sabato 26 novembre 2022

I verbi dell’Avvento: vegliare

È importante vegliare perché stare attenti ai pericoli che la nostra vita incontra è un metodo che abbiamo per non cadere.

Quando la vita diventa pesante e il cuore ci spinge verso un sonno non voluto, è in quel momento che dobbiamo destarci sia per non far vincere le tentazioni che per poter accogliere lo Sposo nel modo più adeguato alla Sua persona: da figli amati e amanti.

Il nostro cammino sarà sicuramente pesante ma Cristo ci chiede di aspettarlo perché Lui verrà di nuovo per risollevare le nostre debolezze ma in fondo, lo sappiamo, che non è mai andato via e che vuole essere accolto nella nostra vita di figli distratto.

lunedì 7 novembre 2022

Un abbraccio d’amore

Lo so, lo fanno in tanti ma anche io voglio unirmi a chi elogia la bellezza del Crocifisso di San Damiano. La scorsa settimana ho avuto la fortuna di averti pregato di fronte e in quel momento mi sono sentito amato.

Quel Cristo in croce, con le braccia aperte in quel modo sembrava quasi volere abbracciare me e le mie sofferenze, accoglierle in un vortice d’amore.

Non è un Gesù sofferente quello che vediamo rappresentato ma ciò non mette in secondo piano la tristezza e il dolore di quel momento triste della vita di Cristo. Tuttavia, sembra voler anticipare la bellezza della resurrezione ricordandomi, però, che per ottenerla devo passare tramite una porta stretta e dolorosa. Ricordando che se guardo i miei dolori con rassegnazione non avrò parte alla vita eterna. Nutriamoci quindi della speranza. Noteremo che, anche se i nostri problemi non si risolveranno, verranno sicuramente abbracciati da Cristo. Quale migliore stimolo per andare avanti?

lunedì 31 ottobre 2022

40 anni da figlio di Dio

Oggi è il mio compleanno. No, non sono impazzito. Ricordo benissimo che il mio compleanno è il 4 ottobre. Oggi è il mio quarantesimo anno da figlio di Dio. Il 31 ottobre del 1982, infatti, ventisette giorni dopo la mia nascita, sono stato battezzato. Ovviamente, non ricordo nulla di quel giorno. Posso ricostruire l’emozione dei miei parenti solo tramite il loro racconto. Non avevo coscienza ma, onestamente, ringrazio i miei genitori che decisero di farmi essere cristiano. È grazie agli insegnamenti, soprattutto, di mia madre che ho capito sin da piccolo per Chi (e cosa) vale la pena vivere. Naturalmente, parlo per me. Queste sono le mie esperienze, le mie emozioni e guai a toccarle.

Sono passati quarant’anni da quando sono rinato a vita nuova e l’anniversario di oggi deve darmi la forza ogni volta che l’”uomo vecchio” (Ef 4,22) prende il sopravvento; ogni volta che dimentico che ciò che faccio è in nome di Dio; ogni volta che mi deresponsabilizzo dal mio amare gli altri. Tutte le volte che accade ciò, devo ricordarmi che sono stato battezzato e in nome di questo Battesimo posso compiere grandi cose. E se non dovessi riuscirci? Sono rinato come figlio di Dio e il Padre buono non mi lascia mai da solo. Aspetta me che “torno a casa” perché anche se io mi allontano da Lui, Egli non si allontana da me.

Quarant’anni fa sono rinato come re, sacerdote e profeta e questi regali divini preferisco tenermeli stretti perché valgono troppo; perché senza di questi non saprei vivere e testimoniare al mondo il Suo amore per me e per noi.

mercoledì 26 ottobre 2022

Il merito della scuola

Il merito. La scuola ha un merito che è anche la sua missione principale: formare gli adulti del futuro.

La scuola deve sì premiare quelli bravi ma deve anche impegnarsi a non lasciare dietro gli ultimi, quelli che per tanti motivi non riescono a stare al passo con gli altri.

La scuola deve prendere per mano quelli che erroneamente chiamavamo “asini” per poter aprire a loro un mondo fatto di conoscenza e curiosità accompagnando i loro limiti. Se non facesse questo perderebbe l’essenza della sua missione.

Premiare e accompagnare, sono questi i due verbi che dovrebbero caratterizzare l’istituzione scolastica. Mi permetto di scriverlo perché, nella mia lunga vita scolastica, ho attraversato sia il momento della gloria e del successo che quella dei fallimenti e, onestamente, sono questi che più ricordo, che più mi hanno formato come uomo e cittadino. Ed è stato proprio grazie ad insegnante che ha saputo vedere oltre i miei insuccessi che ho saputo riprendere la fiducia persa verso me stesso. È grazie ad insegnanti come lei che ora posso guardare i ragazzi che mi sono affidati con la forza e la consapevolezza di poterli sostenere.

lunedì 24 ottobre 2022

La Resurrezione nel quotidiano

Molte volte i limiti sono tangibili e dimentico che anche questi si possono abbattere con la forza della volontà.

Io che sono più fortunato di tante persone, spesso, lo dimentico ma ho la fortuna di lavorare con ragazzi che, anche se non lo sanno o non se ne rendono conto, mi fanno da promemoria. Un buon promemoria.

La loro vita non è facile e fanno anche fatica a sentirsi figli privilegiati da Dio (come dargli torto). Tuttavia, riescono a tirare una forza d’animo che io me la sogno. Come tirare a basket da una sedia a rotelle.

Ecco cosa può essere la Resurrezione nel quotidiano: riscoprire la vita ogni giorno e non lasciarmi abbindolare dalla “morte”.