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venerdì 15 dicembre 2017

Il martirio oggi

Da un po' di settimane ho due domande che mi frullano nella mente: chi sono i martiri? Perché, oggi, ne abbiamo timore? È da un po' che la figura di questi "umili eroi" mi pone degli interrogativi sulla mia vita. Cerco di darmi due risposte a queste domande, risposte che voglio condividere con chi legge.
I martiri sono coloro che hanno dato la vita a Cristo, che sulle Sue orme hanno abbracciato la via della Croce e l'hanno vissuta nel modo più concreto possibile: con la morte. I martiri sono coloro che hanno donato la loro vita per la causa del Vangelo, per essere testimoni veritieri del Vangelo.

sabato 9 aprile 2016

Occasione mancata

Noi cristiani adulti, nel senso di non adolescenti (il termine cristiano-adulto è stato inflazionato negli ultimi anni), abbiamo una responsabilità verso i più giovani non indifferente. Dio ce li ha affidati per poterli accompagnare nella fede. Dopo la famiglia siamo noi che siamo chiamati a fargli conoscere la bellezza della fede in Cristo e con essa il fantastico messaggio d'amore che Gesù ha portato. Un messaggio che sappiamo benissimo essere scomodo al mondo.
I giovani devono imparare ad essere consapevoli che essere cristiani non è la via più facile ma quella della croce, del martirio che si concretizza anche nella nostra quotidianità: quando ci offendono, per esempio, per il solo fatto di seguire Gesù. I giovani devono imparare che il messaggio di Cristo non è fermo a quello dei Vangeli ma che si manifesta a noi tramite la Chiesa che, come madre, ci indica la via più adeguata per abbracciare, nella sua completezza, ciò che Gesù continua a dirci. Egli, tramite la Chiesa, ci parla, ci dice come vivere le avversità e i cambiamenti dei giorni nostri. 

mercoledì 2 marzo 2016

Metamorfosi

Cambiate l'ordine naturale delle cose:
nascita e morte sono vincolati 
a chi egoisticamente vuol diventare creatore.
Selezionate nascite,
usate donne come forni
che pane amato vendono
a chi avaro compra.
Rendete la morte schizofrenica:
in eterno movimento tra paura e liberazione.
Unioni labili create:
la fedeltà retrocessa a mera tradizione.
Non più uniti per la società, per un patto d'amore
ma solo per dar sfogo al sentimento.
Spingete a cambiare parole
per giustificare vostro egoismo
ma il loro significato si mostra, senza ombre,
con tutta violenza
alla quale si oppone, con fermezza,
la mia poco limpida anima.

lunedì 29 febbraio 2016

Fuori da te

Mi sentivo protetto: per nove mesi (almeno così mi è sembrato di capire, voi grandi non sempre siete chiari quando parlate) il calore del tuo corpo mi riscaldava il cuore. Non vedevo l'ora di uscire da te per poterti abbracciare. Tuttavia, la notte (credo sia notte, dentro era sempre buio) ti sentivo piangere e una voce di uomo cercava di calmarti facendoti credere che era essenziale questa sofferenza: "siamo poveri e abbiamo bisogno di quei soldi". Non capivo. Queste cose da grandi non mi interessavano e non mi sarebbero interessate per un bel po'. Io volevo solo uscire da te per essere abbracciato da te, volevo giocare con te ed essere baciato da te. Volevo queste cose perché sei colei che mi ha amato per nove mesi: sei la mia mamma.

giovedì 11 febbraio 2016

Onestà perduta

Un tempo non era così. Abbiamo lottato affinché le donne avessero più diritti, affinché potessero rompere le catene della schiavitù morale alle quali erano imprigionate. Avevamo tutti i buoni propositi, eravamo convinti della giustezza della nostra lotta. Poi la situazione ci è sfuggita dalle mani, siamo diventati ciechi d'avanti alle nuove schiavitù. Permettiamo che le donne affittino il loro utero per consentire a chi la natura nega la gioia di un figlio di poterlo ottenere a tutti i costi; proponiamo, in nome del dio denaro, che la prostituzione (quindi la schiavitù sessuale) sia legale; imponiamo alle donne di dover lavorare in nome della parità dei sessi, anche se, alcune, vorrebbero non farlo e vivere a pieno la loro maternità quando la natura le chiama a questo.