venerdì 22 novembre 2013

Pensieri futuri

Assente ti osservo camminare
in casa che fondiamo,
aggiungere giorni al nostro tempo. 
Pene noi viviamo
con allegri visi
teneri trasformati dal tempo.
Le voci cantano la nostra vita
che vedrai domani.

martedì 12 novembre 2013

La censura del relativismo

Un po' di tempo fa ho conosciuto una persona. L'ho conosciuta per caso, leggendo i suoi due libri. Lei è una persona semplice e simpatica. Almeno così sembrava dai libri che ho letto. Dopo un po' di tempo le ho mandato, sotto suggerimento della mia fidanzata, una richiesta di amicizia su Facebook e la conoscenza è diventata virtuale. Per fortuna sono riuscito a conoscerla di persona e ho potuto constatare che l'idea che mi ero fatto di lei era veritiera.
Costanza Miriano è una giornalista, una di quelle che non le manda a dire, che senza giri di parole (basta leggere il suo blog) riesce sempre a dire quello che pensa. Lei è una cristiana, una di quelle che ci credono sul serio e vivono sul serio il Vangelo. Fa parte di quella categoria di persone che non reputo cristiani di facciata. Costanza Miriano è una persona che ci mette la faccia (beccandosi anche degli schiaffi), che si “sporca e mani” nell'annunciare Cristo al punto di beccarsi critiche in patria e anche all'estero. 

martedì 1 ottobre 2013

Dialogo e missione


Giuro che stavolta non vi annoierò troppo ma c'è un pensiero che mi attanaglia la mente ed è più forte di me, devo condividerlo con voi.
Chi mi conosce sa che non sono un uomo che ama il dialogo, ovvero, non amo il dialogo nel significato che gli da il senso comune. Io dico sempre che se per dialogo s'intende il parlare di alcune cose e non essere libero di poter difendere la propria opinione sentendola, quindi, denigrare o non rispettata, se ci sono questi presupposti vuol dire che non esiste dialogo. La bellezza del dialogo sta nel poter esternare la propria idea, ascoltare l'idea della persona con la quale si entra in contatto e rispettarla. Questo procedimento, tuttavia, non implicita che si raggiunga un punto di vista comune. La bellezza del dialogo sta anche il lasciare all'altro la libertà di continuare ad abbracciare il proprio pensiero, anche se non lo condivido, anche se se per me dovesse risultare un pensiero “nemico” contro il quale iniziare una battaglia (naturalmente non una battaglia violenta). L'altro è libero di fare la stessa cosa con me ma deve lasciarmi lo spazio e la libertà di continuare a manifestare il mio pensiero.

domenica 29 settembre 2013

Inverno agostano


Sorrisi vengono in mente,
allegri e gioiosi,
ormai passati nel tempo vissuto.
Tempo passato
resta un dolce ricordo
resta allegra esperienza
resta ricordo di vita.
In giorni lontani
intesi cose diverse,
capii cose di vita
sante nel pensiero
tenere nel cuore.
Insieme camminiamo
da quei giorni di inverno agostano.

mercoledì 25 settembre 2013

Castità: dono per la vita


Qualche giorno fa mi sono trovato a scrivere della castità come dono d'amore. Rileggendo quelle righe mi sono reso conto che alcuni punti potrebbero non essere chiari o che potrebbero sorgere dubbi su quello che ho scritto. Anzi, se devo essere sincero, alcuni dubbi sono sorti a me per primo. Quello che scrivo sul mio blog sono appunti che prendo principalmente per me stesso e che mi piace condividere.
La domanda che mi sono posto dopo aver letto per l'ennesima volta il mio post precedente è stata: ma se io e la mia fidanzata ci vogliamo bene, il nostro amore è sincero e puro perché non aprire il nostro amore ad un'esperienza sessuale attiva? Cosa c'è di male nel farlo soprattutto ora che andiamo incontro al matrimonio? Perché aspettare il matrimonio?
Giuro che ci ho pensato e ho cercato una risposta valida senza rendermi conto che ce l'avevo dinanzi e che dovevo solo metabolizzarla bene. Innanzitutto nel matrimonio l'unità del corpo degli sposi diventa un segno dell'unione spirituale. Ciò significa che l'unione corporale di un un uomo e la donna, nonostante sia importante e bella, non è una pratica solamente biologica ma riguarda l'intimo della persona umana e si realizza in modo umano “solo se è parte integrante dell'amore con cui l'uomo e la donna si impegnano totalmente l'uno verso l'altra fino alla morte” (C.C.C., 2361), se diventa, cioè, una comunione perpetua.