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sabato 15 giugno 2024

Un trauma necessario

Mentre leggevo il romanzo Dune mi sono imbattuto in questa parte di conversazione del giovane protagonista.


- Uno dei momenti più terribili nella vita di un ragazzo - riprese Paul, - è quando scopre che suo padre e sua madre sono esseri umani che condividono un amore al quale lui non potrà mai partecipare. È una perdita, ma anche un risveglio, la constatazione che il mondo esiste, e che noi siamo soli.


Dedico questa a tutti gli amici che hanno figli con un invito: lasciate che i vostri figli abbiano questo “trauma”; lasciate uno spazio della vostra vita di coppia in cui i figli non entrino; prendetevi cura della coppia e non considerate i vostri figli come delle appendici di voi stessi.

Non sto dicendo di trascurarli ma di lasciare crescere loro come persone e voi come coppia perché una famiglia cresce quando a curarla c’è una coppia matura.

giovedì 2 novembre 2023

10 anni fa

10 anni fa.

“Giovanni, soreta ha rotto le acque”.

La voce emozionata di mio padre,

di tuo nonno.

Il cambio repentino dei miei turni.

La gioia di poterti conoscere.

La consapevolezza che ti avrei voluto bene in un modo diverso.

Separati dalla distanza.

10 anni fa.

martedì 4 aprile 2023

I paradossi che ci accompagnano

Come non condividere ogni parola della riflessione odierna di @openfamiglia (pagina social gestita dalla famiglia De Palo). La riflessione la trovi a questo link. Vi invito a leggerlo perché così capirete quello che sto scrivendo. Nel lungo post si parla di un controsenso moderno che ha a che fare la pratica dell’utero in affitto (o gestazione per altri se vogliamo usare un termine politicamente corretto). Voglio entrare nel dialogo e aggiungo che, purtroppo, viviamo nella società dei paradossi e questo non è l’unico. Prendiamo la difesa della vita. Come si fa a difendere la vita dal concepimento alla morte naturale e poi a condannare migranti morire in mare? Come si può essere difensori della vita di disperati che fuggono da atroci realtà e a condividere un pensiero che non promuove la vita nei termini scritti prima? Anche questi sono paradossi degni di quelli descritti nel post di Anna Chiara.

Mi sento di aggiungere un’altra cosa: non stiamo generando solo generazioni schizofreniche ma anche egoiste. È egoismo quello che ci spinge a qualsiasi cosa pur di ottenere il “diritto” di avere figli. Io e mia moglie non abbiamo avuto figli e, per vari motivi, non possiamo nemmeno adottare. Questo dell’utero in affitto è, ormai, questione di conversazione a casa nostra perché, nonostante la ferita che abbiamo, ci chiediamo come si possa arrivare a considerare il corpo di una donna (seppur consenziente) come una fabbrica di figli. Una risposta ce la siamo dati e trova nell’egoismo la sua ragione di essere. È per egoismo che pretendo un figlio nello stesso modo in cui pretendo l’auto o la casa dei sogni.

martedì 19 aprile 2022

Essere fecondi nella sterilità

“Dopo tutti questi anni ancora ci pensi?”

“Non ti fai del male leggendo questi due libri?”

Sono due dei pensieri che mi sono venuti alla mente quando ho deciso di comprare e leggere Quanti figli hai? e Non hai ancora figli? di Livia Carandente, giornalista e scrittrice napoletana. Erano nella mia lista dei desideri da tanto tempo ma il coraggio di comprarli faticava a venire fuori. Poi, dopo aver letto un articolo dell’autrice in cui parlava di fecondità oltre la fisicità, mi sono fatto forza. Tanto, più di rimuginare sul passato e ritornare a farmi inutili preoccupazioni cosa potrà mai succedere?

