mercoledì 16 settembre 2020

La cosa giusta


La cosa giusta la senti,

la svolgi, a volte, con lamenti.

Ma se ami quel che fai
la tua forza troverai.
La tua mente è sempre aperta
e una porta è li che aspetta
che tu prenda la sua chiave
e attraversi luci chiare.
Il timor blocca le gambe
ma le ali hai di colombe
che t’innalzano leggero
per proseguir dritto e fiero.
Questo è il segno benedetto
che ti dice che è corretto
quel che con amor ti suggerisce
e i tuoi pezzi tutti unisce.




venerdì 29 maggio 2020

Umile regina

Dio, nella sua immensa bontà, non ci lascia da soli a lottare. Certo, fisicamente è presente nell’Eucarestia. Tuttavia, ha permesso che in Paradiso qualcuno intercedesse sempre per noi: Maria. Lei, infatti, è incoronata Regina, viene insignita della carica più importante. Al di sopra di lei solo la Trinità.
Una regina, Maria, che esercita la sua regalità vegliando con amore materno sui suoi figli, aspettando che noi chiediamo la sua intercessione quando siamo nelle difficoltà che ogni giorno incontriamo. Maria regna e, dal suo trono, è pronta ad aprirci le braccia e accogliere ogni nostra richiesta, ogni nostro ringraziamento con la caratteristica che l’accompagna da quel sì pronunciato all’angelo Gabriele: l’umiltà. 
Maria è una regina comprensiva che governa con compassione le nostre vite perché ha a cuore i nostri vissuti e i sentieri che percorriamo. Maria ci ama e ci protegge perché vuole che il nome di Gesù arrivi a tutti, perché vuole che la nostra testimonianza evangelica sia veritiera e autentica, perché vuole che noi viviamo con la stessa umiltà che la resa la più grande delle creature umane.

giovedì 28 maggio 2020

Il premio celeste

Tutto quello che facciamo per Dio nel nome di Gesù ci darà un premio in questa vita? Non so rispondere a questa domanda. Conosco, infatti, tante persone sante che non sembrano essere premiate da Dio per quello che fanno o per come portano le loro croci.
Tuttavia, c’è una donna, Maria, che ci mostra quale sarà il nostro premio finale. Il Signore Gesù, infatti, volle che Sua madre fosse accolta in spirito e in corpo nella gloria del Paradiso. Questo evento straordinario ci dice tanto perché è anticipazione di ciò che sarà quando risorgeremo a nuova vita. Maria è la nostra precorritrice, è una nostra sorella che ci indica qual è la strada da percorrere in vita per arrivare al Suo amato figlio. Maria per sua virtù ci apre la strada anche dell’eternità. Gesù, tramite la Madre, mostra a tutti noi qual è il premio finale per il quale vale la pena stare alla sua sequela: la resurrezione.
Purtroppo, noi non siamo più abituati a pensare a lungo termine ed è per questo che, probabilmente, facciamo fatica a non accettare che essere testimoni del Vangelo non possa essere sempre gratificante. La nostra natura umana ci impedisce di guardare in avanti, di portare il nostro sguardo sulla vita eterna. 
Prendiamo esempio da Maria, quindi, che non ha preteso un posto d’onore per essere stata la madre di Dio ma che Le è stata concessa la più grande delle grazie: pregustare l’eternità insieme a Suo figlio.

mercoledì 27 maggio 2020

La forza dello Spirito

Il giorno di Pentecoste lo Spirito Santo scende sugli apostoli nel cenacolo. Da quel momento cambia tutto perché si aprono gli occhi e il cuore e i Dodici diventano pronti ad andare per il mondo ad annunciare il Vangelo. Tra l’altro Gesù lo aveva detto al momento della sua ascensione: "Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto" (Mc 24, 46-49).
Agli apostoli mancava il sigillo dello Spirito Santo per poter compiere la loro opera evangelizzatrice e dal momento che lo ricevono sono come delle barche a vela spinte da un vento fortissimo, sono come il fuoco che divampa in una foresta. Con la forza dello Spirito Santo sono in grado di parlare a tutti di Cristo e di affrontare avversità inimmaginabili, indicandoci a chi affidarci per essere degni annunciatori e testimoni del Vangelo.

martedì 26 maggio 2020

Salire a Dio

Quaranta giorni dopo la Sua resurrezione, Gesù ascende al cielo. Il cerchio si chiude: Gesù viene dal Padre e a Lui ritorna. Facendolo ricorda a tutti noi che dobbiamo tornare a ciò che è essenziale, a ciò che da senso a tutte le opere che compiamo per il bene dei poveri. Gesù ci ricorda che se non riportiamo al Cielo le nostre opere, queste restano sterili, non portano i frutti che noi desidereremmo ma frutti amari che non saziano davvero.
Come possiamo fare per tornare al Cielo? La preghiera può esserci d’aiuto. Un dialogo continuo con Dio può essere un buon toccasana per alimentare questo nostro rapporto con il Cielo. Pregando, infatti, il nostro spirito sale al Cielo.
Affidiamo al Padre la nostra vita e le nostre opere. Vedremo che la certezza che queste salgano a Dio riempirà la nostra vita e ci renderà consapevoli testimoni dell’amore paterno dell’Onnipotente.