Visualizzazione post con etichetta bene comune. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bene comune. Mostra tutti i post

martedì 4 aprile 2023

I paradossi che ci accompagnano

Come non condividere ogni parola della riflessione odierna di @openfamiglia (pagina social gestita dalla famiglia De Palo). La riflessione la trovi a questo link. Vi invito a leggerlo perché così capirete quello che sto scrivendo. Nel lungo post si parla di un controsenso moderno che ha a che fare la pratica dell’utero in affitto (o gestazione per altri se vogliamo usare un termine politicamente corretto). Voglio entrare nel dialogo e aggiungo che, purtroppo, viviamo nella società dei paradossi e questo non è l’unico. Prendiamo la difesa della vita. Come si fa a difendere la vita dal concepimento alla morte naturale e poi a condannare migranti morire in mare? Come si può essere difensori della vita di disperati che fuggono da atroci realtà e a condividere un pensiero che non promuove la vita nei termini scritti prima? Anche questi sono paradossi degni di quelli descritti nel post di Anna Chiara.

Mi sento di aggiungere un’altra cosa: non stiamo generando solo generazioni schizofreniche ma anche egoiste. È egoismo quello che ci spinge a qualsiasi cosa pur di ottenere il “diritto” di avere figli. Io e mia moglie non abbiamo avuto figli e, per vari motivi, non possiamo nemmeno adottare. Questo dell’utero in affitto è, ormai, questione di conversazione a casa nostra perché, nonostante la ferita che abbiamo, ci chiediamo come si possa arrivare a considerare il corpo di una donna (seppur consenziente) come una fabbrica di figli. Una risposta ce la siamo dati e trova nell’egoismo la sua ragione di essere. È per egoismo che pretendo un figlio nello stesso modo in cui pretendo l’auto o la casa dei sogni.

domenica 9 maggio 2021

Rosario Livatino: donare la vita per il bene comune

Si parla spesso di connivenza tra Chiesa e mafia. Purtroppo spesso le due realtà, soprattutto a livello locale, sono andate e vanno a braccetto. Chi lo nega o non ha mai vissuto il Sud Italia o ha gli occhi “foderati di prosciutto”.

La beatificazione di oggi del giudice Rosario Livatino (come quella di don Pino Puglisi) è uno schiaffo che la Chiesa dona alla Mafia, uno schiaffo che ci ricorda che seguire Cristo vuol dire non poter servire due di padroni.

È uno schiaffo a coloro, anche appartenenti alla Chiesa, che non si rendono conto che il servizio allo Stato e il servirzio a Dio possono camminare insieme.

È uno schiaffo anche per me che mi ricorda che lavorare per il bene comune implica sofferenza e dedizione completa, anche se volesse dire donare la vita.

Per questo ho voluto omaggiare il beato Rosario Angelo Livatino. Naturalmente lo faccio a modo mio.

venerdì 13 marzo 2020

La mia svolta Eco-Bio

Si può dire tutto di me tranne che sono una fondamentalista dell’ecologismo. Io che faccio docce infinite sprecando quantità d’acqua vergognose (ci provo sempre a fare veloce, giuro!), tengo tutte le luci di casa sempre accese perché la penombra mi mette tristezza e tengo una temperatura in casa abbastanza alta perché odio il freddo.
Eppure da poco più di un anno, complice un’incontro sull’ecologia fatto nella comunità con cui seguo un cammino di fede e grazie ai buoni esempi e suggerimenti di alcune amiche (Serena in primis), ho iniziato a porre maggiore attenzione a questo aspetto, ad informarmi di più, a sentirmi più responsabile in prima persona della cura dell’ambiente.
Partendo dal presupposto che non ce la posso fare a spegnere le luci in casa e ad abbreviare la durata della doccia, mi sono chiesta: su cosa posso lavorare per migliorare e quali passi fare che mi sento in grado di portare avanti?

martedì 30 maggio 2017

Riflessioni al semaforo

Questa è una riflessione che nasce al semaforo, nel senso che ci pensavo fermo alla luce rossa di quella lanterna che gestisce il traffico agli incroci (quanta poesia in una descrizione di un oggetto che è posto per strada, lo so, sono bravo). Questa riflessione, probabilmente, nasce in macchina perché è in essa che riesco a cacciare il peggio di me. Non ho mai contato le parolacce che sono in grado di dire mentre guido. Spesso per non dirle recito il Rosario perché, mi dico, "meglio un Ave Maria che un vaffanculo". Tuttavia, questo non sempre mi riesce. Il motivo di questo è molto semplice ed ho notato che è comune a tanti.

