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giovedì 5 maggio 2016

Zi, zi, zi! Vive, vive, vive!


Il 5 maggio del 1976, la Grecia, credo, abbia visto la più grande manifestazione popolare della sua storia. L'occasione fu data dal funerale di Alexandros Panagùlis. La sua morte, avvenuta 4 giorni prima e con una dinamica ancora oggi misteriosa, lascia senza parole una nazione intera. La gente non ci crede, scende in piazza per gridare il proprio dolore e la propria vergogna verso coloro che erano accusati di averlo fatto morire; la propria rabbia verso un potere democratico che aveva ancora legami con il regime dittatoriale che lo aveva preceduto. Migliaia di persone erano scese in piazza sembrando un corpo unico. Oriana Fallaci (che con il rivoluzionario greco ebbe un'intensa storia d'amore), nel libro Un uomo descrive questo corpo unico con la parola "piovra". La sua descrizione del funerale è spaventosamente geniale, ne riporto le prime intense righe:

lunedì 2 maggio 2016

Una poetica ribelle

La morte di Panagùlis fu una morte tragica, causata il primo maggio  del 1976, da un misterioso incidente stradale a Glyfada, la sua città natale, un incidente che ancora oggi è coperto da un velo di mistero.
Sono trascorsi quaranta anni dalla scomparsa dell’intellettuale greco e il dibattito in merito al suo rapporto malsano e drammatico con il potere resta quanto mai aperto. Per alcuni è stato un grande poeta, per altri un martire della libertà, per altri ancora semplicemente un estremista. In seguito alla sua morte è stato etichettato come eroe e la Grecia gli ha conferito numerose onorificenze e intestazioni di vie e piazze. 
Alekos, arrestato e condannato a morte (sentenza capitale che fu tramutata in carcere duro), fu conosciuto a livello internazionale per aver attentato alla vita del colonnello Papadopulos, reggente (in verità dittatore) della Grecia governata da un violento regime militare chiamato "dei colonnelli" (1967-1974). Oltre che per le sue lotte politiche, Panagulis, fu conosciuto anche per le sue poesie. Tutte le sue opere sono imprendiscibilmente legate alle sue esperienze di vita. Mi riferisco in questo senso alle sue due raccolte di poesie, emblemi, insieme alla sua vita, del binomio intellettualità-potere.