Con un po’ di fatica varcai l’ingresso dell’ufficio postale. L’operazione richiese più manovre del solito a causa di una zingara che quella mattina aveva deciso di chiedere l’elemosina proprio sulla rampa che dovevo utilizzare. Buongiorno signora, buonasera signora. Parlava con me, forse, oppure mi trovavo ad essere un casuale bersaglio di quelle parole lanciate nel vuoto infinite volte. La guardai distrattamente, ma ancor prima della sua figura mi raggiunse l’odore aspro di un corpo che probabilmente non vedeva acqua da giorni. Mi entrò dritto nel naso, che quasi d’istinto trattenne il respiro. Mi affrettai ad allontanarmi mentre il suo piattino di plastica mi precedeva facendomi strada. Dando un colpetto a destra e uno a sinistra con la mia sedia a rotelle sulla porta scorrevole un po’ troppo stretta, mi ritrovai dentro. Lanciai un’occhiata all’unico sportello basso della stanza per accertarmi che l’impiegato fosse al suo posto, poi staccai il numero dal distributore e mi fermai in un angolo aspettando pazientemente il mio turno.venerdì 30 ottobre 2015
Buongiorno signora. Buonasera signora
Con un po’ di fatica varcai l’ingresso dell’ufficio postale. L’operazione richiese più manovre del solito a causa di una zingara che quella mattina aveva deciso di chiedere l’elemosina proprio sulla rampa che dovevo utilizzare. Buongiorno signora, buonasera signora. Parlava con me, forse, oppure mi trovavo ad essere un casuale bersaglio di quelle parole lanciate nel vuoto infinite volte. La guardai distrattamente, ma ancor prima della sua figura mi raggiunse l’odore aspro di un corpo che probabilmente non vedeva acqua da giorni. Mi entrò dritto nel naso, che quasi d’istinto trattenne il respiro. Mi affrettai ad allontanarmi mentre il suo piattino di plastica mi precedeva facendomi strada. Dando un colpetto a destra e uno a sinistra con la mia sedia a rotelle sulla porta scorrevole un po’ troppo stretta, mi ritrovai dentro. Lanciai un’occhiata all’unico sportello basso della stanza per accertarmi che l’impiegato fosse al suo posto, poi staccai il numero dal distributore e mi fermai in un angolo aspettando pazientemente il mio turno.martedì 27 ottobre 2015
La filastrocca dell'albero
Questa è la filastrocca
che oggi esce dalla bocca.
Un albero tutto verde
in autunno le foglie perde.
La pioggia lo bagna
e ai suoi piedi puoi trovar castagna.
In inverno la neve scende
e dai suoi rami marroni pende.
Bianca, soffice e gelata
lascia la creatura abbandonata.
Poi la dolce stagione
fiori e foglie sui rami pone.
Colora l'allegria
e sparisce ogni fobia.
Arriva la bella estate
e i suoi bei frutti voi mangiate.
Attesi e tanto buoni
gialli, rossi e arancioni.domenica 25 ottobre 2015
Dignità
Nere. Non ho mai visto delle unghie così nere. Nella parte superiore qualche piccola chiazza di cellule morte spunta qua e la tra ciò che resta di uno smalto scuro di certo poco salutare. La parte inferiore che finisce a contatto con il polpastrello è ormai solo un contenitore di terra e un ricettacolo di germi. Nere e deformate. D’altronde le unghie in questione non sono meno chiare di tutto il resto del corpo. Non riesco a distinguere il colore della carnagione poiché tutte le porzioni di pelle visibili sono ricoperte da uno strato fuligginoso di materia non ben definita. La pelle non visibile è nascosta da una magliettina di cotone che alle origini doveva essere stata arancione, e da una gonna di jeans diventato col tempo marrone invece che blu.
La vivace proprietaria delle suddette unghie è una bimba di circa sei anni che continua a saltellare nel posto davanti al mio, stuzzicando pervicacemente la sorellina minore seduta in braccio alla madre. Quest’ultima appare leggermente meno caliginosa delle figlie, pur tuttavia mostrando un evidente ricrescita nera tra i capelli, dalla quale parte un biondo paglierino che cade lungo le spalle. Vestita allo stesso modo della figlia, calza un paio di sandali di qualche numero più grande del suo. Come mi è capitato spesso di vedere in altre donne, anche lei porta tutta la sua roba raccolta dentro un grande foulard legato a sacco e, mestamente appeso alla spalla sinistra, è lasciato cadere fino al fianco destro. Penso che sia una donna giovane, anche se il volto segnato la fa apparire più grande di quanto sia in realtà.
giovedì 22 ottobre 2015
Mad Max: the road of redemption
Devo essere sincero ma non ero convinto se vedere questo film. Mi mi stavo lasciando trasportare dal "non sarà come quelli di Mel Gibson". Fortunatamente questa mia reticenza è stata vinta dalla voglia di vedere un film tutto sangue e muscoli. Questo mio desiderio, prevalendo sul buon senso, mi ha spinto a vedere un bel film nel quale, oltre alla presenza di inseguimenti e sparatorie, l'azione è ricca di un messaggio di redenzione che di questo film (il quarto della serie di Mad Max) ne è il filo conduttore.
I personaggi di questa pellicola, infatti, cercano la redenzione da un passato travagliato, violento e lo fanno portando in salvo qualcuno che viene considerato un oggetto da Immortan Joe, il prepotente di turno che grazie al suo esercito di folli (i figli della guerra) tiene sotto scacco una cittadina di disperati.
venerdì 16 ottobre 2015
Addio mia bella Napoli
È la prima volta che ospito sul mio blog un pezzo tratto da un libro. Lo faccio perché queste sono parole d’amore versate su Napoli. Queste parole sono tratte dal racconto de Lo mercante contenuto ne Lo cunto de li cunti di Gian Battista Basile e le recita il figlio del mercante Alessandrio quando è costretto a lasciare la sua amata città. Parole che in un certo senso avevo nel cuore quando mi sono trasferito in un’altra città. Queste parole, naturalmente, sono in napoletano e in seguito ho inserito una traduzione (alcune non le capisco nemmeno io).
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