domenica 10 luglio 2016

Un drappo per L'Europa

Sarò breve e conciso: due pensieri a freddo (molto a freddo) sull'Europa a qualche settimana della cosiddetta Brexit. Il primo, di natura politica (in verità lo sono entrambi), mi spinge a pensare che non sarà certamente la fuoriuscita della Gran Bretagna dalla UE a far cadere nel baratro il Vecchio Continente. L'Europa, infatti, è sempre esistita e va al di là degli accordi (per lo più economici) tra i vari stati. Gli stati europei, anche quando non esisteva la UE, sono sempre stati forti al punto di allearsi tra loro quando un nemico comune ne insidiava la libertà (esempio è l'assedio di Vienna da parte degli Ottomani oppure la battaglia di Lepanto); sempre essi hanno ritrovato la forza per combattere i nemici interni quali il nazismo e il fascismo (un po' meno coraggiosi contro il comunismo).

martedì 19 aprile 2016

Domenica per la famiglia

Domenica, in serata, ho ricevuto una telefonata che mi ha lasciato perplesso: il servizio clienti Mediaset Premium. Mi hanno telefonato per propormi un'offerta che ho gentilmente rifiutato. Gentilmente...
Ho pensato a quella poveretta (l'operatrice era donna) che di domenica era li che faceva telefonate per conto della sua ditta offrendo proposte che per il 50% sarebbero state rifiutate (nella migliore delle ipotesi in maniera brusca dalla persona contattata). Certo, anche io ero a lavoro di domenica ma il mio mestiere riguarda l'accudimento delle persone (per chi non lo sapesse, lavoro in una casa famiglia che ospita minori disabili).
Come questa poveretta sono tante le persone che lavorano di domenica. Ormai tutti i grossi supermercati, ipermercati, centri commerciali hanno nella domenica il loro punto di forza commerciale.

mercoledì 13 aprile 2016

Incroci, regole e responsabilità

Mario Paolini, lavora da anni nel campo della disabilità. Musicoterapeuta, pedagogista, docente e formatore, nel suo libro Disabilità e qualità dell'incontro (FrancoAngeli, 2015), alla fine del primo capitolo, descrive la situazione per la quale chi non rispetta la Legge e le Regole deve attrezzarsi per poterle seguire. Per avvalorare questa sua teoria fa prende ad esempio la regola della cortesia in un incrocio: «[...] chi passa per primo ad un incrocio a più strade, tutte di uguale importanza, quando tutti i veicoli hanno la destra impegnata? Il Codice della strada non ha un articolo specifico [...] Esiste però un Regola di cortesia, che dice che un veicolo si sposta al centro dell'incrocio e si ferma in attesa che transitino gli altri, e poi riparte.» Il primo che occupa l'incrocio è l'ultimo a liberarlo, una regola che diventa alternativa a quella del più forte e del più furbo.

venerdì 11 marzo 2016

La lotta salvifica: quella tra i buoni

Prossimamente al cinema usciranno due film che, personalmente, sto attendendo da un bel po': Batman v Superman: Dawn of justice e Captain America: Civil War. Il motivo per il quale li attendo non è solo il fatto che mi piacciono film e serie TV che vedono protagonisti dei supereroi: la cosa più interessante è lo scontro tra i supereroi. Ebbene si, anche i buoni possono lottare tra di loro e possono farlo per tanti motivi ma mi soffermo su quelli che vengono, secondo me, fuori da questi due film.

lunedì 29 febbraio 2016

Fuori da te

Mi sentivo protetto: per nove mesi (almeno così mi è sembrato di capire, voi grandi non sempre siete chiari quando parlate) il calore del tuo corpo mi riscaldava il cuore. Non vedevo l'ora di uscire da te per poterti abbracciare. Tuttavia, la notte (credo sia notte, dentro era sempre buio) ti sentivo piangere e una voce di uomo cercava di calmarti facendoti credere che era essenziale questa sofferenza: "siamo poveri e abbiamo bisogno di quei soldi". Non capivo. Queste cose da grandi non mi interessavano e non mi sarebbero interessate per un bel po'. Io volevo solo uscire da te per essere abbracciato da te, volevo giocare con te ed essere baciato da te. Volevo queste cose perché sei colei che mi ha amato per nove mesi: sei la mia mamma.

