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sabato 31 dicembre 2022

Riposa in pace Benedetto

La mia fede deve tanto a San Giovanni Paolo II ma è sotto il pontificato di Benedetto XVI che essa è maturata. Non ho mai temuto a dirlo, anche quando venivo etichettato come medioevale, conservatore e retrogrado (proprio io che non amo le etichette).

Stanno definendo il suo pontificato come “pedagogico” ed è così. Sono contento di essere stato “guidato” dalla sua saggezza. Senza i suoi insegnamenti, infatti, non potrei essere un cristiano “in uscita” come chiede Francesco.

Ora riposa nella pace del Padre e possiamo essere sicuri che sta pregando per noi.

Riposa in pace padre Benedetto.

mercoledì 31 luglio 2013

Postumi da GMG vissuta da lontano


In questi giorni ho seguito con interesse ed un po’ di “saudade” la GMG di Rio ripensando a quella di ben 8 anni fa a Colonia, alla quale partecipai con grande entusiasmo, nonostante la recente morte di Giovanni Paolo II.
Devo dire la verità: questo Papa è un Dono enorme! Parla diretto al cuore delle persone e sta riuscendo a smuovere tante anime che sentono il bisogno di essere capite.

Però, rischiando di essere impopolare, sento di dire che il cristiano che segue Gesù, non si fa influenzare dalla simpatia o dal carisma di una persona... seppur conti moltissimo! Il cristiano ha la Fede, intesa letteralmente come “Fiducia in Gesù” e quindi in tutte le persone che ci mette accanto, vicine e lontane... e quindi anche nel Papa, il nostro “Pietro”.


Benedetto XVI non è stato un Papa “simpatico a pelle”... ma a me ha insegnato a crescere nella Fede, scavalcando proprio la sua apparente “durezza da tedesco” e scoprendo, nelle due volte in cui l’ho incontrato da vicino, una tenerezza inaspettata ed una profondità d’animo enorme.

lunedì 15 aprile 2013

Pedofilia, Chiesa e giornalisti omertosi

Sono passati tre anni da quando ho scritto questo commento. Il mio pensiero non è cambiato.


"Chiedo scusa se mi dilungo un poco ma devo dire la mia sul "caso" della pedofilia che sta sconvolgendo la Chiesa Cattolica in questo periodo. Devo fare uno sfogo e cercherò di essere anche obiettivo. Sono arrabbiato in questo periodo e questa mia rabbia è dovuta fondamentalmente a due motivi.

Il primo di questi è un accanimento mediatico sulla Chiesa su questo caso. Il secondo è una mancata presa di posizione di noi cattolici in difesa della nostra Chiesa. Con calma cercherò di rendervi partecipi di questo mio malessere.
In questi giorni tutti i media nazionali stanno operando meschinamente (si salvano solo poche testate tra cui cito il Corriere della Sera) dando informazioni a "senso unico", non tenendo in considerazione il problema reale, non considerando neanche il dolore delle vittime ma solo, forse, al numero di copie da vendere o a quello di spettatori da fare.
"Il fatto è questo statemi a sentire": diversi uomini di Chiesa (perchè di uomini si tratta, uomini come lo siamo noi) hanno sbagliato, sono caduti in errore abusando sessualmente di bambini, di ragazzi. Un atto da condannare senza se e senza ma. Un atto che mi fa rabbrividire a prescindere da chi lo compie.

martedì 12 febbraio 2013

Quando sono debole è allora che sono forte



Devo ammetterlo. Anche io ieri mattina, quando mi è arrivata la notizia della rinuncia di Benedetto XVI al ministero petrino, sono rimasto di sasso. Sarò un po’ duro ma mi sono sentito abbandonato. Sono legato a questo papa in modo molto particolare, sono cresciuto nella fede sotto il suo pontificato. Questa è diventata matura in questi ultimi otto anni e in quest’arco di tempo ho capito la mia vocazione cristiana. Mi ero legato alla persona del papa in modo particolare. Il suo richiamo ad una fede coerente e concreta per contrastare un relativismo imperante anche tra noi cattolici è diventato, per me, motivo di una seria riflessione. La sua chiarezza nello spiegare i contenuti della nostra fede è stata strumento di crescita personale che, come dice p. Maurizio Botta, mi spingono a pensare "come si fa a non amare Benedetto?"
Tuttavia, in questo stato d’animo triste, in questa situazione di spaesamento, si è accesa una scintilla. Un guizzo improvviso mi ha fatto capire la reale portata di questo evento. Quindi mi sono chiesto “Cosa significano per me le ‘dimissioni’ (che brutta parola) di Benedetto XVI?”. Lascio stare tutti quelli che lo criticano per “non aver saputo portare la sua croce” come ha fatto il Beato Giovanni Paolo II (che poi, in genere, sono gli stessi che dicevano che il papa polacco doveva dimettersi per il suo stato di salute) e cerco di trovare una motivazione altra (e alta) a questo gesto.