Ecco, ora che li ho letti entrambi posso dire che mi ha fatto bene. Per prima cosa è stato bello sapere che questa avventura (o disavventura, dipende dai punti di vista) è comune a tante persone. Certo, lo so che io e Angelica non siamo gli unici, ma ricordarselo fa sempre bene. È stato bello confrontarsi, anche solo tramite le pagine di un libro (anzi due), con la storia di Livia e suo marito perché mi ha fatto sentire meno in colpa verso coloro che non hanno mai capito (e ancora non capiscono) come mi sento quando alla domanda “figli ne hai?” storco il naso. Non è tanto questa domanda, che potrei definire lecita, ma è quello che segue alla risposta negativa da parte mia che mi fa arrabbiare. Le frasi fatte, che ogni volta mi verrebbe di schiacciare qualcuno con la testa nel muro, o i consigli non voluti. Come se tutte le esperienze fossero uguali. Gli inviti ad avere pazienza che “prima o poi arriveranno… quando meno te lo aspetti” senza sapere il motivo per il quale questi figli non arrivano. Non solo, anche la sensazione che qualcuno voglia farsi gli affari della mia camera da letto. Purtroppo questa non è una sensazione. Un parente di mio padre, una volta, mi ha chiesto se doveva spiegarmi come si fanno i figli. Il parente deve ringraziare che sono pacifico e non cerco mai lo scontro. Questi sono tutti atteggiamenti descritti in maniera ironica da Livia e che lasciano l’amaro in bocca a chi li vive. È sempre forte la voglia di urlare di farsi gli affari propri, quindi via di sorrisi di circostanza o di mille scuse per cambiare discorsi.

sabato 19 dicembre 2020

San Giuseppe: tenerezza di padre

Ho desiderato tanto questa statuetta. Trovo questa immagine di una tenerezza disarmante. Suscita in me sentimenti di amore. Giuseppe, protettore della Santa Famiglia, un’autorità di cuore più che di Legge.

Maria riposa per la stanchezza e marito accudisce il piccolo Gesù sulle sue gambe, tra le sue braccia.

Mi piace pensare che è grazie ad episodi come questi che il Dio fatto carne sia entrato a pieno nella condizione umana.

sabato 30 marzo 2019

Verona sì, Verona no, Verona boh

Da ieri è iniziato a Verona il Congresso Mondiale delle famiglie. Dal sito dell'evento si legge che "Il Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families, WCF) è un evento pubblico internazionale di grande portata che ha l’obiettivo di unire e far collaborare leader, organizzazioni e famiglie per affermare, celebrare e difendere la famiglia naturale come sola unità stabile e fondamentale della società." Tuttavia, non riesco a descrivere quello che provo di fronte a questo evento: è come se la mia opinione si fosse scissa in tre parti che brevemente descriverò.

Verona sì perché i contenuti del congresso li condivido e non solo perché sono cristiano. Il matrimonio fondato sull'unione di un uomo e una donna, i diritti dei bambini a crescere in una famiglia "come società naturale fondata sul matrimonio" (art. 29 della Costituzione Italiana), il diritto di un concepito a continuare il suo percorso nella vita sono valori incondizionati di fronte ai quali non posso cedere perché fanno parte di quel bagaglio utile per costruire un mondo che abbia a cuore il bene comune (o almeno che si metta alla ricerca di questo).

venerdì 15 dicembre 2017

Il martirio oggi

Da un po' di settimane ho due domande che mi frullano nella mente: chi sono i martiri? Perché, oggi, ne abbiamo timore? È da un po' che la figura di questi "umili eroi" mi pone degli interrogativi sulla mia vita. Cerco di darmi due risposte a queste domande, risposte che voglio condividere con chi legge.
I martiri sono coloro che hanno dato la vita a Cristo, che sulle Sue orme hanno abbracciato la via della Croce e l'hanno vissuta nel modo più concreto possibile: con la morte. I martiri sono coloro che hanno donato la loro vita per la causa del Vangelo, per essere testimoni veritieri del Vangelo.

domenica 22 ottobre 2017

Nati sotto il cielo

Nati sotto il cielo d'autunno colorato,
occhi speranzosi di chi vi guarda.
Madre e padre abbracciano le vostre vite:
chi vi ama prepara la vostra strada,
voi, senza timore, seguitela.

Nato sotto il cielo, protetto dalle stelle:
cadono sulla tua vita
illuminando i tuoi desideri nascosti.
Continua a guardare il mondo con stupore
e la tua innocenza ti salverà.

giovedì 1 giugno 2017

Liberi di crescere

Quando penso di averle viste tutte, accade sempre qualcosa che mi fa ricredere e mi fa pensare che, forse, veramente al peggio non c'è mai limite. Io ho visto cose che voi mortali non potete immaginare. Ho visto ragazzi che al colloquio per il servizio civile sono stati accompagnati dai genitori (o dai nonni); ho visto ragazzi che, ormai non più adolescenti, non sanno prendere un treno, una metro o un autobus; ho visto ragazzi che, quando possibile, declinano ogni responsabilità ad un mondo degli adulti nel quale, a breve, entreranno a farvi parte.

