domenica 5 febbraio 2023

Musica, Dio e adolescenti

Alla prima presentazione romana del libro Il cielo è sempre più rock, gli autori, Andrea Montesano e don Peppe Logruosso, si sono chiesti se la lettura di questo libro fosse più adatto agli adolescenti o agli educatori. Io credo che siano i secondi a trarne più beneficio. Questo testo, infatti, senza demonizzare forme musicali moderne, prende per mano il lettore per farlo entrare nell’universo musicale degli adolescenti.


Lo fa sotto due aspetti che, come anelli, formano una catena inscindibile: quello psicologico e quello pastorale. Tuttavia, credo che, nonostante il testo tocchi tematiche inerenti alla religione cattolica, possa offrire strumenti anche ad educatori “laici”. L’ascolto degli adolescenti, infatti, tocca tutti. Accompagnarli, capire quello che hanno dentro ci deve spingere a cercare un rapporto autentico e condivisibile.

mercoledì 1 febbraio 2023

Il seme della gentilezza

L’altro giorno ho visto una ragazza che sulla sua borsa aveva una scritta fantastica: “Gentile Giornata”. È da due giorni che ci penso e lo faccio perché abbiamo bisogno di gentilezza. Ho come la sensazione, infatti, che ci sia un imbruttimento delle relazioni, anche di quelle fugaci. Abbiamo bisogno di relazioni gentili che permettano alle persone di tenersi per mano.

Credo che la gentilezza sia un aspetto importante del vivere civile, senza di questa vivremmo su un perenne piede di guerra. Quel buongiorno detto la mattina al vicino che si incontra per le scale può far svoltare la giornata non solo di chi lo riceve ma anche di chi lo augura. Chiedere scusa quando si è distratti alla guida, rischiando di far (e farsi) male, è segno di civiltà e di amore verso il prossimo. Fateci caso: quante persone chiedono scusa se inavvertitamente vi tagliano la strada? Poche.

La gentilezza dovrebbe accompagnare ogni attimo della nostra giornata ma non si può essere gentili solo con gli estranei. Chiedere le cose con un per favore o ringraziare per i gesti grandi e piccoli dispensati da chi ci vuole bene e condivide con noi la quotidianità, sono seme di concordia. Quante volte diamo le cose per scontato ma non possiamo dare per scontato l’amore. Perché, se vogliamo che l’amore cresca come un albero rigoglioso, dobbiamo piantare il seme della gentilezza nel nostro cuore.

martedì 31 gennaio 2023

Un aiuto importante

Lo ammetto e lo faccio nel giorno in cui la Chiesa lo ricorda: ho sempre avuto un rapporto controverso con San Giovanni Bosco. L’ho avuto perché ho conosciuto tante persone che frequentavano le scuole salesiane e che venivano da ambienti benestanti (purtroppo, non tutti possono permettersi le scuole private) i quali avevano poco di cristiano.

Negli anni ho imparato a conoscerlo, a capire la sua missione, a fare pace con lui (nonostante i suoi “seguaci”), fino a pregare con lui affinché mi aiuti nei momenti in cui il mio lavoro di educatore è asettico, quando noto che non ci sto mettendo il cuore.

Perché proprio lui? Perché nella sua vita ha amato sul serio e non a parole tutti i ragazzi che Dio gli aveva messo sul cammino; perché di fronte ai fallimenti non si è arreso; perché mi ha insegnato che mettere l’Amore nei miei rapporti educativi non è sbagliato.

sabato 31 dicembre 2022

Riposa in pace Benedetto

La mia fede deve tanto a San Giovanni Paolo II ma è sotto il pontificato di Benedetto XVI che essa è maturata. Non ho mai temuto a dirlo, anche quando venivo etichettato come medioevale, conservatore e retrogrado (proprio io che non amo le etichette).

Stanno definendo il suo pontificato come “pedagogico” ed è così. Sono contento di essere stato “guidato” dalla sua saggezza. Senza i suoi insegnamenti, infatti, non potrei essere un cristiano “in uscita” come chiede Francesco.

Ora riposa nella pace del Padre e possiamo essere sicuri che sta pregando per noi.

Riposa in pace padre Benedetto.

giovedì 29 dicembre 2022

Il sogno delle spighe, storia di martirio comunitario

Quando ho finito di leggere Il sogno delle spighe (El sueño de las espigas), ho mandato un messaggio a David Lopez, autore del libro, in cui lo ringraziavo. Non l’ho fatto solo perché è un mio amico ma, soprattutto, perché ha fatto un lavoro eccezionale, un lavoro che, pagina dopo pagina, si vede che è stato fatto con il cuore.

Il libro parla dei martiri Oblati di Maria Immacolata della comunità di Pozuelo assassinati durante la persecuzione spagnola del 1936-1939, gli anni della guerra civile. Insieme a questi 22 religiosi fu ucciso anche un laico: Candido Castán, un sindacalista cattolico la cui colpa era quella di essere cattolico.

Nel messaggio a David ho scritto “grazie, grazie, grazie”. Infatti, bisogna ringraziare David per il coraggio di aver scritto un testo come questo. In un mondo come il nostro in cui tutto è nero o bianco, il rischio di scrivere questo libro e di essere tacciato come simpatizzante di una parte politica specifica è stato alto (accuse di essere franchista, purtroppo, gli sono arrivate da certa stampa spagnola). Quindi il primo grazie va dato per il merito di essersi fermato ai fatti storici, senza interpretarli ma argomentandoli con maestria e con fonti storiche inattaccabili grazie alle quali nessuno può negare la natura anticristiana di quegli assassinii. Omicidi avvenuti con una crudeltà giustificata dall’antifascismo ma che di questo non avevano nulla. A chi pensa il contrario, invito a leggere il libro e, solo successivamente, dare un giudizio.