Ci sono momenti, nella vita, in cui si è in difficoltà, in cui sembra non ci sia una via d’uscita. Sono i momenti della “croce”. A chi non è capitato? Io li ricordo tutti: la morte di mia madre, la diagnosi della Sclerosi Multipla e anche alcuni meno gravi. Sarà che sono ancora relativamente giovane e, quindi, questi momenti sono stati pochi. Li ricordo benissimo e rammento anche il modo con il quale volevo affrontarli: da solo.
Il problema fondamentale è che, spesso, siamo sopraffatti da un delirio di onnipotenza, una forma di egoismo che ci spinge a credere che possiamo affrontare le cose da soli. Errore gravissimo! Noi non siamo fatti per essere soli, non siamo stati creati per affrontare le nostre difficoltà da soli, Dio non vuole che le nostre croci siano portate con le nostre sole forze. Anche Gesù, ad un certo punto, ha avuto bisogno di un certo Simone di Cirene per portare la sua croce. Quindi, se Gesù ha accettato un aiuto, perché dovremmo negarci questo “sollievo”? Il cammino è lungo, la croce è pesante ma il buon Dio ci mette sempre accanto un fratello che è disposto ad accompagnarci, ad alleggerire il peso degli eventi di dolore che ci capitano.



