente perché è stato colpito il mio essere cristiano. Non mi riferisco al Rosario esposto come un feticcio al suo comizio (chissà se il ministro lo prega oltre che usarlo per la sua propaganda); non mi riferisco al fatto di voler affidare l'Italia a Maria (anche io quando prego lo faccio) o al fatto di citare i santi patroni d'Europa. Mi offende il suo arrogarsi ad essere rappresentante dei cattolici (quelli onesti, come dice lui).

domenica 10 luglio 2016

Un drappo per L'Europa

Sarò breve e conciso: due pensieri a freddo (molto a freddo) sull'Europa a qualche settimana della cosiddetta Brexit. Il primo, di natura politica (in verità lo sono entrambi), mi spinge a pensare che non sarà certamente la fuoriuscita della Gran Bretagna dalla UE a far cadere nel baratro il Vecchio Continente. L'Europa, infatti, è sempre esistita e va al di là degli accordi (per lo più economici) tra i vari stati. Gli stati europei, anche quando non esisteva la UE, sono sempre stati forti al punto di allearsi tra loro quando un nemico comune ne insidiava la libertà (esempio è l'assedio di Vienna da parte degli Ottomani oppure la battaglia di Lepanto); sempre essi hanno ritrovato la forza per combattere i nemici interni quali il nazismo e il fascismo (un po' meno coraggiosi contro il comunismo).

giovedì 12 maggio 2016

Cesare e Dio

Ho sempre sostenuto che la commistione tra politica e religione è sempre stata pericolosa, che i partiti religiosi sono un rischio e a che a questi preferisco quelli di ispirazione religiosa. Una cosa è il partito di dio, un'altra un partito che si fa portatore di istanze dottrinali (per esempio i partiti e movimenti che si ispirano alla Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica). per spiegarmi meglio prenderò come esempio il caso islamico in cui, spesso, c'è la presenza di movimenti e partiti politici di natura religiosa (un esempio sono i Fratelli Musulmani in Egitto).
L’islam, infatti, è anche un sistema politico. Esiste l’Organizzazione della Conferenza Islamica che è costituita da 57 nazioni che si definiscono musulmane. Questo avviene perché nell’Islam non c’è una netta separazione tra politica e religione, dal momento che è quest’ultima che plasma la res publica (cosa pubblica) originando un sistema politico, il cui scopo è di proteggere la umma, applicare la sharia e diffondere la dottrina islamica. È chiaro che tutto questo si traduce in un insieme di obblighi e divieti. Questi interferiscono con la quotidianità ed è per questo che l’Islam è una religione integrale che sfocia, spesso, nel fondamentalismo.

giovedì 31 marzo 2016

Potere corrotto

Vi adagiate su vostri allori:
gloria cercate in temporanea gioia.
Arresi vi siete ai vostri idoli:
denaro, potere.
Anelate a questi venerandoli
corrompendo le vostre anime,
consumando i vostri corpi
in futili appagamenti.
Non sareste li se fosse per voi:
il Padre vi ha pensato
e voi deviate dal Suo volere.
Rinunciate a comune bene
per soddisfare bisogni di minoranza,
per donare diritti che tali non sono.
Ricordate la vostra missione di amore,
non perdete il senso della Carità.
Accettate correzioni fraterne
amorevolmente donate
non ancoratevi alle vostre brame.

mercoledì 11 novembre 2015

Che cos'è l'amore?

Che cos'è l'amore? Cosa significa amare la propria moglie (o il proprio marito)? A volte mi faccio questa domanda. La risposta, una volta, l'ho trovata guardando mia moglie che con delicatezza e dedizione preparava, dopo una giornata di lavoro, un dolce che avevo richiesto. Non l'ho preteso, meglio specificarlo che già mi vedo qualche dito inquisitorio puntato su di me che mi descrive come un maschilista (fortunatamente non sono famoso e non avrò mai un gruppo di femministe a protestare sotto casa). Quel gesto gratuito quando lo penso mi rammenta cosa sia l'amore: morire per l'altro.
In questi giorni la domanda "che cos'è l'amore" mi è tornata spesso. Sono due i motivi che mi hanno fatto riflettere su questo. Il primo è stata la notizia che Ambra Angiolini e Francesco Renga si lasciano. Non che la notizia mi sconvolga, riesco a dormire bene la notte. Il fatto che mi lascia perplesso è la motivazione data dall'attrice: "ci allontaniamo per salvare l'amore". Chiedo aiuto: qualcuno mi dica cosa significhi. A me sembra una giustificazione adolescenziale del tipo "ti lascio perché ti amo troppo" (giuro me in passato una ragazza me l'ha detto e pensandoci bene forse anche io l'ho detto). Ai miei occhi questa frase denota un amore immaturo. Non nego che le crisi capitano e che i matrimoni possano andare male, non sto qui, dietro allo schermo del Mac, a giudicare. Proprio perché questo accade che le persone si lasciano ma uno non si lascia per "troppo amore".

