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sabato 17 marzo 2018

La buona battaglia

Paura. Dopo un giorno mi ritrovo a riflettere su questo argomento. Ma cosa è che mi fa paura quando affronto qualcosa? Quando, in particolare, mi ritrovo di fronte ad una tentazione (per esempio)? Sicuramente il timore di non farcela è sempre tanto perché sottovaluto le mie risorse. Ogni volta che mi trovo a combattere contro il Maligno, infatti, credo di non avere la forza di portare avanti la mia "buona battaglia" (2Tm 4,7); ogni volta dimentico, come ho già accennato nel post di ieri, che ho un compagno che lotta la mio fianco e non mi abbandona (anche se dovessi perdere una battaglia). 
La guerra contro il Maligno è lunga ed è fatta di vittorie (grandi o piccole) e di sconfitte ma sono queste ultime ad insegnarmi a non scoraggiarmi e a guardare il nemico negli occhi. In poche parole, sto imparando a non avere timore del Male anche se sembra sopraffarmi, anche se in alcuni momenti ha lui il sopravvento sulla mia vita.

venerdì 3 febbraio 2017

Il nemico

Combatti con armi meschine
onestà non sai cosa sia.
Anche in campo aperto
nascondi il viso dietro eterea finzione.
Respiri pesanti
con alito di male.
Leghi innocente vita
al male di cui sei portatore,
oltraggiando la strada di valenti cavalieri
che con armi lucenti
portano speranza in piccole vite.
Bagliore sprigionano,
ricche vittorie hanno portato
perché la speranza della vittoria
insegue le tue maligne azioni.
Con umiltà combattiamo
onorando il Re a viso aperto.
Tu ti fai scudo di persone.
Latrati, però, sentirai

domenica 20 novembre 2016

Pregare Dio per i vivi e per i morti

Parto difficile
se non fatto con il cuore.
Resta aperta la porta
per tanti che incontriamo
e tanti che abbiamo incontrato.
Facciamoci uno con i loro dolori,
giacendo con essi,
amandoli con Verità,
ancorandoli alla realtà.
Praticando con parole
regalate dal Padre;
raccolte dal Figlio;
Esaltate dallo Spirito.

sabato 19 novembre 2016

Sopportare pazientemente le persone moleste

Monito per tanti, monito per me
che impaziente cammino per strade:
sgomito per passare;
scanso fastidiose parole.
Stretta porta non lascia scura via di uscita.
Sbraito ad insistenze;
ad abbracci non richiesti;
a persone non desiderate
in attimi che fuggono
con azioni che sfuggono.
Noi molesti dimentichiamo
di osservare trave dolorosa
che ciechi e fermi ci rende.
Esempio non prendiamo da Padre 
che ama popolo irrispettoso.
Esempio non prendiamo da Figlio
che sofferente porta noi sulla croce:
molesta ci inchioda a vita e Verità
salvando la nostra esistenza.

mercoledì 16 novembre 2016

Perdonare le offese

Stretta di mano chiarificatrice
reciprocità di azioni
che tendono ad unità profonda.
Non è questione numerica:
settanta il sette è sempre poco.
Non è conveniente azione
che ricerca con ombroso velo
una pace difficile da raggiungere.
Catena saldata per unire
anime lontane nel pensiero
ma salde se cercano Verità.
Abbraccio materno
che in seno racchiude volontà divina:
da cuore di uomo spezzato
nasce perdono umano
ma di natura divina;
dal cuore è concepito
per addolcire la nostra vita
in, spesso, amare convivenze.

venerdì 11 novembre 2016

Consolare gli afflitti

Dualità distinta
quella che ci forma.
Corpo e anima
inscindibili ci guidano.
Feriamo essi e cure abbisogniamo.
Di corpo ferite
con amore curiamo.
Fasciare con amore,
con carità medicare.
Anche l'anima si ferisce:
peccati, aridità, tristezze,
desolazione e angustie
lasciano sentore di solitudine
ad anime ritenute forti,
che lamentano al Padre 
le proprie debolezze.
Rinforzo d'amore diventiamo
per chi scoraggiato
àncora di salvezza cerca.

mercoledì 9 novembre 2016

Ammonire i peccatori

Da tanti dimenticata
pratica di salvezza.
Dolce correzione
e non cieco velo
su nostre colpe.
Venduta al Mercato,
comprata da Mammona,
barattata con finta libertà.
La Verità non muore,
instancabile continua a lottare.
Uomini coraggiosi
non vendono la vita
in nome di morale
più dolce alo sguardo
ma amara per l'anima:
non porta frutto;
non ama la persona,
non la guida alla salvezza.

