martedì 5 maggio 2020

Maria la missionaria

Dopo l’annuncio della divina gravidanza, Maria non si lascia prendere dallo sconforto. Dopo aver detto il suo “sì” incondizionato alla volontà di Dio, sente che questa bellezza non può tenerla con sè ma deve condividerla. 
Maria ci indica la strada che porta alla realizzazione: la missione. Maria è la prima missionaria, è colei che, dopo aver fatto l’esperienza di Dio, vuole portare e testimoniare a tutti la salvezza che si compie nella sua vita. E invita noi a fare lo stesso indicandoci due pilastri di questo annuncio d’amore: l’umiltà e il servizio. 
L’umiltà. Solo dopo che Elisabetta e il bambino che porta in grembo riconoscono la Maria come Madre di Dio, la giovane donna canta il Magnificat. Maria non va dalla sua parente sbandierando quello che di bello le stava accadendo ma attende umilmente che ciò sia riconosciuto.
Il servizio. Maria non resta a glorificarsi delle onorificenze che Elisabetta le fa ma si mette al suo servizio (per tre mesi dice il Vangelo). Un vero missionario, infatti, si mette al servizio degli altri, dei più poveri e degli abbandonati.
Maria ci ha segnato il sentiero e a noi non resta che seguire le sue orme.

lunedì 4 maggio 2020

Un annuncio di speranza

L’Annunciazione di Gabriele a Maria è la madre di tutte le annunciazioni. Se noi, oggi, possiamo andare in giro a testimoniare la bellezza della vita in Cristo lo dobbiamo a questo strepitoso fatto e al “sì” di Maria che ne è conseguito. 
Un annuncio di speranza e di gioia è quello di Gabriele che Maria ha custodito per tutta la vita, anche nel dolore, come custodì per nove mesi la bellezza di un Dio incarnato che adotta Maria come madre e che dona la sua maternità a tutti noi.
Un annuncio di speranza perché da quel “sì” nasce la nostra salvezza. Quello che Eva ci tolse, Maria ce lo dona moltiplicato all’infinito. Un annuncio di gioia perché porta nascosto in sè il seme della Resurrezione e del nostro riscatto.

sabato 25 aprile 2020

A Mario

Son passati tanti anni
che un nemico ti ha colpito.
Non capiva i tuoi affanni
e il tuo corpo ha assopito.

Camminavi tra la gente
ogni passo era benedizione
che ti portava dove era il Niente.
Questa era la tua vocazione.

La tua anima ora è lieta
e con forza, oggi, tu parli
alla mia vita inquieta
mandando via tutti i miei tarli.

giovedì 16 aprile 2020

Cielo terso

Cielo terso da speranza
che la notte passi in fretta
ma il buio lento avanza
e cuor mio gioia aspetta.

Se pur limpido e sereno
poche nubi avanzan piano
portan seco del veleno
che allontano con la mano.

Si allontanan lentamente.
Il mio cuor piano sussulta,
si schiarisce anche la mente
e di gioia l’animo esulta.

giovedì 9 aprile 2020

La mia passione

Sono Giuda ogni volta che tradisco;
ogni volta che il mio comportamento provoca lacrime in chi pone in me fiducia.
Sono Pilato ogni volta che distolgo lo sguardo da chi ha bisogno;
ogni volta che lavo via il mio dovere, il mio onore e la mia umanità;
ogni volta che evito di prendermi le responsabilità che Dio pone sul mio cammino.
Sono Pietro quando l’orgoglio è mio amico;
quando la paura annebbia il mio cuore e mi fa dimenticare promesse d’amore. 
Dovrei essere Pietro nella cura dei miei fratelli.
Sono Gesta, il ladrone, ogni volta che non Ti riconosco;
ogni volta che tento la Tua Volontà;
Ogni volta che rubo ogni speranza a chi mi ama.
Sono il Centurione ogni volta che, ciecamente, obbedisco alle regole del mondo;
ogni volta che solo Tu riesci ad aprire il mio cuore e rendermi lo stupore della Tua presenza.