mercoledì 9 giugno 2021

Lettera a San Giuseppe di don Tonino Bello

Caro San Giuseppe,

scusami se approfitto della tua ospitalità e mi fermo per una mezz’oretta nella tua bottega di falegname per scambiare quattro chiacchiere con te.

Non voglio farti perdere tempo. Vedo che ne hai così poco, e la mole di lavoro ti sovrasta. Perciò, tu continua pure a piallare il tuo legno, mentre io, seduto su una panca, in mezzo ai trucioli che profumano di resine, ti affido le mie confidenze.

Non preoccuparti neppure di rispondermi. So, del resto che sei l’uomo del silenzio, e consegni i tuoi pensieri, profondi come le notti d’Oriente, all’eloquenza dei gesti più che a quella delle parole. Vedi, un tempo anche da noi le botteghe degli artigiani erano il ritrovo feriale degli umili, vi si parlava di tutto, di affari, di donne, di amori, delle stagioni, della vita, della morte. Le cronache di paese trovavano lì la loro versione ufficiale, e i redattori dell’innocuo pettegolezzo quotidiano affidavano alle rapidissime rotative degli avventori la diffusione delle ultime notizie.

mercoledì 2 giugno 2021

Lettera alla Repubblica Italiana

Cara Repubblica,

oggi festeggi i tuoi 75 anni ma sei di una giovinezza disarmante, sembri non accusare il peso dei tuoi anni. Certo, in questi anni di vita non è andata sempre liscia. Possiamo affermarlo tranquillamente che non sempre ti abbiamo trattata bene. Criticata, denigrata, umiliata ma tu sembri una mamma sempre pronta a perdonarci.

Spesso sei stata ammalata. Sei stata attaccata dal virus del terrorismo (rosso, nero, mafioso) che ha cercato più volte di destabilizzare la tua salute. Fortunatamente hai un sistema immunitario molto forte.

Più volte ti ha colpita la piaga della corruzione che ti ha riempito (e che ti riempie, purtroppo, ancora oggi) di pustole puzzolenti ma tu sei sempre stata più forte di chi ti vendeva pezzo per pezzo. Sei sempre riuscita a ricomporti e a ripartire da capo.

Per non parlare di chi ti ha governata in questi anni. Non sempre chi lo ha fatto ha avuto a cuore la tua salute. Spesso proponeva cure palliative non pensando al tuo futuro. Preoccupandosi della poltrona sulla quale era seduto e non alle generazioni future.

Tu, però, hai sempre resistito a tutto questo. Sarà che sei stata concepita quel 25 aprile 1945, in quel giorno dove noi italiani riscoprimmo la nostra libertà. Nel grembo di chi ti portava nel cuore fosti vaccinata e gli anticorpi di quella giornata sono sempre attivi e vigili, nonostante tutto. Nonostante noi.


 

lunedì 31 maggio 2021

Il bello per il Regno di Dio

Sto diventando esigente con me stesso per quello che riguarda le foto Lego che faccio per #leparoledellafesta. Cerco sempre un particolare, un qualcosa che possa ispirarmi. Guardo i quadri di artisti per prendere spunto e chiedo a Dio, visto che queste foto non le scatto per mia vanagloria ma per annunciare il Vangelo a modo mio, di ispirarmi. Se non arriva nessun suggerimento vuol dire che, forse, non è volontà Sua che io lavori su quel determinato progetto e non mi fermo finché il prodotto finale non sia bello (in questo giudizio, spesso, mi faccio aiutare da Angelica che ha molto più senso estetico di me). Quello che faccio deve essere bello perché bello è Dio e non può essere altrimenti visto che queste opere sono più Sue che mie.
Ora salgo sul pulpito e vi dico che questo che sto scrivendo vale per tutti: ogni cosa che facciamo per il Signore deve essere bella. Su questa cosa non starò mai zitto perché, credo, che nella Chiesa abbiamo un problema: ci accontentiamo di cose fatte con superficialità. Non può essere così. Il pensiero comune che tanto Dio guarda il cuore delle cose non è funzionale alla testimonianza del Vangelo. Tutte le opere che sono per l’annuncio della Parola devono piacere anche agli occhi di chi le guarda. Bisogna metterci il cuore nelle cose che facciamo per Dio affinché possiamo essere partecipi del Vangelo che annunciamo (1Cor 9,23). Sono tanti gli esempi di cose fatte male o delle quali non si ha la consapevolezza che sono brutte. Dovremmo essere noi a fare da specchio al fratello che le produce o le condivide ma taciamo per non offendere, giustificando il silenzio con la misericordia perché “poveretto, si è impegnato tanto” oppure perché “in questo momento ha bisogno di fare qualcosa”.

giovedì 27 maggio 2021

Aurora Leone e gli offuscamenti ideologici

Lo so che rischio di sembrare ripetitivo ma questa storia di Aurora Leone (non mi dilungo troppo sull’evento ma condivido il link alla notizia casomai qualcuno l’avesse persa) mi ha lasciato l’amaro in bocca perché è come se mi si fossero aperti ancora di più gli occhi sulla questione femminile. Mi ha lasciato l’amaro in bocca per due motivi. Il primo ha a che fare con il maltrattamento delle donne da parte degli uomini. Non mi riferisco solo ad un maltrattamento fisico ma anche psicologico, che tende a creare un disagio che spinge le donne a non sentirsi adeguate, a sentirsi inferiori. Sono tante le donne che portano sul loro corpo e nelle loro menti i segni di queste violenze.

L’altro motivo che mi ha lasciato amareggiato sono stati i tanti commenti contro la giovane attrice. C’è chi l’ha accusata di ricercare la popolarità (non credo che ne abbia bisogno) e chi la invita a giocare solo con le donne in quanto donna, dimenticando (o non sapendo) che non si parla di una partita agonistica o di categoria ma di un evento di beneficenza al quale, da qualche anno, vengono invitate a giocare anche le donne.

sabato 22 maggio 2021

Camminare per capire la città

Oggi ho fatto una pazzia. Premetto che a me piace camminare ma è da oltre un anno che non mi cimentavo in un’”impresa”. Avevo alcune cose da chieder al buon Dio e ho deciso di fare un pellegrinaggio solitario che mi avrebbe portato nelle quattro basiliche papali romane partendo da Santa Maria Maggiore, passando da San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le mura e concludere la “passeggiata” a San Pietro. Poco più di 14 km fatti in due ore e mezza.
Ho detto ad alcuni amici e alla mia famiglia che in questo mio sforzo portavo loro nelle mie intenzioni di preghiera. Mi sono detto che con un grande sforzo avrei potuto esagerare con le richieste a Dio. Ora, a parte i piedi doloranti a causa dello scarso allenamento, sento di aver vissuto dei momenti di grazia perché da più parti mi sono arrivate richieste di preghiera per le situazioni più disparate. Mi sono sentito bene sapendo di essere portatore di quelle intenzioni e responsabile per la fiducia concessa da chi mi chiedeva di portarlo nello spirito con me. Ovviamente, sono sicuro che il Padre mi concederà quello che ho chiesto solo se è buono per la mia vita.
Durante questi chilometri e i rosari recitati ho avuto anche la fortuna di notare molti particolari che nella fretta della quotidianità passano in secondo piano.