lunedì 7 novembre 2016

Insegnare agli ignoranti

Rapporto dialogico
a volte univoco
trova forte senso in epoca nuova.
Frastornati da informazioni
ubriacati da notizie
perdiamo il senso della scoperta.
Ignoranti noi siamo
perché non vediamo
Verità nascosta nel cuore di Dio
che salva la vita
e amplia la mente.
Troppi falsi maestri vogliono istruirci,
troppi falsi miti vogliono plasmarci.
Approfittano di noi,
paradossi del Vangelo,
che con fede vediamo
la Verità che ci libera,
con amore ascoltiamo
veri maestri di speranza.

sabato 5 novembre 2016

Consigliare i dubbiosi

Come le tue amati sorelle
figlia fedele e di Fede
che, con amore di madre,
ci guida verso gli altri.
Primogenita, tu;
anime dubbiose, noi.
Di fronte ai bivi dei cammini
ci porti e ci guidi.
Certezza della Vita; 
evangelico Sì o No
vuoi che consigliamo.
Scientifico dubbio
portatore di progresso
non vale per cammino divino:
Il dubbio aiuta la ricerca
ma sostegno di Verità
essa richiede
e non a tutti è dato esserlo.
Degno consigliere
è colui che ci indica la stretta via
e non ci lascia spaziare
in larghi viali alberati.

mercoledì 26 ottobre 2016

Amo ergo sum

Da soli non possiamo stare. Questo è un dato di fatto: l'uomo è nato per essere un animale sociale. L'altro è importante per la nostra persona perché senza di esso non avremmo uno specchio in cui rifletterci, non avremmo un contraltare per le nostre vite, non avremmo qualcuno da poter amare.
La persona, infatti, è al centro e matura la sua individualità in un clima di relazione e di incontro che mette in risalto il suo nucleo vitale che è fondato su amicizia e reciprocità. Una persona non può sussistere senza amore: ricevuto e donato. Il dono, infatti, è un aspetto importante della nostra vita. Serve per saldarci agli altri: non c'è cosa più bella che donarsi agli altri. Naturalmente noi ci aspettiamo che questa azione donativa sia reciproca, io aggiungo che deve assolutamente esserlo per creare un'unione dialogica: l'amore più bello, quello più puro e vero è quello fondato sul dialogo tra due persone diverse.

giovedì 20 ottobre 2016

Una persona nuova

Qualche mese fa ho letto un libro dove si sfatava il falso mito del Medioevo come periodo oscurantista e il ruolo giocato dal cristianesimo nel porre le basi delle scoperte scientifiche dei secoli successivi (La genesi della scienza, J. Hannam, D’Ettoris, 2014). Ora, sono alle prese con un libro che sta confermando un'idea che avevo e che i "grandi" pensatori hanno sempre nascosto o travisato (un po’ come hanno fatto per il Medioevo): il cristianesimo pone le basi del processo di personizzazione, cioè la coscientizzazione della persona, dell’individuo come ente a se stante (La persona al centro, G. Cicchese, G. Chimirri, Mimesis, 2016). È stato il cristianesimo che, ereditandone il concetto dalla filosofia classica, ha portato a compimento il concetto di persona. Non bisogna stupirsi di questo. Tant’è vero che la salvezza, nella dottrina cristiana, è individuale. Certo, passa per la comunità e per i fratelli ma è l'individuo che si salva o meno.

venerdì 19 agosto 2016

Amore di mamma, Amore di Dio

Nei giorni della scorsa settimana che ho passato a Napoli a casa di mio padre mi è tornato in mente un episodio. Il mio quartiere, Chiaiano, negli ultimi anni, è diventato famoso per la discarica che una decina di anni fa fu aperta all'interno del territorio del quartiere. Ci furono manifestazioni, scontri. In quei giorni alcune strade sembravano scenari di guerra. Tuttavia, non è questo l'episodio che voglio raccontare. 
Qualche anno prima (credo sia stato il 2001) mia madre era ancora viva. In quel periodo, era il mese di maggio, si iniziava a parlare di discarica a Chiaiano e alcune associazioni organizzarono un corteo che voleva simulare il funerale del quartiere.
Fui coinvolto anche io in questa finta processione funebre. Mi misero un vestito lungo bianco e un cappuccio,  in poche parole sembravo un appartenente del Ku Klux Klan. Passammo per la strada in cui affaccia il mio terrazzo e lì c'era mia madre. Incredibile, mi aveva riconosciuto. Coperto, incappucciato e mi aveva riconosciuto esclamando, con un sorriso, dal nostro terrazzo: "Staje sempre mmiezo! (Stai sempre in mezzo!). In poche parole mi aveva riconosciuto.

