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sabato 20 dicembre 2025

Pane, amore e caos

Nata dall’amore tra cielo e mare,

tra il canto di una sirena e il sale .

Mani greche tracciarono un nome,

come un augurio: Neapolis.


Il Vesuvio ti guarda, padre e minaccia,

scrivendo col fuoco la tempra della tua gente.


Campane medievali battono il tempo,

vicoli stretti custodiscono preghiere e pane.

Re e rivoluzionari dividono lo stesso cielo,

azzurro, ostinato e immortale.


La Spagna porta ombra e splendore

e il barocco esplode come un coro.

I Borbone sognano palazzi e teatri,

mentre il popolo inventa canzoni

per non piegarsi al dolore.


Guerra e macerie,

ma la città si rialza da sola:

mani nude contro la paura,

quattro giorni per dire al mondo

che Napoli non si arrende. Mai!

venerdì 17 marzo 2023

Napoletano in tutto, per tutto e da per tutto

Giunge un momento nella vita in cui bisogna fare pubblicamente delle confessioni, di rendere pubblico qualcosa di personale. Nel tempo in cui si parla inglese, posso dire che è giunto il momento di fare coming out e di confessarvi una verità tenuta nascosta: non ho sempre tifato per il Napoli. Dopo questo, chi volesse accusarmi di salire sul carro dei vincenti, dico che la mia conversione calcistica è avvenuta quindici anni fa. Ma andiamo con calma. Posso affermare che a me del calcio, da bambino e da adolescente, non è che importasse gran che. Ricordo vagamente i festeggiamenti del secondo scudetto ma del primo, che risale a quando avevo cinque anni, non ricordo nulla. A sedici anni, nel pieno della mia ignoranza calcistica, presi una bella cotta per una ragazza del mio quartiere che, scoprii, tifava per la Roma. Fu così che iniziai a seguire il calcio e a tifare Roma: per fare il bello con la ragazza. La cotta passò e con essa la voglia di seguire il calcio ma la Roma rimase un chiodo fisso, talmente fisso che pensai che un giorno sarei andato a vivere a Roma. Pensiero che, poi, si è avverato sul serio (state sempre attenti a cosa chiedete a Dio nel segreto dell’anima).

venerdì 16 ottobre 2015

Addio mia bella Napoli

È la prima volta che ospito sul mio blog un pezzo tratto da un libro. Lo faccio perché queste sono parole d’amore versate su Napoli. Queste parole sono tratte dal racconto de Lo mercante contenuto ne Lo cunto de li cunti di Gian Battista Basile e le recita il figlio del mercante Alessandrio quando è costretto a lasciare la sua amata città. Parole che in un certo senso avevo nel cuore quando mi sono trasferito in un’altra città. Queste parole, naturalmente, sono in napoletano e in seguito ho inserito una traduzione (alcune non le capisco nemmeno io).