lunedì 28 settembre 2015

Cronaca di una mattina

Vivere a Roma è un'impresa, una dura impresa. Chi dice che questa città è vivibile o che le cose stiano migliorando (sindaco compreso) vive in un'altra città, in una Roma capitale di un'Italia che si trova in un universo parallelo. Lo sapevo già da qualche tempo ma stamattina ne ho avuto la conferma.
In genere, almeno per me, di mattina l'odore che piace sentire per casa è quello del caffè. Quell'aroma già dà la carica prima di assaggiare la nera bevanda. Stamattina no, l'odore che permeava casa mia era una strana puzza della quale sono state subito incolpate le mie scarpe. Le povere, almeno stavolta, erano innocenti ma, vittime della "scarpofobia" di mia moglie, sono andate in castigo. Tuttavia, la puzza continuava e ci siamo resi conto che veniva dall'esterno. Una puzza di fogna rallegrava i nasi di tutto il quartiere di Rebibbia fino alla metro di Ponte Mammolo. Che cosa bella uscire di casa con questa puzza e andare a prendere la metro. Sì, oggi ho deciso di usare i mezzi pubblici.

mercoledì 23 settembre 2015

Brutti sogni

Auto del giudice Rosario Livatino
In queste notti ho fatto dei brutti sogni. A volte non proprio brutti ma molto strani. Questi mi hanno tormentato ma tanto sapevo che erano solo sogni.
Ho sognato che l'inviato saudita alla commissione sui diritti umani dell'ONU, Faisal Trad, presidierà la stessa. Un po' come mettere Hannibal Lecter come chef dell'Hilton. Ho sognato che sarebbe stato lui a controllare che i diritti umani vengano rispettati. Lui che è rappresentante di una nazione che non riconosce la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Ho sognato persone innalzarsi, scandalizzarsi per la richiesta di otto mesi di reclusione per Erri De Luca solo per aver esternato le proprie opinioni, e queste sono le stesse che, se dovesse entrare in vigore la legge Scalfarotto, sarebbero contenti di mandare in galera chi ha un'opinione diversa dalla loro: chi afferma che un bambino ha bisogno di una mamma e un papà e non di due mamme o due papà.

lunedì 22 giugno 2015

Diranno che (in risposta a Giuliano Guzzo)

Oggi voglio condividere la mia risposta ad un post sul blog di Giuliano Guzzo sul Family Day tenuto sabato 20 giugno a piazza San Giovanni a Roma.

Diranno che a noi cosa cambia se venisse approvata una legge sulle unioni civili. A questi rispondo che cambia tutto. Cambia perché questa legge aprirebbe, come è accaduto in Francia (o in Irlanda) al matrimonio omosessuale; cambia perché un bambino ha bisogno di una mamma e di un papà; cambia perché la famiglia è una sola e non lo è la religione o un credo bigotto a dirlo ma il senso logico e naturale della vita. Non mi interessa se ad un maschio piace un altro maschio o se a una femmina un'altra femmina. Fatti loro, "chi sono io per giudicare". Mi interessa tutelare l'istituto familiare da tutti gli attacchi che, dal '68 ad oggi, ne minano l'esistenza.

giovedì 21 maggio 2015

Invidia

Sono colei che è vestita di verde.
Sono colei che degli altri vuole.
Sono colei che guarda con tristezza.
Sono colei che porta rancore.
Sono colei che porta avversione.
Sono colei che sempre diffama.
Sono colei che rifiuta Carità.
Sono colei che odia compiacimento.
Sono colei che lotta per se stessa.
Ho donato pretese di superiorità.
Ho inimicato fratelli.
Ho inimicato sorelle.
Ho reso schiavi dei beni altrui.
Ho reso schiavi dei talenti altrui.
Ho armato re contro giusti.
Ho fatto muovere eserciti.
Ho allontanato angeli dal Creatore.
Ho colmato il cuore degli empi.