giovedì 11 febbraio 2016

Onestà perduta

Un tempo non era così. Abbiamo lottato affinché le donne avessero più diritti, affinché potessero rompere le catene della schiavitù morale alle quali erano imprigionate. Avevamo tutti i buoni propositi, eravamo convinti della giustezza della nostra lotta. Poi la situazione ci è sfuggita dalle mani, siamo diventati ciechi d'avanti alle nuove schiavitù. Permettiamo che le donne affittino il loro utero per consentire a chi la natura nega la gioia di un figlio di poterlo ottenere a tutti i costi; proponiamo, in nome del dio denaro, che la prostituzione (quindi la schiavitù sessuale) sia legale; imponiamo alle donne di dover lavorare in nome della parità dei sessi, anche se, alcune, vorrebbero non farlo e vivere a pieno la loro maternità quando la natura le chiama a questo.

mercoledì 6 gennaio 2016

Piazza o non piazza?

Polemiche, sempre e solo polemiche. Conosco la concretezza di Gigi De Palo, che in questi giorni è al centro del dibattito cattolico a causa delle sue parole sul fallimento del Family Day del 2007. Questa concretezza la conosco e l'ho toccata, ascoltata e condivisa. Alla maggioranza delle famiglie interessa arrivare a fine mese; interessa un fisco equo, che le aiuti e non le sotterri. Il Family Day organizzato dalla CEI nel 2007 avrà pure affossato i DICO (ve li ricordate?) ma questo non era il solo e unico punto toccato in quell'evento. Sbaglio? Se non sbaglio, a che punto stiamo?

mercoledì 9 dicembre 2015

La Misericordia salverà il mondo

È iniziato il Giubileo. Il papa lo ha voluto fortemente e per questo motivo è chiamato anche "Giubileo di Francesco". Lo fanno soprattutto coloro che attaccano il papa: quel branco di cattolici, fomentati da intellettuali dallo spessore di Antonio Socci, che si ostinano a non voler riconoscere il pontificato di Bergoglio. Tuttavia, io preferisco chiamarlo "della Misericordia" (si, io seguo il papa anche se a volte dice cose che per capirle devo rileggerle più volte per avere conferma che il suo magistero sia fedele alla dottrina cattolica. Fortunatamente ne ho sempre la conferma).
Misericordia, in questi giorni questa parola sta risuonando nelle nostre case e lo fa con al dolcezza che questa parola contiene. Non voglio, però, soffermarmi su cosa sia la misericordia, forse lo farò in seguito. Mi piaceva scrivere qualcosa su quello che la parola misericordia vuole dire con il suo contenuto: misericòrdis, misereo-còrdis (ho pietà-cuore), avere a cuore la miseria degli altri. Questo sentimento può salvarci perché, ponendoci nella situazione di riconoscere che noi non stiamo su un gradino che ci eleva rispetto agli altri, può farci vedere che il fratello, anche quello più miserevole (non parlo solo di miseria materiale), come strumento della Divina Provvidenza.

giovedì 15 ottobre 2015

Buoni a parole

Buoni a vomitare odio
in catini che non si vuotano.
Buoni a stringere armi dialettiche
su giornali che sporchi bruciano.
Buoni a calzare sandali
che finti buonismi vi regalano.
Buoni a schiaffeggiare l'Amore
che nella Giustizia vuole vivere.
Buoni a flagellare la Verità
che lotta per sopravvivere.
Buoni a parole
che nei fatti vengono smentite.

venerdì 25 settembre 2015

Ho visto gente


Ho visto gente elemosinare una briciola d'affetto.
Ho visto gente con le tasche piene di odio e di egoismo.
Ho visto gente che non ha avuto altro che se stessi.
Ho visto gente che, imperterrita, ha continuato nella sua strada di amore malsano.
Ho visto gente pronta a criticare la Verità, noncurante del male che facesse a se stessa e a chi l'ascolta.
Ho visto gente che, sempre in cerca di avventure, non riesce a prendersi cura di chi gli sta più vicino, quelli della porta accanto, quelli del letto accanto.

mercoledì 23 settembre 2015

Brutti sogni

Auto del giudice Rosario Livatino
In queste notti ho fatto dei brutti sogni. A volte non proprio brutti ma molto strani. Questi mi hanno tormentato ma tanto sapevo che erano solo sogni.
Ho sognato che l'inviato saudita alla commissione sui diritti umani dell'ONU, Faisal Trad, presidierà la stessa. Un po' come mettere Hannibal Lecter come chef dell'Hilton. Ho sognato che sarebbe stato lui a controllare che i diritti umani vengano rispettati. Lui che è rappresentante di una nazione che non riconosce la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Ho sognato persone innalzarsi, scandalizzarsi per la richiesta di otto mesi di reclusione per Erri De Luca solo per aver esternato le proprie opinioni, e queste sono le stesse che, se dovesse entrare in vigore la legge Scalfarotto, sarebbero contenti di mandare in galera chi ha un'opinione diversa dalla loro: chi afferma che un bambino ha bisogno di una mamma e un papà e non di due mamme o due papà.