La responsabilità, è questo che noi adulti non insegniamo ai giovani: la bellezza di fare le cose con passione, con dedizione e con responsabilità. La colpa è nostra, basti pensare a tutti quelli che storcono il naso quando faccio notare che quelli della mia età (ne compio 35 ad ottobre) non possono essere definiti giovani ma adulti; a tutti gli adulti che non crescono, che pensano che tutto sia un diritto (avere figli, sposarsi, morire). Abbiamo ammazzato la nostra società (o la stiamo uccidendo lentamente) e poi ci lamentiamo se i nostri giovani non riescono a camminare da soli.

mercoledì 31 maggio 2017

La bellezza del fiore di un giorno

“Vivesti solo un giorno come le rose” cantava Fabrizio De Andrè, nella sua struggente Canzone di Marinella.
Assolutamente mai contraddire De Andrè, ma in fondo le rose possono vivere un po’ di più… il mio amico Danilo, quasiprete-farmacista-esteta, che di fiori se ne intende alla grande, potrebbe farle resistere anche 4-5 giorni (dipende dal caldo, direbbe lui!).

Esistono però davvero dei fiori che vivono un solo giorno e anche meno. Sono i fiori delle Echinopsis, una varietà di cactus che inizia a fiorire durante la notte, raggiunge il massimo della fioritura che dura a volte appena un paio di ore e poi inizia a morire. Sono fiori bellissimi dalle più disparate sfumature e dagli intensi colori che vanno dal pastello a quelli più accesi (qui un video in time-lapse della fioritura).
La loro è una bellezza di poche ore, una bellezza fugace. Ma valgono forse meno degli altri fiori? Sono forse inutili, sprecati, non hanno diritto a tutte le cure per un solo giorno di vita?

mercoledì 22 marzo 2017

Pensieri famigliari

Spesso mi sono trovato a scrivere e a parlare di famiglia, ne ho difeso l'istituzione e l'ho fatto perché la reputo un aspetto importante. La famiglia, infatti, gioca un ruolo fondamentale nell'andamento del vivere sociale. Tuttavia, nel difendere la famiglia mi sono soffermato, spesso, sull'aspetto religioso. Ora mi chiedo: perché questa istituzione, che esiste da quando è sorto l'homo sapiens, è così importante per la società? Perché continuare a difenderla nonostante gli evidenti mutamenti (in genere negativi) che ne stanno trasformando l'essenza?
Ma cosa è una famiglia? "La famiglia è quella specifica e unica organizzazione che lega e tiene insieme le differenze originarie e fondamentali dell'umano, quella tra i generi (maschile e femminile), tra le generazioni (genitori e figli) e tra le stirpi (ovvero l'albero genealogico materno e paterno) e che ha come obiettivo e progetto intrinseco la generatività" (Scabrini e Iafrate, Psicologia dei legami familiari, Il Mulino, 2003).

martedì 21 febbraio 2017

Mutismo sessuale

Noi cattolici (per fortuna non tutti) siamo dei bacchettoni. Me ne rendo conto quando si toccano (o non si toccano proprio, evitandoli del tutto) argomenti di tematica sessuale. Su questa sfera, purtroppo, vige un alone di segretezza, come se fosse una cosa da sussurrare,  quasi fosse vergognoso anche il semplice parlarne. Questa cosa mi da un fastidio tremendo.
Chi agisce in questo modo, probabilmente, non sa (o non se ne rende conto) che l'intimità porta una bellezza infinita nelle nostre vite. Questa, infatti, se vissuta bene, con una purezza di cuore che spinge due persone a voler essere una carne sola può portare alla nascita di sentimenti d'amore che rinnovano la nostra vita. Possiamo immaginare noi come alberi che veniamo annaffiati dalla sessualità e i nostri sentimenti come i frutti che, nati in noi, sono pronti per essere donati a chi abbiamo accanto.