venerdì 24 aprile 2015

Un nuovo 25 Aprile

Ha ancora senso, nel 2015, festeggiare il 25 Aprile? Ha ancora senso, ai giorni nostri, ricordare la liberazione dal regime fascista? La risposta è decisamente "si" e lo è, secondo me, per tre motivi fondamentali.
Il primo motivo ha a che fare con la nostra identità. Noi, infatti, abbiamo bisogno di tutte le commemorazioni che ci ricordano cosa significa essere italiani. Sono un promemoria della nostra identità, ci ricordano la nostra storia. Quindi ben vengano 25 Aprile e 2 Giugno perché sono le nostre festività civili che, con i loro riti (esistono riti e celebrazioni cilvili che hanno una bellezza che solo un antidemocratico non capirebbe), ci rammentano da dove veniamo e dove dobbiamo andare.

giovedì 16 aprile 2015

Caro amico dialogante

Caro amico dialogante,
ti scrivo per chiederti consiglio. Te lo chiedo con il cuore in mano e con la mente aperta. Giuro che non ti annoierò, scriverò solo qualche riga, solo due quesiti, di natura diversa, che da un po’ di tempo volevo porti. Perdonami se te li pongo qui e se li metto insieme ma ti prego di prendermi in considerazione e rispondermi.
Mi spieghi come si può dialogare con chi mi vuole morto perché sono cristiano? Con chi vuole ammazzarmi perché ho un credo diverso dal suo? Tu mi dici di porgere l’altra guancia a chi mi vorrebbe staccare la testa dal collo. Ti chiedo di rassicurarmi che il dialogo che cerchi con loro è sui temi della pace e del rispetto e che nella libertà del dialogo posso anche oppormi chi mi vuole uccidere.

mercoledì 8 aprile 2015

I nostri sepolcri


Continuano a crocifiggere Gesù. Continuano a crocifiggerlo perseguitando i cristiani e il cristianesimo. Continuano a crocifiggere Gesù ogni volta che crocifiggono noi cristiani.
Ci crocifiggono quando ci ammazzano, quando tanti fratelli lontani perdono la vita per testimoniare la bellezza della vita in Cristo. Quando amorevolmente pongono l’altra guancia ma, nel contempo, cercano la giustizia.
Ci crocifiggono quando ci offendono, quando vogliono farci tacere. Ci crocifiggono quando diciamo che la vita è sacra dal concepimento alla morte naturale; quando osiamo anche solo pensare che l’aborto è un omicidio e l’eutanasia una forzatura. 
Ci crocifiggono quando affermiamo che uomini e donne non sono uguali, che la natura ci ha creati diversi e che questa diversità si ripercuote anche sui ruoli sociali; quando vogliono castrare psicologicamente il maschio perché esserlo “potrebbe essere pericoloso”.

sabato 28 marzo 2015

Morte desiderata...

"Morte desiderata nun vene maje". C’è sempre qualcosa di poco umano nello sperare la morte dei propri nemici. Credo che sia la cosa più indelicata che possa accadere in un dibattito pubblico. È un problema che appartiene a tanti (basta scorrere una qualsiasi bacheca di un social network per rendersi conto di come siamo caduti in basso) e, secondo me, denota anche una mancanza di contenuti nell’affrontare chi la pensa diversamente. Io non augurerei mai la morte a chi mi si oppone (almeno che non sia qualcuno che con la forza voglia impormi il suo pensiero, come nel caso di dittature politiche o religiose). Questo modo di fare non mi appartiene, non posso fare mio un pensiero di morte.

