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venerdì 15 ottobre 2021

Un libro, un ricordo

A questo libro sgangherato ci sono molto legato. No, non solo perché sono un appassionato di Tolkien. Questo è il primo testo de Il Signore degli Anelli che lessi nel 2006 (ho sempre ammesso che la mia passione per la Terra di Mezzo è nata con i film, solo successivamente ho letto il libro). Questo nella foto è stato il primo ISDA che lessi ma non il primo nel senso di edizione letta. Ho letto proprio questo libro, ho sfogliato queste pagine, ne ho assaporato le parole e odorato i profumi.

Il libro non era mio. Vivevo a Marino in provincia di Roma ed ero al Centro Giovanile dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, una comunità di giovani che per un anno viveva (in verità esiste ancora oggi fortunatamente) il Vangelo, si faceva quotidianamente l’esperienza di Gesù in mezzo tra di noi. In quell’anno (settembre 2005 - settembre 2006) avevo trovato nella libreria della casa questo testo e lo divorai. Ricordo che dicevo al mio compagno di stanza “vediamo oggi cosa combinano questi nove” (riferendomi alla Compagnia dell’Anello) e iniziavo la lettura.

martedì 13 ottobre 2015

Sam Gamgee: l’umiltà esaltata

Ritorno a scrivere de Il Signore degli Anelli. In particolare vorrei scrivere qualcosa su uno dei personaggi che da sempre mi ha affascinato del romanzo di Tolkien: Sam Gamgee. Giardiniere di Frodo, lo accompagnerà durante il suo viaggio. 
Un personaggio particolare perché la sua partecipazione al viaggio di Frodo è stata forzata da Gandalf che lo scopre a spiare i discorsi tra lui e Il suo "Padron" sul destino dell'Anello del potere. Tuttavia, sarà lui che, anche non sapendo nuotare si tuffa nelle acque del fiume Anduin per seguire Frodo; sarà lui che libererà "Padron Frodo" dalle grinfie di Schelob, il perfido ragno affamato di carne umana; sarà lui che permetterà a Frodo di arrivare in cima al monte Fato. Sarà la voce della coscienza del giovane Baggins, colui che gli darà la forza di andare avanti. Questo personaggio mi piace perché impersona la vera amicizia: non quella che asseconda tutto, che cerca di capire facendo finta di fare del bene ma quella che fa la verità anche se questa può ferire. Impersona l'amicizia che protegge, anche con la spada, il proprio amico. Sam è l'amico che è pronto a dare la vita per il suo compagno di viaggio (“nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” - Gv 15,13).

venerdì 9 ottobre 2015

Il Vangelo ne Il Signore degli Anelli

Il Signore degli Anelli non è stato scritto, a detta di Tolkien, per essere un libro religioso. Egli ha propriamente tagliato ogni riferimento alla religione presente nel volume (a parte un paio di eccezioni). Tuttavia, il romanzo dello scrittore, nato in Sudafrica e cresciuto in Inghilterra, è permeato di significato religioso. Lo stesso Tolkien afferma, in una lettera, che “l’elemento religioso è radicato nella storia e nel simbolismo del libro” ed è radicato perché è lo stesso autore ad esserne pregno. È da questo concetto che prende spunto il libro L’Anello e la Croce di Andrea Monda, giornalista e insegnante di religione al liceo. Per Monda il libro è ricco di aspetti religiosi. Egli individua alcuni punti chiave dove questi sono esternati. Voglio, tuttavia, soffermarmi su tre aspetti perché sono quelli che mi hanno fatto riflettere sul mio modo di essere cristiano.
Per primo c’è la santificazione del piccolo, di quello che, fino al momento dell’inizio del romanzo, è stato insignificante durante la storia della Terra di Mezzo (ad eccezione di Bilbo Baggins): gli hobbit. Questi “mezziuomini” sono l’esempio di come l’umiltà viene premiata. Saranno proprio Frodo, Sam, Pipino e Merry a salvare il mondo dalla minaccia di Sauron. Ognuno con la sua parte e ognuno al suo posto. È l’umiltà di questo popolo che permette a Frodo (nonostante la sua caduta finale) il compimento della missione: la distruzione dell’anello. È la sua umiltà che lo fa resistere al potere dell’anello. Cosa che non riesce e non potranno fare i grandi uomini.