mercoledì 19 maggio 2021

San Giuseppe Frittellaro

Il popolo romano è sempre stato molto devoto di San Giuseppe. Basti pensare che la festa del santo giusto (19 marzo) prende il posto dei riti vigiliari della festa pagana dell’equinozio di primavera.
Il poeta romano Giggi Zanazzo parla del 19 marzo con l’appellativo di “ffesta granne” in cui, come racconta Zanazzo, tutti i romani battezzati facevano festa preparando quantità di frittelle da mangiare a pranzo e a cena. Per questo motivo il custode di Gesù fu soprannominato dai romani con l’appellativo di “San Giuseppe frittellaro”.

È questo simpatico nomignolo che ispira, nel 1950, l’attore Checco Durante a scrivere una poesia dal titolo “San Giuseppe frittellaro”, con la quale prega il santo per tutti i bisogni della gente. Uno sfogo, un’opera di speranza per tutti e chi meglio di San Giuseppe può accogliere la nostra speranza?

venerdì 14 maggio 2021

Gli artigli della Vendetta. Lettura che rinfresca

Ammetto la mia difficoltà a leggere testi fantasy, sono troppo influenzato dalla mia passione letteraria che è Tolkien. Un linguaggio perfetto che è difficilmente riproducibile.
Tuttavia, ho accettato con piacere l’invito di Simona a dare una lettura al suo ultimo libro e lasciare un pensiero sul suo testo.
Come si può intendere dalle parole iniziali, non parlerò dello stile e dei personaggi ma vorrei soffermarmi su una mia emozione leggendo questo libro.
Brevemente, vi racconto, senza spoilerare, che la storia narra di un ragazzo, un adolescente che vive tutte le incertezze e i cambiamenti che riguardano la sua età. Questo ragazzo, Alessandro, è una persona molto semplice che cerca le attenzioni di persone che non lo guardano per la sua bontà e arrivano anche a piccoli atti di bullismo (sono prese in giro ma, io che ne ricevevo a bizzeffe, so riconoscere la cattiveria che si nasconde dietro di esse). Alla fine di una partita di rugby, uno strano gatto gli fa un regalo speciale: un libro che, mentre viene letto, lo trasporta in un mondo fantastico e lo fa diventare testimone di un’avventura fantastica.
Leggendo questo libro mi è venuta in mente una cosa: il perché ho iniziato a leggere come un ossesso. Lo facevo perché anche io ero come Alessandro e la lettura era un modo che trovavo (e trovo ancora oggi) per poter evadere, per cercare una risposta a quello che mi accadeva, per viaggiare con la mente e assumere conoscenze nuove. Ogni volta che venivo preso in giro (o bullizzato, scegliete voi il termine giusto) sapevo che potevo rifugiarmi in quel determinato libro che avevo a casa ed essere di volta in volta, per esempio, un guerriero, un detective o un lord inglese di fine Ottocento.
Per questo motivo consiglio, in particolare ai ragazzi, di leggere questo testo. Simona mi avvisò che questa sua opera era rivolta in particolare ad una fascia giovanile e ora capisco il motivo: perché si parla di crescita, di rapporti e di diversità con una delicatezza che solo una donna può avere.

mercoledì 12 maggio 2021

San Giuseppe prutettore

San Giuseppe prutettore 

‘e sta vita e de stu core,

je te chiammo d’’a matina

e te sento assaje vicino.


Quanno scengo sulitario,

jesco fore e guardo ll’aria.

Penso a Te faticatore

pecché stive sempre fore.


‘A Maronna t’aspettave

ca da fatica tu turnave,

cu Gesù ca piccerillo

chiagneve natu pucherillo.

domenica 9 maggio 2021

Rosario Livatino: donare la vita per il bene comune

Si parla spesso di connivenza tra Chiesa e mafia. Purtroppo spesso le due realtà, soprattutto a livello locale, sono andate e vanno a braccetto. Chi lo nega o non ha mai vissuto il Sud Italia o ha gli occhi “foderati di prosciutto”.

La beatificazione di oggi del giudice Rosario Livatino (come quella di don Pino Puglisi) è uno schiaffo che la Chiesa dona alla Mafia, uno schiaffo che ci ricorda che seguire Cristo vuol dire non poter servire due di padroni.

È uno schiaffo a coloro, anche appartenenti alla Chiesa, che non si rendono conto che il servizio allo Stato e il servirzio a Dio possono camminare insieme.

È uno schiaffo anche per me che mi ricorda che lavorare per il bene comune implica sofferenza e dedizione completa, anche se volesse dire donare la vita.

Per questo ho voluto omaggiare il beato Rosario Angelo Livatino. Naturalmente lo faccio a modo mio.

venerdì 7 maggio 2021

Giovani e videogiochi

“La mia passione è giocare ai videogiochi”. Nel sentire questa frase, detta da un adolescente della casa famiglia, mi si rizzarono quei pochi capelli che ho e iniziai il mio pistolotto sui videogiochi, sulla dipendenza che potrebbero causare e sul fatto che le passioni devono essere altre, non poteva essere quella la sua passione. Avrebbe potuto dedicarsi allo sport, alla lettura o all’arte visto che lui è bravo in quest’ultima disciplina. È bastato un suo “non capisci” per lasciarmi spiazzato. Che cosa non era andato bene nel mio intervento? Arriviamoci con calma.


I videogiochi, negli anni, hanno subito dei grossi cambiamenti. Infatti, mentre fino a venti anni fa chi ci giocava lo faceva nelle mura della sua stanza da solo o con qualche amico condividendo lo spazio materiale della stanza, oggi questa forma ludica ha subito grossi cambiamenti. Basta una connessione internet per poter giocare con qualcuno che, collegato alla stessa piattaforma, potrebbe trovarsi dall’altra parte del mondo. Cosa che rende complicato il “controllo” degli adulti. Ma cosa è che spinge un adolescente a stare attaccato ore a giocare in queste piattaforme?