giovedì 12 febbraio 2015

Italiano medio


Forse sono un italiano medio. Guardo il Festival di Sanremo e mi piace pure. Adoro quelle canzonette (ma lo sono davvero?) che mi regalano spensieratezza. Mi piacciono tutte quelle manifestazioni nazionalpopolari che vengono tacciate come inutili da inutili intellettualoidi. Non amo i film impegnati e impegnanti. Preferisco Baglioni a Vecchioni. Leggo tanto, anche quella merda di Dan Brown e no, non amo chi in ogni suo libro (saggio o prosa che sia) propina ideologia che va contro la mia. Mi piacciono le mostre d’arte ma quella contemporanea proprio non la capisco. Le nuove forme d’arte, di teatro (per non parlare delle varie performance) non le adoro. Inoltre, la domenica, quando non lavoro e dopo aver dato la priorità alla messa, mi piace fermarmi e guardare la partita del Napoli. Rilassarmi sulla poltrona a guardare “ventidue persone che corrono dietro una palla” la trovo una cosa divertente.

giovedì 12 dicembre 2013

Lettera agli italiani (il mio Paese fermato dagli estremismi)

Cari italiani,
chi vi scrive è un giovane. Non è che questo termine mi si addica tanto. Ho superato i trentanni e non credo di far parte della fascia “giovanile”. Tuttavia, in Italia siamo abituati a definire giovane chiunque non abbia superato i quarantacinque anni (Renzi, neosegretario del PD, è considerato giovane e ha superato i quarantanni). Vi scrivo su questo spazio piccolo. In verità non sono nemmeno sicuro che leggerete queste parole. Non voglio annoiarvi con le solite polemiche del giovane laureato che lavora come precario e che non vedrà la pensione prima di morire. Non mi interessa farlo in questa lettera. 
Vi scrivo per farvi aprire gli occhi. Per farvi rendere conto di come gli estremismi stanno mobilizzando il paese. Fascismi di destra e di sinistra (con la responsabilità morale di chi non condanna fermamente questi terrorismi) da troppo tempo tengono in pugno l'Italia. Questi da anni (meglio decenni) hanno smorzato il dialogo politico in questo paese. Lo hanno spento facendoci respirare un'aria da dopoguerra. Quello che sta accadendo in questi giorni con il movimento dei forconi (che di contadino hanno poco ma di fascismo hanno tanto) e le “lotte” dei No TAV per impedire la costruzione di una linea ferroviaria sono degli esempi di come i facinorosi possono prendere piede in Italia. Con una facilità impressionante riescono a tenere scacco lo Stato che quando interviene viene additato come cattivo. 

venerdì 10 maggio 2013

La concretezza di De Palo al servizio del bene comune


Ho deciso: ci metto la faccia. Ormai sono stanco di rincorrere i politici, sono stufo del loro modo di fare poco vicino alla gente che poi li vota. Non è populismo. Credo nella buona politica e credo anche nel lavoro dei partiti. Desidero solo che questi siano vicini alle persone non solo in campagna elettorale. Amo i partiti quando mettono da parte le proprie ideologie e decidono di lavorare insieme per il bene comune. Posso affermare che il modello ideale, per me, è il governo Letta. Le due grosse forze politiche si sono messe insieme per il bene dell'Italia.
Questo modello, naturalmente, non è sempre auspicabile. In una logica democratica dell'alternanza questo è impensabile ma è una cosa necessaria in tempi di crisi.
Ebbene, c'è un movimento politico, nato nel 2012 a Roma, che questo mettere da parte le ideologie politiche per il bene comune ne ha fatto lo slogan principale.
#OL3 nasce con questo obiettivo e già il nome ne indica le finalità. Andare oltre, non rassegnandosi ma diventare protagonisti della politica.

sabato 20 aprile 2013

"Nessuno vive solo per se stessi"


“Nessuno vive solo per se stessi” nella lettera ai Romani si legge questa frase al versetto 7 del capitolo 14. Questa mattina mi sono imbattuto in questa parte della lettera e mi sono soffermato. Mi sono reso conto che questa proposizione è, oggi, in Italia, attualissima. Queste parole potrebbero essere un monito, un’indicazione per i nostri parlamentari, per coloro che (in queste ore lo abbiamo visto con quello che è accaduto in Parlamento con l’elezione del Presidente della Repubblica) non riescono a perdere alcune delle proprie convinzioni per il bene comune. Perché fare questo? Semplicemente perché il bene comune è una cosa che appartiene a tutti e non solo alla propria schiera di adepti politici. La nostra classe politica, quella che abbiamo votato nelle scorse elezioni, non è capace di mettere da parte i propri interessi (spesso poco politici) per raggiungere questo obiettivo.