venerdì 21 febbraio 2020

L'umiltà della gratitudine

Credo che la gratitudine sia fortemente legata all'umiltà. Infatti, non posso negare che per ringraziare qualcuno io debba fare un passo di umiltà. Non posso riconoscere che qualcuno faccia qualcosa per me se non riconosco la sua dignità di persona e per fare ciò devo scendere dal mio piedistallo. Solo allora potrò dire un grazie di vero cuore.
Nello stesso tempo non posso attendere che gli altri facciano lo stesso con me: non posso pretendere che qualcuno si accorga di un favore fatto e che mi ringrazi. Anche questo è un atto di umiltà che mi riporta alla gratuità di un atto di amore. Tuttavia, se un grazie arriva, devo avere l'umiltà di accettarlo perché quello, spesso, è l'unico modo che abbiamo per ricambiare l'amore ricevuto.

mercoledì 19 febbraio 2020

Vuoto

Quando tra queste pareti
il vuoto regna sovrano,
vaga la mente a lidi lontani.
Gli occhi vedono solo lettere
e immagini mobili riempiono
nere e buie serate.
Nessuno con cui parlare:
la mia bocca si apre per dare ordini
a pessimi sostituti di compagnia.
Le mie orecchie odono suoni.
Musiche piacevoli
che poi stufano:
canzoni che parlano d’amore,
che dono a chi, lontano,
incontro nei sogni più belli.

lunedì 17 febbraio 2020

Politici e politicanti

L'altro giorno sono stato con Angelica a visitare la Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura che è attigua al Cimitero Monumentale del Verano e lì ho fatto la scoperta (qualcuno potrebbe definirla "dell'acqua calda" ma per me non lo è) che le spoglie di Alcide De Gasperi riposano all'ingresso della basilica.
Mi si è aperto il cuore a vedere la sua tomba perché ho avuto la possibilità di affidargli l'Italia e l'Europa (De Gasperi è Servo di Dio ed è in corso la sua causa di beatificazione). Ho affidato a lui, che non ha mai sventolato rosari ai suoi comizi e che non usava la fede per racimolare voti, i tanti politici che si dicono cristiani ma che poi non lo sono nella sostanza. Ho affidato a lui, che è tra i padri fondatori dell'Unione Europea, coloro che non hanno a cuore il vero bene comune e che snaturano l'essenza di un'Europa unita, che la violentano con le loro politiche economiche o che ne sminuiscono il ruolo con le loro idee sovraniste. Ho chiesto di perdonare coloro che, definendo i politici moderni come i migliori degli ultimi settant'anni, dimenticano il ruolo che ha avuto lui e la sua generazione. Alla fine ho pregato Dio che ci mandi più politici come lui affinché non caschiamo nel baratro sociale in cui stiamo rischiando di cadere.

sabato 15 febbraio 2020

La geometria dell'amore

Di forma rotonda,
di curve e parabole:
salite e discese
che movimentano la vita.

DI forma liscia
su cui tutto scivola:
paure e timori
non trovano attacco.

Di spigoli e segmenti:
linee dure e severe
dei nostri caratteri
e dei nostri tormenti.

Di linee infinite:
che partono dal presente,
che tendono all'eternità
affinché nulla ci separi.

venerdì 17 gennaio 2020

Il passo indietro e il primo passo


Saranno i deliri della febbre alta che mi accompagna da una settimana, ma confesso che l’inutile polemica del giorno sulle frasi sessiste di un certo conduttore televisivo mi ha fatto sussultare sul divano. Non voglio entrare nel merito della questione perché sinceramente non ne ho alcun interesse (se qualcuno ne fosse ignaro la notizia è questa). 
Riflettevo piuttosto su una strana domanda: da quando la capacità di stare un passo indietro è diventata un demerito?
Dire di una persona “ha la capacità di stare un passo indietro rispetto ad un altra” è realmente un'offesa? Così, di primo impulso ho pensato alla parabola del fariseo e del pubblicano, agli “ultimi che saranno i primi”, all’invito di Gesù di farsi piccoli. Ecco, a me sembra di poter dire: ringraziamo il cielo che esistono persone così! Benedette quelle donne (e uomini) che sanno stare un passo indietro per lasciare spazio agli altri, per valorizzare chi hanno accanto, per promuoverne e incoraggiarne la vocazione e la missione, che sanno fare un passo indietro perché l’altro in quel momento ne ha bisogno, che sanno rinunciare a se stessi per amore dell’altro. Beati quei colleghi di lavoro che sanno perdere la propria idea per costruire un clima più fraterno in ufficio, quegli amici che lasciano scegliere all’altro il film da vedere al cinema, quei padri che rinunciano ad un’ora di lavoro in più per stare con i propri figli, quelle mogli che lavorano nell’ombra perché i propri mariti siano valorizzati.
Ma, allo stesso tempo, beati quelli che sanno fare il primo passo quando serve, che prendono l’iniziativa per ricucire un rapporto distrutto, che sono i primi a perdonare, che fanno una telefonata a chi non ti chiama mai, che chiedono come stai anche se nessuno lo chiede mai a loro.

Perché i rapporti e il valore delle persone non può essere misurato in termini di superiorità, di forza o di importanza, uomini o donne che siano.