martedì 31 gennaio 2017

Ascolto, sale dell'amore

Sarà l'anno nuovo che da un mese è iniziato, saranno i cambiamenti lavorativi che stanno accompagnando questo inizio d'anno ma sento che sono chiamato ad una conversione. Una volta ho sentito un vescovo che diceva che la sua era una conversione perenne e che questa sarebbe finita solo con la sua morte. Parole sagge come questa ne ascolto poche. Tuttavia, tralascio quest'aneddoto e torno alla mia conversione.
Sento fortemente che come uomo, marito, fratello, figlio e lavoratore sono chiamato ad un cambiamento su alcuni aspetti, che reputo fondamentali, della vita. Uno di questi è l'ascolto: centro e fulcro di ogni atto comunicativo. Come possiamo comunicare senza ascolto? Come possiamo andare incontro al nostro prossimo senza un ascolto autentico? Come posso capire le lamentele di mia moglie se io, Giovanni, quando parla non abbasso lo smartphone?

giovedì 29 dicembre 2016

Vita e gioco

Credo fortemente che il gioco sia una parte essenziale della mia vita. Non lo scrivo perché a 34 anni mi diverto a fotografare, in giro per casa, un omino della LEGO che ha le mie sembianze o perché, ogni tanto, compro un set della stessa marca dell'omino (attività alla quale non mi dedico troppo perché dovrei avere un fondo economico solo per questo). Scrivo dell'importanza del gioco perché è anche tramite questo che riesco a ritagliarmi uno spazio personale e nuovo, uno spazio dove posso rilassarmi e riscoprirmi. Spesso, infatti, l'attività ludica mi fa divagare con la mente nello stesso modo in cui lo fa la lettura di un romanzo e chi mi conosce sa quanto sia importante, per me, leggere.
È per questo che trovo bello e interessante (almeno lo è per me) giocare con mia moglie. Immagino i sorrisetti maliziosi di chi legge questa affermazione. Tuttavia, la malizia è nell'occhio di chi legge e non nella penna di chi scrive (almeno in questo caso). Mi piace giocare con Angelica perché è nello stare insieme nel gioco, nello scherzo o nell'andare a mangiare una pizza (nella mia categoria "gioco" c'è un'insalata di attività) trovo un metodo per saldare il nostro rapporto: se non stiamo insieme nel gioco come possiamo affrontare insieme i momenti di difficoltà che si presentano nella nostra vita matrimoniale?

sabato 30 luglio 2016

Obbedienza sponsale

I religiosi (frati, suore, appartenenti a ordini religiosi) hanno qualcosa di misterioso e affascinante: il loro coraggio nell'abbracciare i voti di castità, povertà e obbedienza. Questi tre, chiamati consigli evangelici, perché "consigli" non appartengono solo a chi abbraccia la vita religiosa ma a tutti. Anche noi laici siamo chiamati alla castità, povertà e obbedienza nello stato in cui viviamo. Scrivo questo perché, l'altro giorno, leggendo alcune riflessioni sull'obbedienza ho pensato: "a cosa serve l'obbedienza per la mia vita di coppia?"
Io credo fermamente all'obbedienza reciproca nella coppia di sposi perché, come disse Benedetto XVI il 23 aprile del 2009, "i nostri contemporanei hanno bisogno di scoprire questa obbedienza, che non è teorica bensì vitale, che è un optare per alcune condotte concrete, basate sull'obbedienza al volere di Dio, che ci rendono pienamente liberi. Le famiglie cristiane con la loro vita domestica, semplice e gioiosa, condividendo ogni giorno le gioie, le speranze e le preoccupazioni, vissute alla luce della fede, sono scuole di obbedienza e ambiti di vera libertà." Perché, aggiungo io, l'obbedienza è la massima espressione della libertà perché l'obbedire equivale a sacrificare la propria volontà e divenire, in questo modo, servo di tutti.

venerdì 29 luglio 2016

Famiglia: amore plasmato

Sono poche le certezze che ho nella vita. Una di queste è che Dio plasma ogni giorno la mia vita di coppia: Dio dà a quest'ultima la forma che più gli aggrada. Come è possibile che io e Angelica (mia moglie) gli permettiamo questo? Semplice: mettendo Lui al primo posto, rispetto alle nostre persone, ai nostri bisogni, siamo pronti ad accettarci per quello che siamo. L’amore, lo penso da quando ho una coscienza cristiana (spero di averla in verità), è sempre una questione di allenamento. Mettendo Dio al primo posto siamo sempre pronti a mettere l’altro prima di noi. Questo accade dalle piccole alle grandi cose: dal mettere (nel mio caso) Angelica prima di una partita importante del campionato, all’andare a fare controvoglia delle analisi che riguardano la nostra vita di coppia.

