martedì 20 marzo 2018

Padre non essendo padre


No, non voglio sminuire il ruolo di un padre. Chi mi conosce, infatti, sa l'importanza che do alla figura paterna e materna nella loro distinzione sessuale e nella loro completezza nei compiti. Chi dice il contrario, eventualmente, non mi conosce. Scrivo questo perché qualcuno ha messo in dubbio questo mio pensiero dopo che ho pubblicato, su Facebook, uno stato in cui ho scritto:


"Hai figli?" "no, non ho figli" "Gli auguri non posso farteli?" "Magari... un giorno..." Poi ho pensato che San Giuseppe, al quale sono devoto, oltre ad essere padre è anche uomo e mi sono detto: "gli auguri li accetto se me li fanno". Buona festa di San Giuseppe a tutti i papà e anche a tutti gli uomini: che lo sposo di Maria possa essere d'esempio per noi maschi.

Ci tengo a sottolineare che, lungi da me sottovalutare i padri e voler per forza accalappiarmi ruoli che non mi competono non essendo padre, il ruolo (e i compiti) di un papà restano importanti per una crescita sana di un individuo. Tuttavia, la giornata di ieri, 19 marzo, è si la Festa del Papà ma è anche il giorno in cui i cattolici ricordano quella figura stupenda di San Giuseppe, il quale mi insegna tre cose fondamentali: essere uomo, sposo e padre.
Mi insegna ad essere uomo perché mi è da esempio sulla via della giustizia, lui che è considerato un uomo giusto; mi insegna a prendere sul serio il mio lavoro perché è la mia strada nel mondo per arrivare a Dio.
San Giuseppe mi insegna ad essere (o tendere ad essere) uno sposo santo, a perdonare tutte le piccole incomprensioni che possono esserci tra me e mia moglie. In questo tempo in cui si parla tanto di violenza sulle donne, Giuseppe, che ha ha preso lo stesso in moglie Maria la quale aspettava un figlio che non era biologicamente suo, non può che essere un esempio positivo per un maschio.
Infine, mi insegna ad essere padre (anche se padre non sono) perché c'è una forma di paternità da poter esercitare che va al di là di quella biologica e lui lo sa bene. Il santo patrono dei lavoratori mi insegna che, anche se non sono padre, posso esercitare la mia mascolinità (parola che fa venire l'orticaria a molte persone) che si manifesta anche nella paternità. Avviene nella casa famiglia dove lavoro, tra gli amici, tra i familiari e nel mio rapporto di coppia. Esercito il mio essere padre ogni volta che faccio da guida a chi si affida alla mia protezione e ad un mio consiglio; ogni volta che qualcuno, fiducioso che non possa tradirlo, mi chiede di afferrargli la mano richiedendo aiuto; ogni volta che sono obbligato a dare regole a chi le richiede.
Quindi il mio augurio di ieri lo riconfermo e lo amplio: che lo sposo di Maria possa essere d'esempio per noi maschi affinché diventiamo uomini, sposi e padri giusti.

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