venerdì 17 giugno 2016

Visitare i carcerati

Anelate libertà,
quella che volontariamente
con vili atti avete perso.
Abbraccio di Padre vi attende,
parola di Figlio vi arriva,
alito di Spirito vi trasforma,
ma voi attendete, 
ascoltate e abbandonatevi.
Noi inermi tendiamo la mano,
figli della Speranza come noi siete.
Strumenti di Misericordia,
se vogliamo siamo,
la nostra libertà a vostra disposizione
respiro per la vostra anima,
perla in campo che amate.
Desiderio non perdete
la vita vi aspetta
e noi vi prepariamo ad essa.

mercoledì 1 giugno 2016

Visitare gli infermi

Voi, nuovi cristi in croce,
volti sofferenti,
lacrimanti, occhi rigano il viso,
il vostro e il nostro.
Finto pietismo non volete
ma carità che riempie,
con delicatezza di madre,
la vostra giornata.
Noi attoniti restiamo 
di fronte al vostro dolore.
Le nostre mani puliscono i vostri corpi,
le nostre gambe vi guidano,
la nostra bocca parla per voi,
i nostri occhi vi descrivono strada.
Bende vi cambiamo
pulendo le vostre ferite
lasciando il nostro egoismo
diventando uno con il vostro dolore.

venerdì 27 maggio 2016

Ospitare i pellegrini

Un dovere sacro
dinanzi al quale,
con amore di uomini,
non possiamo restar indifferenti;
perché dinanzi a questo
incontriamo il Padre:
è lui che ci fa visita.
Dimenticar non dobbiamo
che tutti peregriniamo
in terra che incontra il Figlio.
Lo Spirito ci aiuta
a riconoscer fratelli,
ad ascoltare fratelli,
ad aprire le nostre stanze
a chi anela un aiuto di figli.
Segno primario di vita,
battito di cuore aperto agli altri,
senza il quale lo spirito muore.


giovedì 26 maggio 2016

Seppellire i defunti

Umana pietà
verso fratelli
che presto o tardi
ci hanno preceduti
in celeste regno.
Accompagnati in sofferenza:
mani strette 
anche a chi ci è stato nemico,
lacrime misericordiose
che bagnano i nostri visi
anche per chi si è battuto contro noi.
Il dolore ci abbraccia
ma intimoriti continuiamo
in non facile compito.
Moderni Tobia
in un mondo che, egoista,
dimentica sorella Morte,
che la relega
in lontano incubo;
che la teme
come nero telo
il quale cala sul sentiero
ma speranza non ci toglie.

mercoledì 18 maggio 2016

Dar da bere agli assetati

Acqua, elemento di vita:
altrimenti non possiamo,
altrimenti non viviamo.
Ancora tanto anelato
da chi arsura condivide
con chi triste,
di questa, ne farebbe a meno.
Attratto dal basso
si dona a tutti,
senza alcuna differenza.
Più dell'oro la sua sostanza
ad averlo ci si sazia
perché dona forza e vita.
Se non deturpato
da insana umanità
lascia trasparire la sua bellezza,
ciò che lo circonda.
Acqua, segno di purezza
e di nuova umanità.

lunedì 16 maggio 2016

Dar da mangiare agli affamati

Se ho fame di pane
Vorrei mangiare.
Bisogno primario
di vita da vivere
e non sopravvivere.
Come me anche il fratello
necessita nel bisogno.
Via per il Paradiso
è aiutarlo con carità.
Invitarlo con amore
al desco che
Provvidenza ha pensato 
e ci ha donato.
La mano tesa
in onesto regalo
che impetuoso apre il Cielo.

venerdì 13 maggio 2016

Vestire gli ignudi

Non è questione di fede
ma umana tensione.
Padri misericordiosi
esempi per i figli.
La tunica doniamo
a chi, con tenera richiesta,
muta e umile,
la richiede per la sua vita.
Faremo a loro con amore
quello che il Figlio,
con esigenza divina,
richiede per sua volontà.
La nostra avarizia è condannata,
non sarà nostro il Regno
ma da basso guarderemo
chi caritatevole ha donato
il mantello che in inverno
riscalda le membra.

venerdì 8 aprile 2016

Lo scappellotto di Dio

Ieri sera, nella puntata Don Matteo (non ne sono un fan ma mia moglie si), il prete investigatore ha detto una frase che fa più o meno così (non la ricordo di preciso): "Quando sbagliamo Dio è come la mamma che con la mano ci accarezza per consolarci". Come una mamma, tuttavia, aggiungo io, è pronto a darti uno scappellotto per lo stesso errore. Non uno schiaffo violento (anche se spesso ne avremmo bisogno), non ci picchia lasciandoci tramortiti, non usa violenza ma un semplice e doloroso scappellotto, quello che davano i preti alla don Camillo per intenderci.