mercoledì 4 maggio 2016

La gioia dell'amore

Il giorno dopo l'uscita dell'esortazione Amoris Leatitia di papa Francesco il mondo (cattolico e non) si è spaccato in due: entusiasti e delusi. L'esortazione raccoglie i contributi dei padri sinodali degli ultimi due sinodi sulla famiglia e c'era una grande attesa per essa, che, in verità, era su un solo argomento: l'Eucarestia ai divorziati.
Come scrivevo il mondo si è diviso in entusiasti e delusi. Il primo gruppo è composto da coloro che a tutti i costi hanno voluto trovare nelle parole di Francesco una rivoluzione in materia dottrinale sul matrimonio. Questa attesa è stata smentita dal papa: qualsiasi cosa abbia scritto, anche di quelle che vengono considerate "novità" sono state scritte in riferimento a documenti storici della Chiesa e del suo Catechismo. Nessuna novità, solo una specificazione di quello che è scritto sui tanti documenti sulla famiglia. Quindi, purtroppo per questo primo gruppo, nessuna apertura in materia di matrimoni tra omosessuali, nessuna eccessiva libertà sull'Eucarestia e denuncia di tante pratiche moralmente discutibili per avere figli ("È importante che il bambino si senta atteso. Egli non è un completamento o una soluzione per un'aspirazione personale" scrive il papa al punto 170). Il papa su queste cose è andato giù pesante, ha usato (e non è la prima volta) parole molto più dure del suo predecessore Benedetto XVI.

martedì 26 aprile 2016

Oro che non luccica

Non è tutto oro quello che luccica. Ci penso e ci ripenso in particolare da quando è uscita la notizia che i famosi gettoni d'oro dei quiz RAI non sono composti da oro puro (leggi qui). Ora, al di là dello scandalo che ne potrebbe derivare se questa notizia fosse confermata nella sua gravità, quello che mi fa riflettere è la questione delle apparenze.
Non è tutto oro quello che luccica ed è vero. Siamo circondati da persone che sembrano oro ma che in realtà non lo sono. Quante volte anche noi sembriamo oro agli occhi degli altri ma, in realtà, sappiamo benissimo che non lo siamo ma in questa mania di santità noi ci crogioliamo, gongoliamo quando le nostre virtù vengono esaltate dagli altri.

martedì 19 aprile 2016

Domenica per la famiglia

Domenica, in serata, ho ricevuto una telefonata che mi ha lasciato perplesso: il servizio clienti Mediaset Premium. Mi hanno telefonato per propormi un'offerta che ho gentilmente rifiutato. Gentilmente...
Ho pensato a quella poveretta (l'operatrice era donna) che di domenica era li che faceva telefonate per conto della sua ditta offrendo proposte che per il 50% sarebbero state rifiutate (nella migliore delle ipotesi in maniera brusca dalla persona contattata). Certo, anche io ero a lavoro di domenica ma il mio mestiere riguarda l'accudimento delle persone (per chi non lo sapesse, lavoro in una casa famiglia che ospita minori disabili).
Come questa poveretta sono tante le persone che lavorano di domenica. Ormai tutti i grossi supermercati, ipermercati, centri commerciali hanno nella domenica il loro punto di forza commerciale.

sabato 9 aprile 2016

Occasione mancata

Noi cristiani adulti, nel senso di non adolescenti (il termine cristiano-adulto è stato inflazionato negli ultimi anni), abbiamo una responsabilità verso i più giovani non indifferente. Dio ce li ha affidati per poterli accompagnare nella fede. Dopo la famiglia siamo noi che siamo chiamati a fargli conoscere la bellezza della fede in Cristo e con essa il fantastico messaggio d'amore che Gesù ha portato. Un messaggio che sappiamo benissimo essere scomodo al mondo.
I giovani devono imparare ad essere consapevoli che essere cristiani non è la via più facile ma quella della croce, del martirio che si concretizza anche nella nostra quotidianità: quando ci offendono, per esempio, per il solo fatto di seguire Gesù. I giovani devono imparare che il messaggio di Cristo non è fermo a quello dei Vangeli ma che si manifesta a noi tramite la Chiesa che, come madre, ci indica la via più adeguata per abbracciare, nella sua completezza, ciò che Gesù continua a dirci. Egli, tramite la Chiesa, ci parla, ci dice come vivere le avversità e i cambiamenti dei giorni nostri.