Ho sempre sostenuto che la commistione tra politica e religione è sempre stata pericolosa, che i partiti religiosi sono un rischio e a che a questi preferisco quelli di ispirazione religiosa. Una cosa è il partito di dio, un'altra un partito che si fa portatore di istanze dottrinali (per esempio i partiti e movimenti che si ispirano alla Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica). per spiegarmi meglio prenderò come esempio il caso islamico in cui, spesso, c'è la presenza di movimenti e partiti politici di natura religiosa (un esempio sono i Fratelli Musulmani in Egitto).
L’islam, infatti, è anche un sistema politico. Esiste l’Organizzazione della Conferenza Islamica che è costituita da 57 nazioni che si definiscono musulmane. Questo avviene perché nell’Islam non c’è una netta separazione tra politica e religione, dal momento che è quest’ultima che plasma la res publica (cosa pubblica) originando un sistema politico, il cui scopo è di proteggere la umma, applicare la sharia e diffondere la dottrina islamica. È chiaro che tutto questo si traduce in un insieme di obblighi e divieti. Questi interferiscono con la quotidianità ed è per questo che l’Islam è una religione integrale che sfocia, spesso, nel fondamentalismo.




