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giovedì 12 maggio 2016

Cesare e Dio

Ho sempre sostenuto che la commistione tra politica e religione è sempre stata pericolosa, che i partiti religiosi sono un rischio e a che a questi preferisco quelli di ispirazione religiosa. Una cosa è il partito di dio, un'altra un partito che si fa portatore di istanze dottrinali (per esempio i partiti e movimenti che si ispirano alla Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica). per spiegarmi meglio prenderò come esempio il caso islamico in cui, spesso, c'è la presenza di movimenti e partiti politici di natura religiosa (un esempio sono i Fratelli Musulmani in Egitto).
L’islam, infatti, è anche un sistema politico. Esiste l’Organizzazione della Conferenza Islamica che è costituita da 57 nazioni che si definiscono musulmane. Questo avviene perché nell’Islam non c’è una netta separazione tra politica e religione, dal momento che è quest’ultima che plasma la res publica (cosa pubblica) originando un sistema politico, il cui scopo è di proteggere la umma, applicare la sharia e diffondere la dottrina islamica. È chiaro che tutto questo si traduce in un insieme di obblighi e divieti. Questi interferiscono con la quotidianità ed è per questo che l’Islam è una religione integrale che sfocia, spesso, nel fondamentalismo.

sabato 7 maggio 2016

Fondamentalismo o integralismo?

La domanda che da il titolo a questo post (tratto da un capitolo della mia tesi di laurea magistrale) è molto pressante. Potremmo affermare che diventa insistente soprattutto dopo l'attacco di Al-Queda alle Twin Towers di New York e, per questo motivo, è strettamente legato, nel nostro immaginario, al mondo musulmano.
Il contesto storico nel quale il termine fondamentalismo si afferma, coincide con l’inizio della rivoluzione islamica iraniana e le gesta di alcuni movimenti (Fratelli musulmani per esempio) sia appartenenti al mondo sunnita sia a quello sciita. In questo senso notiamo che il termine non ha una conformità ideologica ma è comune a tutto l’Islam (Zubaida, 2010, pagg. 36-37).
Il termine fondamentalismo viene, spesso, confuso con quello di integralismo, con una versione dell’Islam “ortodossa, scritturale, tradizionale e che nelle sue applicazioni sociali e politiche non sia compromessa in alcun modo con le idee e le condizioni moderne e occidentali” (Zubaida, 2010, pag. 35). Entrambi hanno, ovviamente, significati e valenze diverse. 

lunedì 16 novembre 2015

Non ho paura

Non mi costringerete in casa
nascosto ai vostri vili attacchi.
Ostentate volontà divina
la quale non v'appartiene.
Negate la Sua bontà,
negate la Sua misericordia.
Ho il coraggio di vivere
e questo non lo ammazzate.
Ostacoli vi pone la mia libertà,
le sue ali non spezzate.
Potete assassinarci i corpi
ma le nostre anime volano
ancorate ai nostri valori,
radicate nelle nostre patrie.
Uniti ci rendete ancor più
la nostra forza sarà ferma.
Renderci schiavi voi volete
ma le vostre catene sono deboli.
Ancora una volta io vi urlo:
non smorzerete le nostre idee!

mercoledì 23 settembre 2015

Brutti sogni

Auto del giudice Rosario Livatino
In queste notti ho fatto dei brutti sogni. A volte non proprio brutti ma molto strani. Questi mi hanno tormentato ma tanto sapevo che erano solo sogni.
Ho sognato che l'inviato saudita alla commissione sui diritti umani dell'ONU, Faisal Trad, presidierà la stessa. Un po' come mettere Hannibal Lecter come chef dell'Hilton. Ho sognato che sarebbe stato lui a controllare che i diritti umani vengano rispettati. Lui che è rappresentante di una nazione che non riconosce la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Ho sognato persone innalzarsi, scandalizzarsi per la richiesta di otto mesi di reclusione per Erri De Luca solo per aver esternato le proprie opinioni, e queste sono le stesse che, se dovesse entrare in vigore la legge Scalfarotto, sarebbero contenti di mandare in galera chi ha un'opinione diversa dalla loro: chi afferma che un bambino ha bisogno di una mamma e un papà e non di due mamme o due papà.

giovedì 16 aprile 2015

Caro amico dialogante

Caro amico dialogante,
ti scrivo per chiederti consiglio. Te lo chiedo con il cuore in mano e con la mente aperta. Giuro che non ti annoierò, scriverò solo qualche riga, solo due quesiti, di natura diversa, che da un po’ di tempo volevo porti. Perdonami se te li pongo qui e se li metto insieme ma ti prego di prendermi in considerazione e rispondermi.
Mi spieghi come si può dialogare con chi mi vuole morto perché sono cristiano? Con chi vuole ammazzarmi perché ho un credo diverso dal suo? Tu mi dici di porgere l’altra guancia a chi mi vorrebbe staccare la testa dal collo. Ti chiedo di rassicurarmi che il dialogo che cerchi con loro è sui temi della pace e del rispetto e che nella libertà del dialogo posso anche oppormi chi mi vuole uccidere.

martedì 14 aprile 2015

Mentite morti

Storia raccontata con bugie:
Nascondendo la verità,
tacendo la verità,
mascherando la verità,
manipolando la verità.
Urla di dolore
salgono da innocenti morti
causate da vigliacchi assassini.
Strade insanguinate,
Cristo di nuovo in croce.
Depredati di tutto,
costretti a lunghe marce.
Noi non taceremo,
noi non sigilleremo
in un stanza asettica
il dolore che ancora,
con forza, gridate.
Non vendetta,
non altre morti.
Soltanto la verità (che custodite),
quella aspettate:
ascoltarla, finalmente, dai figli
di chi brutalmente vi ha uccisi.

martedì 2 aprile 2013

La situazione egiziana e i timori occidentali



Due anni fa scrissi questo articoletto. Mi hanno attaccato e deriso ma si è rivelato quasi premonitore. Dopo due anni posso dire che avevo quasi ragione.

"C’è il popolo di uno stato di prevalenza islamico che, governato da un despota, decide di ribellarsi, di cancellare per sempre anni di tirannia, abusi ed esili. Tutta la popolazione si mette insieme e lotta contro l’oppressione del tiranno che scappa dalla propria nazione lasciando il posto a coloro che anelano ad una democratizzazione. Poi…
poi se pensiamo all’Egitto è giusto affermare che non possiamo sapere come andrà a finire. Ma in queste poche righe non sto descrivendo il caso tunisino o quello egiziano ma quello iraniano del 1978 quando persone appartenenti a movimenti politici (in prevalenza movimenti di origine marxista) e religiosi (la maggioranza di origine islamista), che da sempre erano duri oppositori dello Scià Pahlavi, si unirono contro il desposta iraniano riuscendo a cacciarlo e a dar la via libera ad un nuovo regime dittatoriale.