lunedì 31 agosto 2015

Una maschera alle emozioni

Stamattina ho letto un articolo dal sito del Corriere della sera. Parla di Caleb, un uomo affetto da una malattia dal nome lungo: alessitimia (alexitimia). Questo è un disturbo che consiste in un deficit della consapevolezza emotiva, evidenziato dalla incapacità di mentalizzare, percepire, riconoscere e descrivere verbalmente gli stati emotivi. Ho immaginato quanto sarebbe brutto non riuscire a dire a mia moglie "ti amo"; non riuscire a gioire per le mie piccole vittorie o ad esternare la mia rabbia solo per il fatto di non saperle riconoscere.

domenica 28 giugno 2015

Il Vangelo su misura

Carissimi vi prego, non modificate il messaggio cristiano a vostro piacimento. Questo è un monito per tutti, anche per me. Non tessiamoci, con il Vangelo, un vestito a nostra misura. Sappiamo bene che il Vangelo non è comodo e che, spesso, può andarci stretto. Tuttavia, possiamo trovarlo anche largo, quindi, riempiamo gli spazi vuoti con quello che ci piace. Questo è uno sfogo verso tutti i cristiani che in questi giorni, dopo la sentenza della Corte Costituzionale statunitense in materia di matrimoni gay, stanno esultando e non chiamatemi omofobo.
Sono stato educato, sin da piccolo, ad avere rispetto per tutti prescindendo anche dall'orientamento sessuale. Ricordo la delicatezza con la quale mia madre mi spiegava il significato della canzone Pierre dei Pooh che parlava delle difficoltà di un omosessuale; ricordo mio padre a telefono che cercava di rincuorare un nostro amico di famiglia che era stato lasciato dal suo fidanzato. Sono stato educato così e non rinnego una virgola di questi insegnamenti.

venerdì 26 giugno 2015

Mammona

Muovi il mondo
i tuoi interessi decretano vite.
Distruggi ciò che non ti accresce,
alimenti ciò che distrugge.
Interessi contro il mondo ami,
interessi per le tasche risalti.
Fine a te stessa sei crudele,
in aiuto agli ultimi puoi aiutare.
Sporchi il mondo,
sporchi le anime.
Crudeltà ti distingue,
ami chi ti serve con dedizione,
ami essere l'unica nel cuore
come amante che distrugge famiglie.

lunedì 22 giugno 2015

Diranno che (in risposta a Giuliano Guzzo)

Oggi voglio condividere la mia risposta ad un post sul blog di Giuliano Guzzo sul Family Day tenuto sabato 20 giugno a piazza San Giovanni a Roma.

Diranno che a noi cosa cambia se venisse approvata una legge sulle unioni civili. A questi rispondo che cambia tutto. Cambia perché questa legge aprirebbe, come è accaduto in Francia (o in Irlanda) al matrimonio omosessuale; cambia perché un bambino ha bisogno di una mamma e di un papà; cambia perché la famiglia è una sola e non lo è la religione o un credo bigotto a dirlo ma il senso logico e naturale della vita. Non mi interessa se ad un maschio piace un altro maschio o se a una femmina un'altra femmina. Fatti loro, "chi sono io per giudicare". Mi interessa tutelare l'istituto familiare da tutti gli attacchi che, dal '68 ad oggi, ne minano l'esistenza.

domenica 14 giugno 2015

Ragazzo in carrozzella

Questa è la filastrocca
narrata con la bocca.
Parla di un ragazzino
che ormai non è più bambino.
Cresce più che mai
ma non combina guai.
Va a scuola tutto il giorno
e ha tanti amici intorno.
Impara cose nuove
con la mente che lo muove.
Un giorno, poi… tutta vita!
Con la classe si va in gita!
Ma la visita non è sempre bella
se vivi su una carrozzella:
se per caso l’autobus è rotto
sotto il sole rischio di restar cotto.
Anche al cinema lo hanno portato
ma dagli amici è stato separato
e quando voleva salutarli
son scappati come tarli.
Questa loro integrazione
ha la forma di un pallone
che balza, rimbalza e saltella
e ricorda che la vita può esser bella
anche per un ragazzo in carrozzella.