mercoledì 23 ottobre 2024

Evangelizzazione digitale e il Vangelo che scomoda

Ho tanti amici che fanno del mondo online il loro campo di evangelizzazione. Io per primo sono un promotore di questa forma di testimonianza del Cristo vivo. È da quattordici anni che sostengo l’importanza di essere presenti nel web come “testimoni digitali”. Sono un battezzato e in quanto tale sono missionario e sono chiamato ad esserlo in tutti gli ambienti che vivo. Non mi piacciono le etichette ma è questo il mio “patentino” e non ne ho bisogno di altri.
Tuttavia, è da qualche mese che nella mia riflessione sulla missione online si sono insinuati due pensieri che, secondo me, sono un rischio per chi fa dell’attività missionaria online il principale (e, ahimè, unico) modo di evangelizzazione.

Il primo rischio è l’allontanamento dal primo obiettivo della missione cristiana: annunciare Cristo salvatore agli ultimi, ai poveri e farlo esplicitamente.

Le nostre attività online sono belle, molte anche fatte bene ma la mia paura è che non facciano breccia nei cuori di coloro che sono lontani da Dio e che, anzi, da altri ambienti vengano solo denigrate con frasi del tipo “a che si sono ridotti questi?”, “mo hanno pure i preti influencer?”. Ma le vie del Signore sono infinite e sono sicuro che mi aiuterà a mettere da parte questa mia paura.

lunedì 21 ottobre 2024

Estate inoltrata

Sono cambiato.
Il mio pensare è mutato.
Il mio vedere il mondo è diverso.
Gli occhi, però, sono gli stessi. Anche la mente.
Sono cambiato.
Il mio parlare è mutato.
Il mio ascoltare le vite è diverso.
Le mie orecchie, però, sono le stesse. Anche la lingua.
Sono cambiato.
Il mondo è mutato.
Il mio viverlo è diverso.
Il cuore, però, è lo stesso. Spero solo più grande.
Sono cambiato.
Sono mutato.
Sono diverso.
Perché vivo la mia estate inoltrata, diversa dalle altre stagioni.

domenica 4 agosto 2024

Italicus, la strage impunita

Nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1974, alle ore 1:23, una bomba molto potente esplose nel quinti vagone del treno espresso 1486 ("Italicus"), proveniente da Roma e diretto a Monaco di Baviera passando per il Brennero.

Morirono 12 persone.

La strage, aveva la stessa matrice di quella di Piazza Fontana e Piazza della Loggia. La strage della stazione di Bologna avrebbe scosso la vita degli italiani nel 1980.

Nella notte tra il 3 e 4 agosto 1974, una furia omicida e terroristica ha cercato di minare le fondamenta delle nostre Istituzioni. Le ha fatte tremare di brutto ma, alla fine, hanno retto. A che prezzo ancora non lo sappiamo, possiamo solo immaginarlo. Terroristi rossi e neri, in quegli anni, hanno più volte tentato di far prendere alla paura il sopravvento nelle vite degli italiani. In parte ci riuscirono.

Nella notte tra il 3 e 4 agosto 1974, una bomba esplode e oggi, a distanza di 50 anni, quella strage resta ancora impunita.

 

martedì 23 luglio 2024

La formazione quotidiana

Il lavoro di educatore è ricco di formazione e di aggiornamento perché non basta amare i giovani che vengono affidati alle cure educative per fare un lavoro dignitoso. C’è tanto studio, tanta fatica. Lo dico sempre ai ragazzi che non si smette mai di studiare. Non mi credono ma restano stupiti quando dal mio zaino tiro fuori un libro che sto studiando.

Tuttavia, c’è una formazione che si fa sul campo, quella che nessun albo professionale può spiegare o contenere: quella che fanno i ragazzi con la loro quotidianità. La fanno quando mi chiedono di asciugare folti capelli ricci (io che non ne ho); quando giovani donne preadolescenti mi mettono di fronte al loro mondo fatto di amori e interessi femminili (quelli che “non puoi capire perché sei maschio”); quando cercano di farmi entrare in mondo musicale che non amo e poi sono costretto a studiare i brani quando torno a casa; quando mi spiegano un videogioco che va di moda di cui conosco solo il nome.

Tutto questo costa fatica, la stessa che spendo sui libri ma altrettanto necessaria perché, come disse San Giovanni Bosco, “Se vuoi che i giovani facciano quello che tu ami, ama quello che piace ai giovani”.

sabato 6 luglio 2024

Grazie Trieste


Trieste, in questi due giorni, è stata l’occasione di incontrare vecchi amici e incontrarne di nuovi: rapporti nati in digitale ma che si abbracciano nell’analogico. Alla faccia di chi dice che il digitale non è reale; che non può portare nulla di nuovo; che alimenta rapporti effimeri.

Trieste, in questi due giorni, è stata l’occasione di ascoltare parole nuove, di partecipazione. Perché questa è importante per alimentare la speranza che deve albergare le nostre periferie. Non solo quelle urbane ma anche quelle culturali. Per fare terra di testimonianza anche le periferie esistenziali che albergano le nostre vite.

Grazie Trieste.